Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 8, 2008

Israele, Olmert indagato

GERUSALEMME- Olmert indagato. E probabilmente costretto alle dimissioni. La notizia rimbalza a tarda sera da Gerusalemme. La conferma arriva dal ministero della Giustizia israeliano secondo il quale il premier Ehud Olmert è formalmente indagato per corruzione in un caso secretato dalla magistratura vista la delicatezza delle indagini.

Se fosse formalmente incriminato il primo ministro sarebbe costretto a dimettersi portando lo Stato ebraico a elezioni anticipate in un momento estremamente delicato. La scorsa settimana Olmert era stato interrogato dalla polizia. Le accuse si riferiscono al periodo in cui era sindaco di Gerusalemme.

da Repubblica.it

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 8, 2008

Marco Pannella propone il cantiere a Sinistra

I Radicali, con in prima persona Marco Pannella, tendono la mano alla Sinistra rimasta fuori dal Parlamento. Tentano un dialogo costruttivo che permetta alle realtà sociali devastate dal voto di aprile, di ricostruirsi e ripartire. Lanciando una serie di idee e di strade.

Marco Pannella, ma come, e’ gia’ tempo di un «soggetto alternativo al Pd»? I vostri 9 radicali sono stati appena eletti in quelle liste e dite gia’ addio?
«Iniziamo col dire che la loro forma partito non e’ chiara. Il caminetto, il loft. La verita’ e’ che hanno organizzazione e regole tutte da definire. E poi, la vogliamo dire tutta?

«A Di Pietro hanno permesso di mantenere un’autonomia e stipulare un’alleanza elettorale che a noi hanno negato. E quando lui ha voltato loro le spalle, subito dopo il voto, annunciando la creazione di un gruppo, al Pd non hanno neanche protestato: segno che erano d’accordo prima. Tutto orchestrato per escludere noi, per impedire ai radicali di dar vita a un soggetto autonomo e alleato col Pd».

Ma col Pd convivete nel medesimo gruppo parlamentare. Ora che farete, andrete via?
«No. E comunque precisiamo. La nostra e’ una delegazione radicale, all’interno del gruppo del Pd. Ci e’ stata riconosciuta identita’ e autonomia. Questo e’ nei patti con la dirigenza democratica. Formalmente la situazione e’ questa. Sul piano politico, vedremo come funzionera’».

Intanto, lei lancia il progetto di un soggetto alternativo al Pd, da costruire assieme alla sinistra alternativa ormai fuori dal Parlamento. É così?

«All’Assemblea dei mille di Chianciano ho fatto un ragionamento più articolato. Ho detto che da 54 anni esiste e resiste un modello, quello del Partito radicale, al quale ci si potrebbe ispirare per dar vita con i compagni della sinistra alternativa, o arcobaleno che dir si voglia, e con tutti i liberali che vogliono starci, a un soggetto politico aperto».

Un altro partito ora che il sistema si semplifica?
«Più che un partito sara’ un cantiere, con regolari tessere pero’. Tessera doppia: ognuno potra’ militare nella propria formazione, ma anche nel nuovo soggetto. Come i radicali: Benedetto Della Vedova puo’ militare nel Pdl, come Sergio D’Elia nell’Unione della passata legislatura. Il modello e’ quello».

La doppia tessera fa pensare a una federazione.
«No. La doppia tessera serve solo a valorizzare l’adesione individuale. Non ci saranno delegati dei partiti, al congresso del nuovo soggetto, ma ogni iscritto sara’ testa autonoma e pensate, col proprio voto. Gente di sinistra. Ma chi vorra’ potra’ approdare anche dal fronte liberale del centrodestra».

Non ritiene sufficientemente «aperto» il Partito democratico di Veltroni?
«I partiti mono-tessera e monodisciplina sono superati. Il Pd e’ l’ennesimo partito standard, per altro dalla forma poco chiara perché in via di definizione. Quello a cui pensiamo invece avrebbe un suo statuto e una sua forma ben definiti».

