Archive for the ‘ Sostenibilità ’ Category

Mobilità SOS-tenibile a Napoli: Idee e pratiche per un’altra città

Giornata ideale per organizzare a Napoli una tavola rotonda sul tema della mobilità sostenibile. Come sottolinea il moderatore Luca Simeone è di oggi la notizia dei rincari decisi dalla Regione Campania su biglietti ed abbonamenti del circuito Unico che raggruppa autobus, tram, metro e funicolari.

L’incontro è stato l’occasione per analizzare le criticità di una città come Napoli in cui la mobilità presenta notevoli difficoltà strutturali, oltre che culturali. Come ha sottolineato il professor Antonio Corbino, docente di Economia e Diritto ambientale presso l’Università Federico II, «Napoli non può essere paragonata ad altre città viene fatto nelle classifiche italiane sulla mobilità. Non si può mettere sullo stesso piano Ferrara a Napoli. Qui lo spazio è scarsissimo e la densità abitativa è la più alta del Paese, e tra le più alte al mondo, anche a causa dell’abusivismo». Ma i problemi, spiega Corbino, sono anche di altro tipo: «Una popolazione allergica alle regole e riluttante alle innovazioni» in primis.
Uno studio dell’Oms evidenzia che, in media, a Napoli i decessi annuali dovuti alle polveri sottili sono in tutto 444, i ricoveri ospedalieri sono 627, 6235 sono invece le bronchiti acute.
L’inquinamento atmosferico genera un circolo vizioso che causa quindi danni alla salute con ripercussioni negative sulla spesa pubblica (sanità), causando quindi danni diretti e indiretti ai cittadini.
La sostenibilità non è solo ecologia spiega il professor Corbino. Essa implica «un’integrazione tra ambiente, società ed economia; un’integrazione tra politiche settoriali; una pianificazione di interventi in base alle caratteristiche del territorio».
I punti di forza di Napoli, secondo Corbino, sono «una popolazione giovane, gli studenti fuori sede, gli immigrati, e gruppi di ciclisti più o meno organizzati». Le debolezze invece vengono individuate nell’anarchia stradale, nella macchina concepita ancora come status sociale, nello scarso senso civico nei confronti della cosa pubblica, e nei problemi del manto stradale. Per questo, secondo il professore, «il cambiamento da attuare è essenzialmente culturale. Le persone devono capire che il mondo avanzato non ragiona più seguendo il motto del “più hai e più sei”».

Quello che non manca a Napoli sono le idee e i progetti che, soprattutto dal punto di vista dell’innovazione, vengono portati avanti più da privati che dalle amministrazioni locali. Come nel caso dello Studio Restart. L’architetto Mattia Leone ha illustrato una serie di iniziative proposte dal laboratorio di Restart alle amministrazioni, alcune delle quali in via di attuazione. «Con Restart lavoriamo a progetti sulla mobilità sostenibile, non solo ciclistica, per Napoli. Proponendo questi progetti all’Unione Europea, che prevede finanziamenti importanti a innovazioni inerenti la mobilità – sottolinea Leone – abbiamo capito che negli uffici di Regione e Comune vi sono gravi carenze tecniche che vengono poi supplite da privati».
Tra i vari progetti di Restart, spiega l’architetto, «abbiamo preparato quello sulla pista ciclabile di 20 Km che attraverserà Napoli, da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio, in qualità di consulenti esterni per il Comune. Il progetto, ha ottenuto un finanziamento da Regione e Comune di 1 milione e mezzo di euro, nonostante la valutazione dei costi si aggiri intorno ai 5 milioni. Oltretutto – ammette Leone – durante la preparazione del progetto abbiamo visto che la maggior parte delle spese servirà a aggiustare il manto stradale e all’aspetto relativo alla protezione». Il progetto iniziale inoltre, nel passaggio Comune-Regione necessario per ottenere il finanziamento, è stato in larga parte snaturato: «In vari tratti la pista ciclabile prevede passaggi su marciapiedi che, nonostante siano ampi, non risultano agevoli. Va poi tenuto presente – sottolinea l’architetto di Restart – che un terzo dei fondi sarà destinato ai lavori di ristrutturazione della grotta che collega Mergellina a Fuorigrotta: 800 metri di percorso su 21 totali». Il progetto comunque rappresenta un primo passo positivo ma Leone ammette che sarà un percorso molto difficile, anche se l’importante era «cominciare a fare». A breve partirà, in concomitanza con l’inizio dei lavori, sarà lanciata anche la campagna pubblicitaria della pista ciclabile.
Tra gli altri progetti portati avanti da Studio Restart c’è Metrobike: «L’idea di un bike sharing agganciato al trasporto su ferro pensato più su scala provinciale che cittadino, soprattutto in chiave turistica. Il progetto prevedeva anche un abbonamento, ma al momento – ammette Leone – solo alcune amministrazioni si sono interessate a Metrobike».
Sempre in tema di bike sharing c’è poi ‘NA_Bici, presentato come progetto pilota al Ministero dell’Ambiente ma poi arenatosi a causa di problemi procedurali legati ad una ‘sospetta’ mancata consegna del progetto per la richiesta di finanziamenti.
Proprio per questo Studio Restart ha presentato, pochi giorni fa, un nuovo progetto ancora più ambizioso: Si tratta del Piano integrato per la Mobilità Sostenibile «presentato al Comune di Napoli con richiesta di finanziamento all’Unione Europea, che prevede: Bike sharing, car sharing con veicoli elettrici, conversione di autobus tradizionali in veicoli elettrici, impianti fotovoltaici di supporto per la ricarica dei veicoli. Il progetto – annuncia Mattia Leone – potrebbe vedere la luce in occasione del Forum delle Culture del 2013».

