Rifiuti, discariche e inceneritore a Napoli est: le proposte dei candidati sindaco

Nei giorni scorsi la Regione Campania ha pubblicato il bandoper la realizzazione del “termovalorizzatore” (inceneritore) nell’area est di Napoli. Si tratta del primo impianto in città, ma del secondo provinciale dopo quello di Acerra.

In città la raccolta differenziata stenta a decollare e, a meno di un mese  dalle elezioni amministrative, può essere utile per gli elettori chiarire la posizione, e le proposte, dei candidati alla poltrona di palazzo San Giacomo sulla questione rifiuti.

Gianni Lettieri, candidato sindaco del Pdl, ha annunciato che chiederà una «legge e poteri speciali per Napoli per realizzare immediatamente il termovalorizzatore a Napoli Est. Già un po’ di anni fa avevo incoraggiato un accordo tra l’Unione Industriali e il sindaco Iervolino per costruirlo, ma poi non se ne fece più nulla». Sulle discariche è inevitabile la continuità in linea con quanto proposto dal piano regionale.

Luigi De Magistris, candidato sindaco di Idv e della lista civica “Napoli è tua”, boccia il progetto-business:  «Niente inceneritore a Napoli Est e altre discariche – spiega De Magistris – il dramma dei rifiuti si risolve rispettando le direttive europee. Dico no alle vecchie tecnologie che avvelenano l’ambiente. Propongo subito la differenziata porta a porta e la riciclata, con l’obiettivo di raggiungere il 66% di riciclo».

Mario Morcone, candidato di Pd e Sel, sulla stessa lunghezza d’onda di De Magistris. Morcone  propone di rivedere la scelta di insediare un inceneritore in città: «In 3 mesi la nuova amministrazione, l’azienda Asìa, i commercianti ed i cittadini napoletani dovranno dimostrare che semplicemente la città non ha bisogno del termovalorizzatore di Napoli Est. L’impegno è quello di portare i livelli di differenziata entro al cinquanta per cento».

Raimondo Pasquino, candidato del terzo polo: «Noi siamo  contro l’inceneritore a Napoli Est. La nostra città – ha affermato  Pasquino – è fuorilegge perché facciamo soltanto il 15% della raccolta  differenziata. Dobbiamo arrivare in tempi rapidi al 65%».

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