Le prime reazioni dei vostri interlocutori, i dirigenti della sinistra arcobaleno, sono state un po’ freddine.
«Vedremo. Intanto, Cesare Salvi, autorevole esponente di quell’area, a Chianciano ha chiesto ai radicali di essere componente essenziale della nuova sinistra. Sara’ un cantiere aperto».

da Repubblica.it

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 8, 2008

La benzina a Napoli supera il tetto di 1,50 al litro

La benzina a Napoli sfonda la soglia di 1,50 euro al litro.
Ancor prima che nel resto d’Italia, a causa di rincari, tassa regionale, accisa e speculazioni dei gestori a Napoli il prezzo della benzina supera la soglia psicologica di 1,50 euro al litro. E’ quanto risulta da una ricerca effettuata nei giorni 3 e 4 maggio 2008, nel pieno del ponte della festa dei lavoratori, usando come campione venticinque distributori di carburante del capoluogo campano presi casualmente. Ma ora è importante analizzare da dove proviene questa differenza di prezzi rispetto al resto d’Italia. I rincari, come sappiamo, derivano alla fonte dall’aumento del prezzo del petrolio al barile ma, a livello nazionale, come spiega un comunicato della Federazione autonoma italiana benzinai del 30 aprile “è stato cancellato lo sconto sulle aliquote di accisa sui carburanti, per via del mancato rinnovo in materia di riduzione delle aliquote, causando un aumento di 2 centesimi al litro (accisa più Iva)”. Come testimonia un altro comunicato Faib del 2 maggio: “Nuovi record per i prezzi dei carburanti, con la benzina che tocca gli 1,459 euro al litro e il diesel che raggiunge 1,438 euro negli impianti dell’Agip e della Tamoil. Complice la fiammata delle quotazioni del greggio dei giorni scorsi e la scadenza del bonus fiscale, che da ieri ha portato a un rialzo di 2 centesimi al litro, i prezzi sulle colonnine dei distributori italiani - secondo le nuove rilevazioni di Quotidiano Energia - si sono così portati sui nuovi massimi. E hanno messo a segno, solo nell’ultima settimana, rincari fino a 4,6 centesimi al litro”. Ma perché la media prezzi nazionale, comprensiva di rincari, non si riscontra a livello locale, dove gli aumenti colpiscono maggiormente i consumatori? A Napoli infatti i prezzi riscontrati durante la ricerca erano più alti di quelli indicati dalla Faib. Gennaro Pinto responsabile sindacato Faib-Napoli del settore distribuzione, ci spiega un altro meccanismo: “Buona parte di questa differenza con la media nazionale è causata dall’imposta sul trasporto di carburante decisa da Bassolino. Con una legge regionale del 2004, infatti, è stata prevista un’addizionale di circa 3 centesimi sull’accisa, per ogni litro di benzina. Il funzionamento dei prezzi - prosegue Pinto - avviene in questo modo: ogni mattina i gestori chiamano un numero verde, attraverso il quale la società di distribuzione consiglia i prezzi ai vari punti vendita. A partire da questi prezzi consigliati i gestori hanno un margine di libertà di 0,11 centesimi di euro”.
Tassa regionale a parte facendo un paio di calcoli i conti non tornano: considerando il prezzo medio nazionale raggiunto in questi giorni ( benzina tra 1,44 e 1,46, gasolio tra 1,43 e 1,44), e sommando i 0,031 centesimi di tassa regionale campana non si arriva al picco di 1,50 euro al litro raggiunto da alcuni gestori di Napoli. Il risultato è che una parte dei gestori, nella confusione generata da tasse, accisa, rincari e disattenzione del consumatore, specula su un litro di carburante da 2 a 3 centesimi di euro. Ben oltre i 0,11 centesimi di consentiti. Tornando al margine di libertà dei gestori nella fissazione dei prezzi di vendita, come spiega Gennaro Pinto “se un gestore sfora questo margine non vi è nessun tipo di sanzione, ma solamente un chiarimento tramite accordo interno”. Secondo quanto riscontrato dalla ricerca è chiaro che la speculazione viene fatta tramite accordi che limitano la concorrenza: la speculazione dei gestori è possibile laddove, nella stessa zona, tutti i punti vendita di carburante adottano la stesse politiche di prezzo, fissando prezzi non concorrenziali.
A Napoli sempre in tema di benzina è in crescita anche un altro fenomeno, già diffuso nel capoluogo campano, che al danno dei prezzi alti aggiunge la beffa: la benzina diluita con l’acqua. Come testimonia un meccanico del Vomero “negli ultimi mesi abbiamo avuto un incremento di auto che dopo aver riscontrato problemi di carburazione, abbiamo scoperto avere nel serbatoio quantità di benzina diluita con acqua. E questo oltre ai problemi al carburatore a lungo andare causa il danneggiamento del motore”. Oltre al danno al portafoglio si aggiunge il danno al veicolo, e chi ci perde è sempre e solo il consumatore non tutelato.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 7, 2008

