Napoli cambia aria: rivoluzione ZTL nel centro antico

Il centro antico di Napoli torna a respirare e con esso i cittadini partenopei: il 22 settembre la giunta comunale ha introdotto un provvedimento di limitazione del traffico e pedonalizzazione dell’area greco-romana che sta rivoluzionando il modo di vivere la città partenopea.

Con l’apertura della Zona a traffico limitato il centro storico è infatti tornato ad essere a misura d’uomo e i cittadini sono così tornati a riassaporare l’aria pulita e i suoni della vita quotidiana. Una vera e propria rivoluzione, come l’ha definita il sindaco de Magistris che ha fortemente voluto quest’innovazione, portata avanti senza esitazioni nonostante le tante resistenze e le difficoltà insite in ogni cambiamento drastico. Ma le proteste e le resistenze sono già un lontano ricordo e se fino a qualche settimana fa c’era bisogno di un presidio fisso dei vigili per far rispettare il divieto di transito nelle vie interessate dal dispositivo, dal 25 ottobre con l’introduzione dei varchi telematici è l’occhio elettronico a vigilare sul rispetto del provvedimento evitando così l’ingente spiegamento di forze di polizia municipale.

Più che favorevole la reazione degli ambientalisti. Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, a nome dell’associazione esprime «un giudizio estremamente positivo, non potrebbe essere altrimenti. Rispetto a come è stata concepita la ZTL e rispetto ai risultati di queste prime settimane. Non è un esperimento che si fa in laboratorio ma non ha creato grandi scompensi anzi sicuramente porterà molti vantaggi a condizione che non resti una rivoluzione monca. Monca – spiega il presidente di Legambiente Campania – nel senso che affinché diventi una sorta di rivoluzione è necessario migliorare alcune condizioni, in primis sul trasporto pubblico. Tutto questo non si fa dalla sera alla mattina e non si fa senza risorse, soprattutto alla luce dei tagli di bilancio nel trasporto pubblico provinciale e regionale. Tagli che determinano un maggiore ricorso al trasporto privato. Nel frattempo è necessario ottimizzare le risorse disponibili».

Sicuramente la fase più delicata, quella dell’introduzione del dispositivo, è stata superata: «Fondamentale è stato, e lo sarà anche in futuro, il confronto con i cittadini, i commercianti e tutti coloro che vivono l’area. La reazione della città è stata positiva. Le opinioni in questi casi, inizialmente, sono sempre discordanti: è successo in ogni città che ha introdotto cambiamenti così radicali. Quando, un paio di anni fa, a Salerno fu imposta la pedonalizzazione di alcune vie centrali ci furono proteste ma oggi – spiega Buonomo – non ci sarebbe una sola persona favorevole alla riapertura di quelle strade al traffico».

Per quanto riguarda gli effetti che il dispositivo avrà sulla qualità dell’aria bisognerà attendere ancora qualche settimana, in modo da avere a disposizione i dati comparati dell’Arpac. Nel frattempo, per rendere ancora più vivibile il rinato centro antico di Napoli, il presidente di Legambiente Campania suggerisce alla giunta di animare le aree interessate dal dispositivo «introducendo altre funzioni sociali».

Introdurre nuovi – o dimenticati – modi di aggregazione quindi, sulla scia di quanto portato avanti in questi anni dai Cicloverdi, un gruppo di ciclisti urbani partenopei che da tempo si batte per una mobilità cittadina sostenibile con l’organizzazione della Critical mass e di eventi di sensibilizzazione della cittadinanza. Tra gli obiettivi conseguiti dai Cicloverdi in questi anni di lobbying sulla giunta comunale vi sono l’avvio della costruzione della prima pista ciclabile cittadina lunga 21 km e il permesso di trasporto gratuito delle biciclette in metro e funicolari. Marì Muscarà, attivista storica dell’associazione, è entusiasta del dispositivo ZTL: «Finalmente la città viene vista con altri occhi, si concepisce un altro modo di vivere gli spazi e quindi i tempi. Dopo un decennio di soliloqui – racconta Marì Muscarà – abbiamo finalmente interlocutori attenti ed esperti, e i primi passi compiuti fanno immaginare una visione della città rivoluzionaria».

L’attivista spiega che «la ZTL, preludio ad una pedonalizzazione totale del centro storico, è sgradita solo a chi nella confusione e nel disordine poteva operare in maniera illegittima; ma è gradita ai bambini che possono camminare senza avvelenarsi, a chi va al lavoro, perché i tempi di spostamento si dimezzano, e ai turisti che possono apprezzare la bellezza della città; c’è ancora molto da fare ma i primi passi sono entusiasmanti». Anche per i Cicloverdi il tallone d’Achille di questa rivoluzione è rappresentato dal trasporto pubblico: «Adesso – spiega Marì Muscarà – bisognerà lavorare sul miglioramento del servizio pubblico in particolare quello serale e notturno che ha subito tagli drastici, procedere con i lavori della ciclabile san giovanni-bagnoli, introdurre sistemi di bike sharing e verificare la possibilità di aprire il percorso pedociclabile della cripta napoletana (che si trova sulla percorso della pista ed eviterebbe il tunnel di Fuorigrotta la cui sistemazione sarebbe costosa)». Come conferma Marì Muscarà «una nuova visione della città si è affacciata in questi mesi, una nuova visione di città che parte dai bisogni sani e li trasforma in obiettivi: camminare, respirare, godere degli spazi e dei tempi. E naturalmente una città pedonalizzata diventerà anche una città sicura, e questa per Napoli è la sfida più difficile. Noi Cicloverdi non possiamo che plaudere a questa amministrazione».

A.I.

da Nuova Ecologia

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