Idv alla resa dei conti

Continuano le grane per l’Italia dei Valori. Dopo i tradimenti in occasione del voto di fiducia di Amedeo Porfidia, Domenico Scilipoti e Antonio Razzi – senza dimenticare il loro celebre predecessore Sergio De Gregorio –, che hanno permesso al governo Berlusconi di restare in sella, è esplosa la “questione morale” all’interno del partito. Troppi gli errori fatti nella fase di compilazione delle liste elettorali con la candidatura di porta-voti dal curriculum discutibile e dalla dubbia fedeltà al partito. Il primo a lanciare l’allarme è stato l’europarlamentare Luigi De Magistris il quale, dopo aver dichiarato che “il partito è alla deriva” ha chiesto al leader Di Pietro di fare piazza pulita. De Magistris ha detto chiaro e tondo di non essere soddisfatto di come il vertice del partito seleziona il personale politico, “le ultime vergogne, come definire il caso Razzi-Scilipoti, sono solo la punta di un iceberg”.

Antonio Di Pietro si è però difeso accusato a sua volta De Magistris di “criticare per voler prendere il suo posto”. Rivolgendo quest’accusa all’ex magistrato Antonio Di Pietro non fa nulla di diverso rispetto a quei politici che così accanitamente contrasta da anni, utilizzando la  loro stessa strategia: porre sul piano personale una questione senza entrare nel merito del problema, il tutto al fine di non affrontarlo. Far guardare al dito che punta la luna piuttosto che alla luna stessa, per dirla in “dipietrese”.

Contro Di Pietro oggi si è scagliato anche il direttore di Micromega, Paolo Flores D’Arcais, che ha accusato l’ex pm di aver organizzato una campagna per indirizzare l’esito di una rilevazione sull’esistenza, o meno, di una questione morale all’interno del suo partito.

A questo punto sembra giunto il momento della resa dei conti interna,  e Luigi De Magistris potrebbe puntare in alto: lanciare un’opa sull’Italia dei Valori, forte dei successi elettorali ottenuti durante le europee del 2009 e consapevole del consenso crescente nei suoi confronti nella società civile, – sulla scia di quanto parallelamente sta facendo Nichi Vendola nei confronti del Partito Democratico – per scalzare dal trono del partito Antonio Di Pietro. A quel punto, per completare l’opera, l’ex magistrato potrebbe anche spaccare il Pd lasciando i moderati al loro triste ricongiungimento democristiano con il Terzo polo e riunendo, con lo stesso Vendola, la vera ed autentica sinistra. Fantapolitica?

Alessandro Ingegno

da Il Punto Magazine


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