Il governo Berlusconi III

Il governo con il minor numero di ministri con portafoglio, solo 12 - per decreto del precedente governo - in ottemperanza alle nuove norme di legge, ma anche, per la prima volta nella storia della Repubblica, la lista dei ministri resa nota subito dopo il conferimento dell’incarico da parte del presidente della Repubblica. Un record per Silvio Berlusconi, che ha diffuso l’elenco dei componenti della squadra del suo quarto governo dopo il colloquio al Quirinale con Giorgio Napolitano, durato un’ora e 15 minuti. Silvio Berlusconi ha accettato l’incarico di formare un nuovo governo conferito dal Capo dello Stato presentando la lista dei ministri.

Questa la squadra di governo -

Ministri con portafoglio

ESTERI Franco Frattini

INTERNO Roberto Maroni

GIUSTIZIA Angelino Alfano

ECONOMIA Giulio Tremonti

DIFESA Ignazio La Russa

SVILUPPO ECONOMICO Claudio Scajola

PUBBLICA ISTRUZIONE Maria Stella Gelmini

POLITICHE AGRICOLE Luca Zaia

AMBIENTE Stefania Prestigiacomo

INFRASTRUTTURE Altero Matteoli

WELFARE Maurizio Sacconi

BENI CULTURALI Sandro Bondi

Ministri senza portafoglio -

RIFORME Umberto Bossi SEMPLIFICAZIONE Roberto Calderoli ATTUAZIONE PROGRAMMA Gianfranco Rotondi POLITICHE COMUNITARIE Andrea Ronchi PARI OPPORTUNITÀ Mara Carfagna AFFARI REGIONALI Raffaele Fitto POLITICHE GIOVANILI Giorgia Meloni RAPPORTI CON PARLAMENTO Elio Vito INNOVAZIONE Renato Brunetta.

Dalla prossima settimana, il premier vuole studiare un’agenda di provvedimenti. L’Ici, l’emergenza rifiuti, l’Alitalia e poi la detassazione degli straordinari e l’aumento del potere di acquisto degli stipendi. “Voglio interventi - ripete - immediatamente percepiti dall’opinione pubblica”. Anche se, con ogni probabilità, le misure che avranno un’incidenza sulle casse dello Stato dovranno aspettare almeno un mese.

L’intenzione di Giulio Tremonti, tornato all’Economia, è quella di realizzare una veloce “due diligence” e poi legare i decreti più “costosi” al Dpef da presentare a giugno. E già, perché lo stesso ministro vuole procedere con i piedi di piombo senza escludere “sacrifici”. “I suoi rapporti - avverte il presidente del consiglio - non inducono all’ottimismo”.

Così, i primi 100 giorni di governo saranno dedicati alle emergenze. Il federalismo fiscale e la giustizia saranno capitoli del prossimo anno. “Anche perché - avvisa il Cavaliere - se non facciamo le cose più vere, stavolta la luna di miele finisce presto e ci vengono a prendere con il forcone”.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 7, 2008

Obama vince in North Carolina, la Clinton verso il ritiro?

Barack Obama si aggiudica l’importante stato del North Carolina, Hillary Clinton invece ha pareggiato all’ultimo minuto, a notte fonda, conquistando la vittoria in Indiana per poco più di 20mila voti. Un pareggio che la tiene virtualmente ancora in corsa, anche se l’ex first lady ha ora cancellato tutte le apparizioni agli show televisivi del mattino e gli incontri pubblici per oggi.
Tanto che i blog e i siti internet più aggressivi sostengono che potrebbe gettare la spugna e già definiscono Barack Obama “The Nominee”, il candidato che ha ottenuto la nomination.

