Napoli, intervista all’ex assessore all’Ambiente Nasti: accuse e consigli

Intervistata all’assessore all’Ambiente uscente del comune di Napoli. Gennaro Nasti, dopo 5 anni di lavoro nel delicato settore ambientale, accusa le lobby: «Il partito trasversale del cemento, la lobby delle auto e una informazione troppo spesso abituata a deformare la realtà per motivazioni politiche hanno ostacolato una corretta politica ambientale». E al neo sindaco de Magistris suggerisce: «L’ambiente diventi fattore di sviluppo, continui il programma di solarizzazione».

Assessore dopo 5 anni di lavoro in un settore per Napoli molto sensibile come quello ambientale potrebbe fare un bilancio del lavoro da lei svolto?

La sensibilità ambientale della città è accresciuta nonostante il peso enorme avuto dalla vicenda rifiuti. Sui temi della qualità dell’aria, dell’attenzione per il verde cittadino, sull’energia solare, sulla balneabilità del mare cittadino i passi in avanti sono stati importanti; peraltro in un contesto, parlo del livello regionale, culturalmente poco “predisposto” alle tematiche ambientali. E non mi riferisco solo all’attuale amministrazione regionale.

Ritiene di aver fatto tutto il possibile per migliorare l’Ambiente a Napoli? Se no, le colpe a chi sono da addebitare?

L’ambiente è pressoché generalmente visto come un limite alla crescita e non invece, come dovrebbe essere, come un formidabile strumento di sviluppo. In tema edilizio, ad esempio, l’efficienza energetica applicata agli ambiti privati e pubblici potrebbe concorrere a un incremento occupazionale consistente, ma cio’ non avviene ancora perchè esistono ancora arretratezze culturali. La questione rifiuti non è altro che l’amplificazione di questa predisposizione culturale alla discarica piuttosto che alla differenziazione, al recupero, al riuso. Il mancato funzionamento dei depuratori è altro esempio di avversione al mare, visto più come cloaca in cui sversare di tutto piuttosto che come ulteriore fattore di sviluppo in chiave turistica.

Si è battuto molto per le energie rinnovabili, per le aree verdi e contro lo smog. Qualcuno ha mai tentato di metterle i bastoni tra le ruote?

Il partito trasversale del cemento, la lobby delle auto a tutti i costi e ovunque, e soprattutto una informazione troppo spesso abituata a deformare la realtà per motivazioni sin troppo sfacciatamente politiche hanno ostacolato una corretta politica ambientale, ne hanno appesantito la percezione agli occhi dei cittadini, ma soprattutto hanno fatto un grave danno alla città, che infatti permane agli ultimi posti in Italia in quanto a vivibilità.

NOn si può dire che lei sia stato in grado di vincere la lotta allo smog ma, come sappiamo, i miglioramenti in termini di qualità dell’aria, seppur minimi, ci sono stati. Nonostante il problema sia da affrontare a livello sovracomunale…C’è qualcosa che avrebbe voluto fare per abbattere l’inquinamento ma non è stato messo nelle condizioni tali per farlo?

Diciamo che prima che arrivassi io non si parlava di polveri sottili e inquinamento atmosferico; solo grazie ai miei continui provvedimenti, e consequenziali scontri con alcune categorie il tema è diventato centrale nel dibattito pubblico. Tanto da costituire la corazza con la quale sono passati provvedimenti storici quali la pedonalizzazione di via Luca Giordano o l’inserimento di migliaia di alberi lungo le arterie cittadine. Per non parlare del percorso ciclabile della città, ventuno chilometri per le biciclette con lavori che partiranno a giorni spero con l’inaugurazione da parte del nuovo Sindaco. Ebbene, se questo non è storico…ancora adesso le persone non ci credono e esprimono addirittura meraviglia. Il tutto in un contesto che si è molto differenziato dal resto d’Italia: mentre ovunque sono le regioni a mettere in campo azioni coordinate su area vasta, qui solo Napoli si muove, con misure considerate all’avanguardia (si pensi alla ZTl più grande d’Europa) e il resto dei Comuni che si “accomunano” per un fattore, ossia zero provvedimenti. Un facile modo per stare lontano dai riflettori ma soprattutto per non farsi inimicizie…

Che consigli vuole dare a chi prenderà il suo posto al fine di consentirgli di svolgere al meglio il lavoro di assessore? Quali sono le priorità?

Sicuramente bisogna migliorare la rete dei controlli ambientali, attivare politiche di area vasta ma soprattutto la priorità è far sì che l’ambiente diventi fattore di sviluppo creando posti di lavoro. Penso alla necessità di continuare nel programma di solarizzazione della città, di investire sul trasporto pubblico e di manutenere le aree verdi.

Adesso che non è più assessore di cosa si occuperà?

Per ora mi godo le vacanze, poi mi occuperò di energie rinnovabili e di contrasto al malaffare in politica.

Alessandro Ingegno

da Eco dalle Città

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