A.I.

da Eco dalle Città

Una pellicola fotovoltaica per salvare l’agricoltura di Acerra

Nell’area che fu una delle più fertili della Campania – fino all’arrivo dell’Impregilo – gli abitanti e gli imprenditori non si danno per vinti anzi, si fanno promotori di nuove idee e tecnologie in grado di cambiare la vita di quelle centinaia di agricoltori maltrattati da scellerate politiche sui rifiuti. E’ il caso della Polyeur di Benevento, società nata dalla collaborazione scientifica tra ricercatori del CNR e i ricercatori agronomi di rilevanza nazionale, ditta che ha importato un prodotto fotovoltaico di terza generazione cinoamericano (produzione cinese con brevetto americano) da applicare nel settore dell’agricoltura. Si tratta di un film per serre che permette, attraverso la tecnologia fotovoltaica, di avere un doppio effetto benefico: produrre energia elettrica senza impattare negativamente sui campi coltivati, e proteggere i terreni agricoli dalle emissioni inquinanti. La prima applicazione di questi pannelli avverrà proprio sui terreni agricoli di Acerra dove gli agricoltori, negli ultimi anni, hanno preferito destinare gli appezzamenti all’installazione di impianti fotovoltaici, garantendosi i ricavi sicuri del conto energia affiancando il reddito agricolo a quello del conto energia.

Come spiega il responsabile applicazione su serra agricola della Polyeur, Paolo Petrella, presidente della Lega dei coltivatori acerrani, “il fotovoltaico nel settore dell’agricoltura sta fagocitando innumerevoli ettari di terreno che gli agricoltori stessi cedono con estrema facilità a fronte dei corposi ricavi che il conto energia eroga agli stessi o alla ditta installatrice dell’impianto la quale garantisce, a sua volta, un fitto mensile al proprietario terriero apparentemente superiore a quello che può essere il ricavo di una qualsiasi coltivazione agricola sulla stessa superficie di terreno”. Proprio per far fronte a questa triste realtà di abbandono dell’agricoltura dettata anche da motivi dovuti all’inquinamento delle terre, il signor Petrella ha scoperto questo prodotto fotovoltaico di terza generazione che non impedisce lo sviluppo della fotosintesi clorofilliana – quindi la possibilità di coltivare molteplici prodotti agricoli sottostanti – grazie alla trasparenza, in grado altresì di produrre energia elettrica e, grazie al filtraggio dei raggi ultravioletti, oscura e di ridurre del 60% l’utilizzo di fitosanitari impedendo la vista ai parassiti.

“Grazie a questa sinergia abbiamo raggiunto il risultato che, sui suoli agricoli, attraverso l’utilizzo di serre, si potrà ottenere un miglioramento del reddito agricolo affiancato e non più sostituito dal reddito fotovoltaico. Senza dimenticarci – il responsabile tecnico Giuseppe Marino – dell’aspetto relativo alla protezione dei prodotti agricoli dall’inquinamento atmosferico e della desertificazione dei campi”.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno


Provvedimenti antismog a Napoli, l’assessore Nasti chiede più collaborazione agli altri enti locali

Il comune di Napoli nelle ultime settimane ha attuato una serie di provvedimenti tesi a ridurre l’impatto inquinante del traffico e a migliorare la viabilità cittadina. L’assessore all’ambiente Nasti denuncia però una scarsa collaborazione da parte di Provincia, Regione e comuni dell’hinterland, che vanifica gli sforzi fatti dalla città di Napoli.