Il risultato definitivo dell’Indiana è arrivato all’una e mezza di notte, dopo uno scrutinio mozzafiato: la Clinton fino a tre quarti dello spoglio era in netto vantaggio, tanto che poco prima delle 23 aveva pronunciato il discorso della vittoria a Indianapolis, sottolineando che la sua corsa sarebbe proseguita. Poi il suo margine di vantaggio si era progressivamente ridotto fino ad arrivare ad un pugno di voti, mentre mancava la contea della città di Gary, una sorta di sobborgo di Chicago con una larga maggioranza di elettori neri. Alla fine ce l’ha fatta, ma il vincitore dell’ultimo grande martedì elettorale è Barack Obama che ha conquistato nettamente la North Carolina (56 a 42) e ha dimostrato di essere in partita anche in uno Stato come l’Indiana dove prevale il ceto medio bianco.

Il senatore nero ha festeggiato la vittoria in North Carolina (che assegna 115 delegati) a Raleigh con un discorso assolutamente non polemico, tutto rivolto al voto di novembre e a contrastare John McCain. Obama sembra aver superato le difficoltà degli ultimi giorni legate alle polemiche per le esternazioni del suo pastore, il discusso reverendo Wright, ha promesso di unire il partito “per evitare agli americani altri quattro anni di amministrazione repubblicana, in cui si tagliano le tasse ai più ricchi e alle multinazionali che portano il lavoro all’estero, mentre il ceto medio perde il lavoro, la sanità e le pensioni”.

Anche la Clinton, dopo aver promesso battaglia per poter avere anche i voti di Florida e Michigan (due Stati dove ha vinto ma che sono stati “squalificati” per aver anticipato la data delle primarie), ha voluto assicurare che lavorerà per chi verrà nominato e che la cosa fondamentale è la vittoria dei democratici a novembre.

Hillary ora potrebbe essere spinta al ritiro, visto che Obama continua ad avere più delegati, più voti e più Stati, ma potrebbe anche tentare di andare ancora avanti fino alla fine delle primarie, il 3 giugno, sostenendo che Obama non è in grado di conquistare gli Stati dove pesa maggiormente la classe media e che non può così pensare credibilmente di sfidare John McCain a novembre. In questo caso farebbe appello ai superdelegati - i quadri del partito che hanno diritto di voto - chiedendo loro di ribaltare il risultato uscito dalle urne.

Obama per cercare di chiudere definitivamente la partita ha speso oltre sei milioni di dollari per trasmettere quasi 17mila spot televisivi solo nell’ultima settimana (Hillary si è fermata a quota 9000 con una spesa di tre milioni).

Questa corsa così faticosa e litigiosa potrebbe far pensare che gli elettori ne siano ormai disgustati, ma l’altissima affluenza registrata ieri alle urne - si è passati dal 30 per cento del 2004, al 50 per cento di ieri - mostra che il popolo dei democratici è invece galvanizzato dalla sfida. La vera controindicazione è però la spaccatura che si è creata all’interno del partito, che fino a pochi mesi fa sembrava marciare compatto verso la Casa Bianca, ma che oggi sta regalando una nuova giovinezza a John McCain. Ieri, all’uscita dalle urne, più della metà dei supporter di Hillary ha detto che a novembre non è disposta a votare per Barack, così un terzo degli elettori di Obama non sosterrebbe la Clinton. Anche per questo i due hanno voluto lanciare un appello all’unità.

TOTAL DELEGATES
Pledged:
1,584
Superdelegates
252
Total:
1,836
Pledged:
1,415
Superdelegates
266
Total:
1,681
Needed to Win: 2,025

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 6, 2008

9 mesi di tempo per risolvere emergenza rifiuti

Rifiuti, Italia deferita a Corte Ue. Berlusconi che farà per evitare la multa che l’Unione Europea si accinge a mandarci a fine anno?

Il focolare della crisi dei rifiuti campana sembra non spegnersi, anzi, la questione supera il confine ed approda a Bruxelles. Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi l’Italia è stata deferita dalla Commissione Ue davanti alla Corte di Giustizia europea per la gestione dei rifiuti in Campania. La decisione è stata formalmente assunta poichè «nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema - spiega la Commissione - non ci sono certezze sui tempi nè sul fatto che il problema sarà risolto con le misure prese fino ad ora».

«Le montagne di rifiuti non raccolti accumulatisi per le strade della Campania illustrano emblematicamente le minacce per l’ambiente e per la salute umana risultanti da una gestione inadeguata dei rifiuti. Occorre che l’Italia dia priorità all’elaborazione di piani efficienti di gestione dei rifiuti in Campania e nel Lazio, nonchè alla realizzazione delle infrastrutture di raccolta e di trattamento necessarie per attuarli correttamente». Così il commissario europeo Stavros Dimas commenta le decisioni prese martedì dalla Commissione Europea con una “lettera di inadempienza”, l’avvio di una procedura di infrazione per la situazione dei rifiuti a Napoli ma non solo lì.

