Crisi, a Napoli cambiano gli stili di vita: il fenomeno del Ticket crossing

Con la recessione cominciano a cambiare gli stili di vita, anche a Napoli. In città i campanelli d’allarme, nella vita di tutti i giorni, non mancano. Uno di questi è un’usanza che, pur sfuggendo alle rilevazioni e alle statistiche, si sta diffondendo sottotraccia: stiamo parlando del Ticket crossing ovvero il passaggio di un titolo di viaggio da un passeggero ad un altro. Una donazione, nella maggior parte indotta dal beneficiario.

A Napoli quello del Ticket crossing è un fenomeno che ha subito un’impennata dopo il rincaro, seppur minimo, del prezzo dei titoli di viaggio appartenenti al circuito Unico – prezzo che, nonostante l’aumento, rimane lontano dalle tariffe prevista a Milano o Capri, per fare due esempi –. La pratica è più diffusa nelle zone periferiche senza particolari accentuazioni demografiche. Donne e uomini, giovani e anziani, italiani e stranieri, meno abbienti e insospettabili: fuori alle stazioni della metropolitana, in attesa di un donatore disposto a cedere il proprio ticket, può capitare di trovare chiunque.

Come conferma un agente di stazione della Linea 1 di Metronapoli «negli ultimi mesi i passaggi di biglietti tra utenti sono aumentati. Così come sono aumentate le persone che attendono, fuori dalle stazioni, qualche passeggero in uscita disposto a cedere il proprio titolo di viaggio». Sono per lo più giovani, dichiara l’agente, «ma spesso capita di vedere anziani – clochard e non -, immigrati, uomini e donne di mezza età. Italiani. E chissà quanti altri passaggi sfuggono alla nostra vista». Insomma, il Ticket crossing non è una peculiarità delle fasce notoriamente più deboli.

Rispetto al passato non siamo più di fronte alla piaga dell’evasione – comunque presente – e nemmeno alla disobbedienza civile contro il caro-biglietto: il Ticket crossing è un fenomeno di solidarietà anticrisi che si sta diffondendo a macchia d’olio. In città come Genova, per esempio, esistono dei veri e propri Ticket crossing points mappati su internet. Questo perché, mentre l’uso del trasporto pubblico consente, a parità di distanza, un risparmio rispetto all’utilizzo dell’automobile, con il Ticket crossing il costo è pari a zero; e non si commette alcun reato.

Metronapoli fa sapere che «esiste una task force che si occupa di controllare l’evasione ma il Ticket crossing è un fenomeno che sfugge alle rilevazioni. È sicuramente un campanello d’allarme che la dice lunga sullo stato di depressione economica che viviamo in città. E’ evidente – ammette Gilda Donadio – che si tratta di un fenomeno che ha a che fare con le problematiche sociali. Per quanto riguarda Metronapoli però noi non ne patiamo».

In tempi di crisi evidentemente ognuno taglia dove può, ma anche le istituzioni possono dare un contributo: la proposta di introdurre il biglietto Unico low cost (50 cent per 20 minuti) – inserita nel programma sulla mobilità cittadina del sindaco de Magistris – potrebbe rivelarsi uno strumento utile ad arginare il fenomeno.

A.I.

 

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