La ‘politica’ sul ring e gli italiani spettatori

Berlusconi contro i magistrati, il Pdl contro Fini, le opposizioni contro il premier, Masi contro Santoro, il Giornale contro la Boccassini, la Lega contro i non-federalisti, l’Idv contro i traditori ‘responsabili’, la Santanchè contro l’intelligenza, il Pd contro se stesso. E via discorrendo. Di fronte a questo scempio che porta la politica al livello dei match calcistici – dove però gli arbitri e gli spettatori sono rispettati – viene da chiedersi: “così presi dalle loro liti troveranno mai il tempo per occuparsi dell’Italia?”. Sembra infatti essere giunto il momento del regolamento dei conti, sia dal punto di vista giudiziario che da quello prettamente politico. Ma in questo schieramento di truppe c’è qualcosa che sfugge, che resta completamente fuori da questa realtà parallela, da questo Truman show perpetuo: la vita dei cittadini.

Se per pochi minuti si prova ad osservare quello che sta avvenendo in Italia negli ultimi tempi come se fossimo affacciati ad una finestra, leggendo anche distrattamente qualche articolo di giornale o guardando sgomenti questi ‘politici’ che sbraitano in tivù buttandola sempre in rissa, sembra di vivere in una telenovela. Una di quelle importate da Bollywood. Ruby, la consigliera regionale ‘maitresse’ Minetti, la nipote di Mubarak, la casa di Montecarlo, il ‘bunga bunga’, prostituzione, le case regalate, Emilio Fede, Lele Mora, i videomessaggi in stile Africa settentrionale, i dossier contro i magistrati, le sante alleanze.

La televisione e i media in generale hanno un’indubbia responsabilità in tutto ciò: imponendo il ritmo delle notizie, le scalette dei telegiornali e gli ospiti nelle trasmissioni dettano le regole del gioco. E così facendo contribuiscono al distacco tra la rappresentazione deformata e la realtà. Non a caso l’Auditel ha certificato che i media che nelle ultime settimane si sono occupati dei festini di Arcore e, più in generale, del Rubygate, hanno fatto registrare ascolti record.

Non è ben chiaro se grazie ad un pubblico alla ricerca della verità, distratto dai propri problemi, o drogato di voyeurismo.

Che fine ha fatto la realtà, quella di tutti i giorni? Prendiamo i giovani ad esempio. E’ di stamane il nuovo rapporto Istat sulla disoccupazione giovanile che a dicembre raggiunge un nuovo record negativo. Ebbene, sono scomparsi dalla cosiddetta agenda – se mai vi erano entrati, in quell’agenda –. Solo dando uno sguardo a quello che dicono di noi all’estero si ha una visione lucida di ciò che succede nell’ex belpaese. Dove se non ci deridono ci compiangono.

A reagire a questo scempio sono in pochi ‘illuminati’: le donne che si indignano e protestano nelle piazze e sui social network, una minoranza di gente informata, i lavoratori che subiscono la mancanza di scelte, coloro che hanno un qualche interesse a denunciare.

Ma, diciamoci la verità, in fondo, sotto sotto, a noi italiani, tutto ciò continua a piacere.

A.I.

da Il Punto Magazine

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