Prima che la Corte Europea consideri il caso Italia dovrebbero passare ancora da sei a nove mesi. Allla fine di questo lasso di tempo la Corte del Lussemburgo potrebbe decidere una nuova procedura di infrazione applicando anche una multa all’Italia che potrebbe essere da 20mila ai 700mila euro al giorno, fino all’adempimento delle direttive europee.

La situazione su cui si appuntano le maggiori obiezioni di Bruxelles è ovviamente quella della Campania, dove ancora nessun inceneritore - neppure quello di Acerra - è stato messo in funzione e dove le condizioni, con l’arrivo della bella stagione, rischiano di precipitare in una nuova tremenda emergenza. Di cui si hanno già le prime avvisaglie.

La Commissione ha anche mandato un primo avvertimento al Lazio per la mancanza di un vero e proprio piano su base regionale di smaltimento dei rifiuti.Già nel giugno dello scorso anno, con una sentenza pronunciata a seguito del ricorso della Commissione, la Corte di giustizia aveva condannato l’Italia per l’assenza dei piani di gestione dei rifiuti di alcune regioni e province. I piani sono obbligatori ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti e della direttiva sui rifiuti pericolosi. L’Italia ha successivamente adottato i
piani di gestione dei rifiuti per tutte le regioni e province interessate, ad eccezione del Lazio. Dove tra l’altro esiste il problema della prossima saturazione della discarica di Malagrotta che serve alla capitale.

Ma è a Napoli e in Campania che il tempo sfugge. Il commissario straordinario De Gennaro - il cui mandato con proroga arriva però solo fino a fine mese, il 26 maggio a meno di una sua riconferma da parte del governo entrante - e il prefetto Alessandro Pansa si stanno dando da fare per aprire nel più breve tempo possibile la nuova mega discarica di Chiaiano in un sito di cave dismesse. Ma finora le ruspe e gli altri macchinari per approntare l’opera non sono ancora riusciti a entrare nel cantiere per l’opposizione delle popolazioni della zona.

Anche martedì mattina ci sono stati rallentamenti e deviazioni del transito degli autobus di linea a Marano, Mugnano e Chiaiano. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha riovolto ai cittadini un nuovo appello «alla ragionevolezza». Lei crede che «si possa tranquillamente capire che ciò che De Gennaro tenta di fare
non solo non è dannoso per nessuno ma è necessario per la città».

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 5, 2008

Redditi Online: questione di trasparenza

Il Fisco al Garante: “Una questione di trasparenza”

ROMA - “Alla base della decisione l’applicazione della normativa sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi dei contribuenti e di quella del codice dell’amministrazione digitale. Un insieme di disposizioni che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale l’Agenzia ha inteso attenersi”. Così, in sintesi, l’Agenzia delle entrate ha risposto alla richiesta di chiarimenti del Garante della privacy a proposito della pubblicazione su internet dei rediti dei contribuenti italiani.

“Il documento - prosegue il comunicato dell’Agenzia - ripercorre l’evoluzione delle norme che hanno regolato la pubblicità degli elenchi. E la norma, nell’attuale assetto dell’amministrazione finanziaria, attribuisce al Direttore dell’Agenzia la fissazione dei termini e delle modalita’ per la formazione e la pubblicazione degli elenchi. Si tratta, dunque, di una valutazione amministrativa assunta dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito della sua autonomia”.

“La forma di pubblicità dei dati reddituali prevista dal legislatore - spiega ancora la nota - consiste nella consultabilità dei dati da parte di chiunque. La ratio della norma è quella di favorire una forma di controllo diffuso da parte dei cittadini rispetto all’adempimento degli obblighi tributari. La scelta di Internet quale mezzo di comunicazione è stata fatta per adeguare i comportamenti dell’Agenzia a quanto stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale varato nel 2005, che impone alla PA di utilizzare come strumento ordinario di fruibilità delle informazioni la modalità digitale”.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 5, 2008

Microsoft abbandona offerta Yahoo!

