L’Italia, spettatrice senza più dignità, merita tutto cio’?

Guardavo L’Infedele ieri sera e, dopo l’ennesimo macabro show, mi è sorta spontanea questa domanda: “Questo Paese merita tutto cio’?” La risposta è stata, immediatamente, sì. Merita di diventare lo zimbello del resto del mondo che ci guarda attonito chiedendosi “com’è potuto accadere?”, merita di aver perso l’uguaglianza di tutti davanti alla legge, merita di vedere calpestate le proprie donne trattate come merce di scambio, merita di vedere stuprata la propria dignità quotidianamente, merita di essere trattato come plebe i cui diritti si vanno pian piano erodendo, merita di tornare utile solo al momento del voto – sul quale però ha una scelta limitata -, merita che un uomo solo possa considerare le istituzioni al pari di una delle sue ville private, o le tivù – quelle non di sua proprietà, come lo sfogatoio delle proprie frustrazioni trattando professionisti come fossero suoi servi o, peggio, come dei criminali. Meritiamo di assistere, impassibili, a “politici” che sbraitano nei salotti televisivi senza che affrontino MAI un tema importante in maniera serena, con confronti di idee costruttivi per il bene della collettività. In poche parole: l’Italia merita il medioevo in cui è piombata. Meritiamo tutto questo perchè , senza renderci conto, ci siamo fatti plasmare. Siamo stati plasmati in questi 20 anni di televisione fatta di realtà parallele, di donne-oggetto e di verità confuse. E poi non ci stupiamo se un partito secessionista nel frattempo si sia inventato una regione che non c’è e anche questo finisca per sembrarci esistente.

Gli italiani percio’ meritano anche la mediocre classe dirigente che attualmente li rappresenta: politici da un lato incapaci di divincolarsi dal padrone, perchè riconoscenti ad esso per l’intera carriera; dall’altro incapaci persino di proporre un progetto semplice quanto “normale”, che rimetta in carreggiata l’Italia, perchè attratti come serpenti dall’ammaliatore, costretti ad inseguire lo stesso padrone sui suoi infidi terreni. Ora che abbiamo finalmente toccato il fondo, e anche i ‘poteri forti’ sembrano accorgersene, non sappiamo che fare. Restiamo impassibili a guardare il nostro Paese correre come un auto, di notte a fari spenti e contromano, il cui guidatore è ubriaco e in preda ai propri vizi, consapevole che solo uno schianto potrà fermarlo. Lui, come tutti noi, prigionieri di quella realtà – come scriveva ieri non Il Manifesto o Liberazione, ma il New York Times – che in tutti questi anni ha contribuito a creare, e di cui noi siamo stati complici, con il nostro sonno della ragione. Bisogna liberarsi di questo peso, perchè l’Italia ne ha bisogno. Che mettano chi vogliono al posto dell’attuale presidente del Consiglio: Tremonti, Gianni Letta, Mario Draghi, Schifani, Topo Gigio. Senza neanche il bisogno di cambiare maggioranza. Ma risparmiateci tutto questo schifo e ridateci la dignità.

Alessandro Ingegno

da Il Punto Magazine


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