 

Eco dalle Città ha intervistato l’assessore all’ambiente del comune di Napoli, Gennaro Nasti, per fare un bilancio dei provvedimenti antismog in vigore in città.
L’assessore valuta positivamente le disposizioni, in chiave antismog e diminuzione del traffico, che considera “tra i più spinti d’Italia sul tema dei dispositivi antitraffico” ma denuncia una scarsa collaborazione degli altri enti locali: “Siamo l’unico posto d’Italia dove solo il comune si muove in questo senso mentre Provincia e Regione – che, in base al decreto 155/2010 di recepimento della direttiva comunitaria sulla qualità dell’aria, ha maggiori poteri rispetto ai comuni, in materia di lotta all’inquinamento – sembrano non essere sensibili sul tema inquinamento atmosferico. Va poi precisato – prosegue l’assessore – che le cause di smog nella nostra città sono dettate da molteplici fattori, uno di questi è il porto dal quale sentiamo tanti buoni propositi (Cold ironing, produzione energia da fonti rinnovabili e realizzazione di nuovi collegamenti stradali e ferroviari nell’area portuale), senza che questi si traducano mai in fatti concreti. Attuare provvedimenti di concerto con Provincia, Regione e altri comuni aiuterebbe anche a sensibilizzare maggiormente la popolazione su questi temi, visto che a preoccuparsene è solo una minoranza della cittadinanza. Noi tra maxi ztl, pista ciclabile e gli altri provvedimenti ci muoviamo nella più completa solitudine. Pur essendo Napoli una densissima conurbazione urbana non c’è un sindaco dell’hinterland che abbia mai preso un provvedimento che vada nella direzione intrapresa dal nostro comune”.

Questi, in sintesi, i provvedimenti in vigore nella città di Napoli:
Maxi Ztl: A partire dal primo ottobre, fino al 31 dicembre, è stata prorogata l’ordinanza che impone limitazioni al traffico veicolare all’interno della maxi Ztl. Il divieto di circolazione per i mezzi inquinanti è stato confermato su tutto il territorio cittadino tra le 7.30 e le 10.30, nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, ed esteso anche al giovedì, dalle ore 15 alle 17. Il provvedimento che istituisce la maxi Ztl prevede che, su tutta la superficie cittadina (117 Kmq) sia consentita la circolazione solo ai veicoli euro 4, Gpl e metano, con l’obiettivo di incentivare, inoltre, l’utilizzo delle auto euro 2 ed euro 3 con almeno tre persone a bordo. Va ricordato che, a tutela del rispetto dei dispositivi antismog, con la modifica dell’articolo 7-bis del Nuovo Codice della Strada sono state introdotte dure sanzioni nei confronti dei trasgressori del divieto di circolazione, compresa la sospensione della patente in caso di reiterata violazione.

Limitazione permanente Mezzocannone: Dal 18 settembre è stato attivato il varco elettronico di controllo accessi nella Zona a Traffico Limitato Centro Antico – Varco Mezzocannone. Gli utenti residenti aventi diritto al transito devono comunicare la targa del proprietario del veicolo al CED della Polizia Locale secondo le modalità indicate nell’Ordinanza Sindacale. Il transito dei veicoli all’interno della predetta ZTL è consentito attraverso il varco telecontrollato di Mezzocannone, mediante l’inserimento in una lista di targhe autorizzate tenuta presso il CED del Servizio Autonomo Polizia Locale.
L’accesso è vietato dalle ore 10 alle ore 14 e dalle 16 alle 20; il venerdì, il sabato e la domenica, prefestivi e festivi, dalle 22 alle 2 del giorno seguente.

Limitazione permanente via Luca Giordano: Dal 9 ottobre è attivo il dispositivo di isola pedonale e di Ztl di via Luca Giordano, nel tratto da piazza degli Artisti all’incrocio con via Carelli. L’ isola pedonale è attiva l’ intera giornata, mentre la Ztl sarà in vigore tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 22. Al momento sono in corso i lavori per l’introduzione di una fascia pedonale e di una corsia a traffico limitato esclusivamente per autobus e taxi.

Pista ciclabile: Il giorno 26 novembre sarà aggiudicato il bando relativo ai lavori per la costruzione della pista ciclabile di 20 km che attraverserà l’intera città partenopea, da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio.

Alessandro Ingegno

da Eco dalle Città

Ecosistema Urbano 2010, a Napoli vivibilità ambientale pessima

Legambiente ha stilato la classifica delle eccellenze e criticità dei 103 capoluoghi di provincia in Italia nel rapporto elaborato dall’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione del Sole 24 Ore. La XVII edizione di Ecosistema Urbano mette a confronto le città italiane sulla base di 125 parametri ambientali tra cui: acqua potabile, PM10, perdite rete idrica e capacità di depurazione, produzione rifiuti e raccolta differenziata, trasporto pubblico, tasso di motorizzazione, isole pedonali, piste ciclabili, verde urbano, consumi elettrici e di carburante e politiche energetiche.

