Il Punto del 2010

Per salutare il 2010 abbiamo scavato nella memoria e negli archivi web in cerca delle notizie più positive dell’anno per l’Italia, ma è stato come cercare un ago in un pagliaio. Partendo dalla rivolta degli immigrati a Rosarno passando per i rifiuti di Napoli, le numerose inchieste che hanno visto protagonisti esponenti politici locali e nazionali, le cricche, le escort, i dossier e le “macchine del fango”, l’omicidio del sindaco ambientalista Angelo Vassallo, scuole trasformate in luoghi di ridicola propaganda neonazista, beni archeologici che crollano, tragedie familiari trattate alla stregua di un reality, debito pubblico record, pesanti manovre finanziarie correttive imposte dall’Ue per salvare i conti dello Stato, l’eliminazione della nazionale di calcio ai Mondiali sudafricani e la progressiva e continua perdita di credibilità del nostro Paese all’estero. Ripercorrere il 2010 italiano fa sorridere ben poco. Per questo, nel ‘Punto del 2010’, troverete solamente buone notizie provenienti dall’estero – tutte accomunate dalla parola libertà, troppo spesso usata in maniera impropria –, con ricadute dirette o indirette anche sul nostro amato Belpaese.

 

* Web libero: Il big bang Wikileaks. Il 27 novembre il mondo che si informa è in trepidante attesa delle rivelazioni di Wikileaks, il sito ‘pirata’ fondato da Julian Assange nel 2006. Si tratta di centinaia di migliaia di messaggi (email, dispacci) provenienti dalle ambasciate di tutto il mondo e fornite al sito da informatori segreti. Obiettivo di Wikileaks: rendere il mondo una società trasparente e lavorare per la nascita di un capitalismo etico. Wikileaks per la diffusione dei propri contenuti si serve di alcuni media partner tra cui il New York Times, Der Spiegel, Le Monde e El Pais, che ricevono in anticipo i file e li pubblicano sulle proprie pagine. I file svelano numerose dichiarazioni imbarazzanti di personaggi di spicco della diplomazia mondiale, mettendo a rischio i rapporti diplomatici tra gli Stati ma riuscendo nell’intento di far sentire il fiato sul collo dei governanti di tutto il mondo. Le rivelazioni diplomatiche sono tuttora in corso ma la mission di Wikileaks prevede, per il 2011, nuovi scottanti scoop. Questa volta il bersaglio saranno alcuni importanti istituti di credito americani.

* Libertà dopo la tragedia sul lavoro. Il 13 agosto crolla un pozzo nella miniera di San Josè, a 800 chilometri da Santiago del Cile. Per oltre due mesi 33 minatori rimangono intrappolati nelle viscere della terra. Dopo due mesi dallo smottamento che ha inghiottito i lavoratori cileni il 10 ottobre 2010 33 minatori intrappolati sottoterra sono stati liberati grazie all’utilizzo di una trivella che li ha riportati ad uno ad uno salvi in superficie.

* Libertà dopo la repressione politica del regime. Altra notizia che ha fatto gioire il mondo è stata la liberazione di Aung San Suu Kyi. La leader dell’opposizione burmese, agli arresti nel 1990 quando il suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia, aveva vinto le elezioni con il 58 per cento dei voti, è stata rilasciata dal regime il 12 novembre. La giunta militare nel 1990 cancellò d’imperio il risultato elettorale e da allora in Myanmar non si è mai più votato fino allo scorso 7 novembre. Con un risultato che la comunità internazionale ha definito unanimemente “una farsa”. Aung San Suu Kyi è stata negli anni successivi il simbolo indiscusso dell’opposizione democratica burmese e grazie all’ assegnazione del premio Nobel per la Pace nel 1991, ha mantenuto acceso un faro su uno dei regimi più chiusi e autoritari del mondo.

* Libertà dopo l’invasione militare. Dopo l’occupazione militare statunitense iniziata da George W. Bush nell’estate 2010 l’esercito americano ha lasciato l’Iraq, come promesso durante la campagna elettorale da Barack Obama. La guerra, iniziata il 20 marzo del 2003 con il pretesto della ricerca delle famose armi di distruzione di massa – mai trovate – possedute dal regime di Saddam Hussein, ha causato la morte di 35 mila soldati (di ogni appartenenza) e oltre un milione di civili. In Iraq resteranno solo 100 basi delle 505 in piedi nel corso della guerra e 50mila appartenenti al personale dell’esercito per gestire il definitivo e delicato passaggio di consegne alle autorità irachene. Nel momento di massima presenza, le forze statunitensi sul campo erano arrivate a 170mila.L’operazione di ritiro non sarà semplice e sta già richiedendo da mesi uno sforzo logistico enorme. Metà dei veicoli militari utilizzati in Iraq hanno come ultima destinazione l’Afghanistan, insieme ad altri 180mila articoli come armi e componenti elettronici. Parte del materiale ha già raggiunto il nuovo fronte, mentre altri oggetti rimarranno in Iraq a disposizione dell’esercito locale.

Il 2010 ha portato anche novità importanti nel campo della ricerca:

* Libertà di ricerca. Il 20 maggio la rivista statunitense Science diffonde la notizia dalla realizzazione, in laboratorio, della prima cellula artificiale controllata da un Dna sintetico e in grado di dividersi e moltiplicarsi proprio come qualsiasi altra cellula vivente. Il risultato, ottenuto negli Stati Uniti nell’istituto di Craig Venter è una svolta epocale nella ricerca che da il via all’era post-genomica. La vita artificiale è ormai più vicina che mai e renderà possibile anche costruire batteri salva-ambiente con un Dna programmato per produrre biocarburanti o per pulire acque e terreni contaminati.

* Libertà di far sesso senza mettere a repentaglio la propria vita. Importante scoperta anche per la lotta all’Aids. Nel mese di luglio, durante la Conferenza internazionale di Vienna sull’Aids, viene presentato un prototipo di gel vaginale sperimentato in Sudafrica che potrebbe dimezzare i rischi di contagio da virus Hiv. Secondo gli esperti, grazie alla combinazione con il Tenofovir (un farmaco antiretrovirale), darebbe una copertura al virus nel 39% dei casi, percentuale che salirebbe al 54% se il gel viene usato con molta frequenza. In termini temporali il gel battericida riduce del 50% la percentuale delle infezioni dopo un anno di utilizzo, del 39% dopo due anni e mezzo. I risultati, pubblicati sulla rivista Science, dovranno ora essere convalidati con una terza fase di test per individuare eventuali controindicazioni. “Con questo gel – spiega lo scienziato sudafricano che ha condotto lo studio, Salim Abdool Karim – su dieci donne infettate ogni anno ce ne sarebbero solo sei”. Il farmaco è stato sperimentato su 900 donne. I dati dell’Aids continuano a essere allarmanti: sono oltre 33 milioni i contagiati nel mondo, oltre due terzi vivono nell’Africa sub-sahariana e il 60% delle nuove infezioni riguarda le donne.

Alessandro Ingegno

da Il Punto Magazine

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