Buonomo: “C’è un disegno occulto, l’emergenza ha a che fare con le elezioni”

Napoli sommersa dalla spazzatura, con lo scempio sotto gli occhi di tutti e il rimpallo di responsabilità  tra il comune – con Giacomelli che dichiara che «dopo la sprovincializzazione del ciclo integrato la soluzione la devono trovare Provincia e Regione» -, e il governatore Caldoro – che chiama in causa le responsabilità del comune su differenziata e discariche -. Una situazione, in periodo preeletorale, che era prevedibile, secondo il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo: «Temevamo che questa fase elettorale avrebbe aggravato la situazione, e questo si è puntualmente verificato. Non poteva essere diversamente. Questa crisi ha a che fare con le elezioni». «E’ vero, come dichiarato da Giacomelli, che questa situazione danneggia tutti – afferma Michele Buonomo –  ma è anche vero che ci sono comunque dei disegni occulti. Questa vicenda è emblematica dei livelli bassissimi di democrazia, intesa come assunzione di responsabilità, in città e in regione. E quando parlo di città e regione mi riferisco al territorio: un territorio che sta vivendo da anni un deficit di democrazia». Nei giorni scorsi Legambiente ha denunciato lo sperpero da parte dei comuni campani che hanno dovuto spendere circa 3,5 milioni di euro all’anno per trasportare l’umido fuori regione nonostante, con gli stessi soldi, si sarebbe potuto costruire un impianto di compostaggio ogni 12 mesi per un bacino di 150mila abitanti. Per questo motivo l’associazione ambientalista sta preparando un dossier per fare conoscere ai cittadini la situazione in cui versano gli impianti di compostaggio mai terminati.

A proposito della proposta dell’assessore Romano di commissariare i comuni che in due settimane non dovessero raggiungere il 35% di raccolta differenziata, Buonomo precisa: «Noi da anni chiediamo di metterci in condizione di fare la raccolta differenziata. La proposta di Romano è condivisibile come misura perché il 35% è ampiamente raggiungibile in due settimane. Come dimostrano i 250 comuni ricicloni della Campania premiati da Legambiente nel 2009, comuni che sono oltre il 50% di differenziata: se lo si vuole si riesce ad attuare la raccolta anche in tempi brevi».

Il presidente di Legambiente Campania conclude precisando che sono anni che l’associazione chiede un’assunzione di responsabilità: «Io ho dichiarato migliaia di volte che prima ancora del ciclo integrato dei rifiuti c’è necessità di ristabilire il ciclo delle responsabilità. L’unica cosa che non serve adesso sono queste polemiche quotidiane. Bisogna solo rimboccarsi le maniche per evitare questo ennesimo scempio e pagine vergognose che coinvolgono la nostra regione». Oltre al problema della quotidianità dei cittadini la cronica emergenza si riflette anche all’estero: «Purtroppo mi chiamano in continuazione giornalisti dalla Francia e dalla Germania per chiedere informazioni su Napoli. Ognuno a questo punto deve assumersi la propria responsabilità».

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

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