Il capoluogo campano conferma il trend negativo passando dall’89° posto dell’edizione 2009 al 96°, risultando la città (dopo Palermo), tra i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti, con la peggiore vivibilità ambientale. Magra consolazione: con l’unica eccezione di Torino tutti i centri urbani italiani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute.

A Napoli (come a Palermo) influisce negativamente sul dato finale l’elevata presenza di cumuli di rifiuti abbandonati nelle strade, dovuta all’incapacità di intraprendere un sistema di raccolta differenziata efficace. Ma a peggiorare la classifica della vivibilità nella città partenopea contribuisce anche l’elevata presenza di polveri sottili (45,7 ug/mc di media annui) nell’atmosfera.
Sorprende positivamente la presenza, tra i primi quaranta capoluoghi, di 2 città campane: Salerno, che passa dal 34° posto della passata edizione al 19°, e Avellino che dall’80° balza al 29° posto. Risultati ottenuti grazie soprattutto ad un impressionante incremento nei numeri della raccolta differenziata dei rifiuti, messo insieme a performance complessivamente buone. Segno indiscutibile che qualcosa di buono, se pur con fatica, riesce ad emergere tra anche in Campania, e più in generale nel Meridione, fatto di piccoli e medi centri urbani che provano a pianificare il futuro cercando di gestire le emergenze del presente.

Osservando la classifica delle migliori, sul podio, troviamo Belluno, Verbania e Parma. Poi Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e, a chiudere la top ten, Livorno. Balza agli occhi l’assoluto predominio del fondo della graduatoria da parte del Mezzogiorno e in particolar modo delle città siciliane. Tra gli ultimi venti comuni solo la ligure Imperia (93ª) rimane a rappresentare il settentrione. Le altre regioni rappresentate nella coda della graduatoria sono Calabria, con 4 città, Campania, Sardegna e Puglia. Le laziali Viterbo (84ª), Frosinone (94ª) e Latina (100ª) e la toscana Pistoia (85ª) compongono la rappresentanza in coda del centro del Paese. Palermo è 101ª, poi c’è la calabrese Crotone (102ª) e ultima è Catania (103ª).

Grandi centri in caduta libera dicevamo, eccetto Torino (74ª): Genova, 32ª (era 22ª nella scorsa edizione); Milano, 63ª (ma 46ª lo scorso anno); Roma, 75ª (era 62ª); Napoli, 96ª (era 89ª); Palermo, 101ª (90ª nella scorsa edizione).

La classifica di Ecosistema urbano 2010

Alessandro Ingegno

da Eco dalle Città

Pubblicato il bando per la pista ciclabile partenopea, scongiurato il blocco dei fondi regionali

Non si tratterà della posa della prima pietra, ma la pubblicazione del bando per la realizzazione della pista ciclabile lunga 20 km, da Bagnoli a San Giovanni, che attraverserà Napoli rappresenta comunque un importante passo in avanti per la mobilità sostenibile partenopea

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in data 4 ottobre 2010, il bando di gara relativo ai lavori di realizzazione della pista ciclabile che attraverserà la città di Napoli. L’importo complessivo dell’appalto, si legge nel bando, è pari a 1.154.630 euro e la scadenza per la presentazione delle domande è prevista per le ore 12 del 26 novembre 2010. E’ stata quindi scongiurata il rischio del blocco, da parte della Regione, dei fondi stanziati per il progetto.

Progetto fortemente voluto dall’Assessorato comunale all’Ambiente, affiancato nella fase progettuale dal gruppo Restart, che prevede un finanziamento in parte dalla Regione Campania con fondi europei, e in parte grazie a risorse dell’amministrazione comunale.

L’obiettivo è quello di creare una rete di mobilità sostenibile a Napoli, rendendo il più possibile interconnessi i diversi trasporti pubblici presenti in città, metropolitane, funicolari, autobus e tram, favorendo attraversamenti in bicicletta su un suolo urbano estremamente complicato per la mobilità ciclistica.

La pista ciclabile sarà suddivisa in tre tratti: il tratto A, di 8,5 km, lungo i quartieri di Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta; il tratto B lungo Mergellina, via Caracciolo, il porto fino al centro storico; e il tratto C via Marina-Brin, Maddalena-San Giovanni. Il progetto non interferirà con la viabilità automobilistica – anche se la pista nasce anche con l’intento di disincentivarla –, ma sarà realizzato razionalizzando le strade già esistenti ed i margini, eliminando ostacoli fisici al fine di garantire la continuità del percorso. Durante i lavori per la pista ciclabile saranno anche create opere a verde e di arredo urbano.

Alessandro Ingegno

da Eco dalle Città

progetto pista ciclabile napoli

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