Il suicidio, democratico, di un partito

Non poteva esserci mossa peggiore da parte del segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, in vista di sempre più probabili elezioni anticipate. Era da mesi che il Pd nella sua componente moderata (Enrico Letta, Fioroni, Gentiloni) ammiccava al nascente Terzo Polo, dal democristiano Pierferdinando Casini a Gianfranco Fini passando per altri centristi, snobbando – per paura di una “opa” sul partito – il forte candidato di Sinistra ecologia e Libertà Nichi Vendola.

L’operazione accentramento fu aperta mesi fa Enrico Letta, il quale prospettò un accordo con i centristi che tagliasse fuori Idv e Sel. Da allora il Pd è rimasto immobile di fronte alle liti interne al centrodestra senza peraltro guadagnare – dalle disgrazie altrui – un punto percentuale nei sondaggi.

Immobile fino all’altro giorno quando Bersani ha accelerato la corsa verso il suicidio del suo partito annunciando ufficialmente l’intenzione di creare un’alleanza con il Terzo Polo (Udc, Fli, Mpa, LibDem e Api), e dichiarando come non necessarie le primarie – strumento identificativo del Pd e e di cui ne ha beneficiato in prima persona con l’elezione a segretario –.

Parole che hanno scatenato l’ira degli elettori democratici soprattutto sul web, dove ogni spazio possibile è stato inondato di insulti, critiche e qualche prezioso consiglio. Come scrive Alessandro sulla pagina Facebook ufficiale di Bersani “ennesima trovata geniale per perdere le elezioni, credo che diventerò un altro non-votante. mi parete la democrazia cristiana,ma andate a farvi benedire”. Mentre Marco si chiede “ma è possibile che siano sempre gli altri che non capisco le proposte del Pd?non sarà forse che la colpa è del pd che non riesce a farsi capire? le proposte dei dirigenti del Pd non vengono capite da noi elettori figuriamoci da chi oggi vota Berlusconi o Bossi. Sono quelli che dovete convincere a cambiare idea e non ci riuscirete sicuramente con le vostre proposte confuse a partire dalle alleanze, decidete quello che volete proporre agli italiani e con chi volete andare alle elezioni. E ditelo in modo chiaro una volta per tutte”. Si tratta di due messaggi campione, ma la lista potrebbe proseguire all’infinito.

Come ricorderete, gli elettori del Pd cominciarono a ribellarsi al moderatismo del partito democratico già durante la Festa di Torino dove gli invitati più discutibili, da Bonanni a Schifani, furono accolti da fischi e critiche, quando non da furibonde contestazioni. Proseguendo su questa strada l’assurdità è che il partito democratico si ritroverà ad inseguire tutti i suoi ex, da Rutelli alla Binetti, che l’avevano abbandonato nei mesi scorsi trovando nel moderato centro la loro collocazione naturale, perdendo però il contatto con la propria base. Il Pd rischia di diventare irriconoscibile ai propri elettori.

Intanto c’è chi, a prescindere dal Pd, va avanti per la propria strada: E’ infatti ufficialmente ripartita la macchina elettorale che ha permesso a Nichi Vendola di vincere due volte in Puglia, alle primarie del centrosinistra e poi alle Regionali pugliesi. Anche se stavolta l’ambizione è molto più alta: diventare il candidato premier del centrosinistra – con o senza il Pd – e poi, magari, battere Berlusconi.

Alessandro Ingegno

da Il Punto Magazine


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  1. 20 dicembre 2010
  2. 18 gennaio 2011

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