Tutto faceva pensare a un accordo imminente. Alla nascita di un colosso Internet da 310 miliardi di dollari. E invece. Dopo 94 giorni di trattative, ammiccamenti e ultimatum, Microsoft ha deciso di abbandonare l’offerta e rinuncia all’acquisto di Yahoo. Ma non solo. Redmond fa sapere non procederà a una scalata ostile sul Consiglio di amministrazione di Yahoo! così come aveva minacciato una settimana fa. Non sono infatti bastati i 33 dollari per azione (2 dollari in più rispetto a quanto proposto l’1 febbraio al momento dell’Opa), per un totale di 47,5 miliardi di dollari, messi sul piatto della trattativa da parte di Microsoft. Chiaso chiuso. O quasi.
A Wall Street infatti a causa del fallimento delle trattative con Microsoft il titolo di Yahoo perde il 18% a 23,29 dollari, la quale sale del 2,8%. bene anche Google che guadagna il 2%.

Il titolo del motore di ricerca paga il fallimento delle trattative con la Microsoft che aveva offerto 33 dollari per azione per rilevare l’azienda. Sale invece Microsoft che guadagna il 2,8%. In rialzo anche Google, il principale concorrente di Yahoo!, che sale del 2,5%.

Yahoo! va a picco anche alla borsa di Francoforte dove perde il 21% a 22,58 dollari. Citigroup e altre case d’investimenti hanno tagliato il rating sul popolare motore di ricerca. Secondo la Bloomberg, dopo la rottura con Microsoft l’amministratore delegato di Yahoo!, Jerry Yang, dovrà provare di essere in grado di rilanciare le vendite e il prezzo delle azioni mantenendo il gruppo indipendente. Google, il principale concorrente di Yahoo!, nello scorso trimestre ha visto una crescita tripla del fatturato.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 5, 2008

Neonazisti picchiano per una sigaretta negata

E’ ancora in coma il giovane veronese, Nicola Tommasoli, picchiato per aver negato una sigaretta ad un gruppo di coetanei. Il colpevole ha 20 anni ed è di Verona.
Il giovane che questa mattina si è costituito alla Digos della Questura del capoluogo veneto confessando di essere uno dei responsabili dell’aggressione avvenuta il primo maggio scorso è un ultras vicino all’estrema destra.

La questura, che sottolinea come sia stata la «pressione investigativa» a convincere il giovane a costituirsi, non conferma le indiscrezioni secondo cui il 20enne apparterrebbe ad ambienti di ultras neofascisti. Nella nota però si sottolinea come sia stata «decisiva» ai fini della svolta nell’indagine «l’individuazione degli ambienti in cui gravitano i presunti responsabili dell’aggressione», operata dalla Digos della Questura di Verona, «che già lo scorso anno si era occupata proficuamente del fenomeno delle aggressioni nel centro storico veronese», che era stato centro di svariati episodi di stampo razzista.

In particolare, proprio la Digos veronese nel giugno dello scorso anno aveva portato a termine una operazione che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni accusati di aver compiuto almeno una dozzina di aggressioni in città a partire dal marzo 2006 fino al giugno 2007.

I 17 indagati avrebbero compiuto per più di un anno aggressioni di stampo razzista in centro città e avevano come luoghi di ritrovo i bar tra piazza Erbe e corso Portoni Borsari. Dalle perquisizioni emerse che erano legati al Veneto Fronte Skinheads.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 3, 2008

Napoli, emergenza rifiuti infinita

Aspettando il miracolo di Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale aveva promesso di risolvere in prima persona definitivamente la questione rifiuti, la spazzatura è nel centro storico di Napoli.
NAPOLI - Sono circa 1.300 le tonnellate di rifiuti che giacciono lungo le strade di Napoli: cumuli che assediano soprattutto la periferia e che stanno facendo ritornare anche il fenomeno dei roghi. Circa trenta gli interventi, la scorsa notte, dei Vigili del Fuoco per l’immondizia data alle fiamme, soprattutto in provincia: tra Casoria, Afragola e San Giuseppe Vesuviano.

Rispetto a ieri si è riusciti ad abbattere circa 150 tonnellate di giacenze su Napoli e ora l’obiettivo è quello di salvaguardare il week end in corso, che in città vede la presenza di numerosi turisti. La raccolta di rifiuti dalle strade, sta comunque procedendo. Il che dovrebbe almeno scongiurare un ulteriore aggravamento della situazione.

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