IV Rapporto sulla mobilità sostenibile in Italia, Napoli al 40° posto

IV Rapporto di Euromobility. Napoli, tra le grandi città italiane quella con la maggiore densità abitativa, è la città con le auto più vecchie, quindi più inquinanti. Brutte notizie anche sul fronte dei progressi nella mobilità sostenibile: praticamente inesistenti i servizi di car e bike sharing. Venezia la città più sostenibile.

 

Il Rapporto annuale di Euromobility sulla sostenibilità delle 50 principali città italiane ha cancellato la più popolosa regione del Sud. La Campania infatti sul fronte della mobilità sostenibile semplicemente non esiste. È vero che in Italia si contano 60,78 automobili ogni 100 abitanti, ma nessuna città campana conquista un posto dignitoso in classifica. Napoli si conferma, addirittura, in testa alla classifica negativa delle auto più inquinanti – quelle Euro 0 – con più del 30% in circolazione. Dietro c’è solo Catania.

Nel Rapporto annuale di Euromobility a colpire è soprattutto la mancanza, a Napoli come nel resto della Campania, di servizi ormai diffusissimi in tutta Europa quali il car sharing e il bike sharing.

Forse un po’ di respiro a questi dati negativi potrà essere apportato dalla nascita della pista ciclabile che attraverserà l’intera città di Napoli, ma non c’è dubbio che la futura amministrazione comunale partenopea dovrà inserire ai primi punti della propria agenda l’europeizzazione della mobilità urbana.

 

Nel resto d’Italia piano piano si diffonde il bike sharing, il trasporto urbano gratuito con bicicletta. Anche in questo caso, sono rare le presenze della Campania e del Sud. Talvolta, tuttavia, la qualità dell’aria migliora; scendono i livelli di particolato (i gas delle auto) grazie alla diffusione di sistemi di circolazione alternativi. Brutte notizie, invece, per il car sharing (auto pubbliche a disposizione) che scendono del 3 e mezzo % rispetto al 2009. A Venezia il primo posto è realmente guadagnato. La città lagunare può vantare un sistema di trasporto pubblico e di circolazione a livelli europei.

Il punto critico nazionale resta la governance dei sistemi di mobilità. È generalmente carente, per responsabilità soprattutto dei pubblici poteri che, viceversa, intervengono in emergenza, quando l’ inquinamento supera le soglie di salvaguardia. Per i curatori di Euromobility i dati della ricerca offrono alcune indicazioni su cui lavorare. Per esempio diminuiscono le auto di proprietà e si conferma la tendenza allo svecchiamento del parco auto in circolazione. Anche in quest’ultimo caso, però, il Nord batte il Sud. D’altronde è evidente che le condizioni socio-economiche tra le due macroaree sono molto diverse. Lasciare l’auto a casa può essere saggio e conveniente, ma i sistemi di mobilità collettiva sono ancora molto arretrati. E se le amministrazioni pubbliche dicono che i costi per questi servizi sono ancora troppo elevati, è il caso di ridurre qualche spreco in settori che non minacciano la salute.

Alessandro Ingegno

da Eco dalle Città

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: