L’Italia e il debito pubblico

Sul sito della Banca Centrale Europea è disponibile il grafico dell’andamento del debito pubblico italiano nel corso degli anni. Come si evince chiaramente dall’andamento della curva il debito italiano cresce in maniera quasi costante da quasi 30 anni, con brevi lassi di tempo in cui ha subito delle frenate salutari. Come sappiamo la prospettiva di una bancarotta dello Stato italiano è fortemente collegata alla fiducia degli investitori sul fatto che l’Italia sia effettivamente in grado, in un futuro anche prossimo, di poter far fronte ai suoi debiti.

Il debito pubblico italiano a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a 1.838,296 miliardi di euro. È quanto si legge nei dati contenuti nel supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla Finanza pubblica.

Ma come si suddivide la creazione di debito, che nell’ultimo ventennio ha progressivamente puntato verso l’infinito ed oltre, tra governi di destra e di sinistra?

Arrotondando, tra 1838 miliardi € di debito pubblico nel 2010 e 973 nel 1993, sono 862 miliardi € di debito pubblico in più durante questi 17 anni, così divisi:

* 516 miliardi € per i governi Berlusconi I (62 Mdi nel ’94), II, III (282 Mdi tra il 2001 ed il 2006) e IV (174 Mdi tra il 2008 e adesso);

* 346 miliardi € per i governi Dini, Prodi, D’Alema I, D’Alema II, Amato II, Prodi II (265 Mdi tra il 1995 ed il 2000 + 81 tra il 2008 ed il 2006).

Tra il 1995 ed il 2001 i governi di centrosinistra ridussero di praticamente 14 punti percentuali il rapporto debito pubblico/PIL, portandolo in una forbice 110-105%, rapporto mai migliorato poi dai governi Berlusconi, anzi è pure probabile che risalirà negli anni a venire.

L’allarme debito è quindi la causa principale della manovra “lacrime e sangue” voluta da Tremonti e da B. ai quali, a causa della crisi esplosa in Grecia, dall’estero hanno chiesto di pagare il conto di questi decenni di spesa fuori controllo. Ma non erano stati proprio Berlusconi e Tremonti, fino all’aprile 2010, a negare l’esistenza della crisi economica entusiasti della reazione positiva italiana?

Ecco quanto vale il rischio default – da IlSole24Ore

L’Italia ha scelto di non fare debito (parola di B. e Tremonti) – da Straniero blog

La bancarotta resta dietro l’angolo – di Loretta Napoleoni

L’Italia sta per essere schiacciata da un’ondata di debiti – da WallStreet Italia

Stati sull’orlo della bancarotta. Cosa succede ai cittadini? – da Kataweb

Il debito dei Piigs & Verso i 2000 miliardi di debito e oltre & L’Italia in scadenza – di Beppe Grillo

Debito pubblico record. Mezzo milione a famiglia – da Byoblu blog

FMI: Debito dell’Italia quasi insostenibile – da Repubblica 2.9.2010

Ad agosto debito pubblico record, calano le entrate fiscali – da Repubblica e IlGiornale 13.10.2010

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    • De Bito
    • 16 settembre 2010

    Un debito pubblico in continuo aumento si traduce in tagli alla spesa, dalla scuola, alla sanità, alla sicurezza. Più debito, meno servizi, meno Stato sociale. E’ una spirale alla fine della quale le nostre tasse (in calo) serviranno solo a pagare gli interessi sul debito. Ma se lo Stato (ci dicono) diminuisce sempre di più le sue uscite e il debito aumenta comunque al ritmo di 15 miliardi di euro al mese dove sta il trucco?

    • de prufundis
    • 17 ottobre 2010

    questo governo sta dando un colpo mortale al “pubblico”: alla scarsa attenzione nei confronti degli evasori e alla mancanza di volontà nel risanare i conti (se escludiamo la manovra correttiva imposta dall’UE) i nostri cari Tremonti Berlusconi e Bossi stanno facendo di tutto per “snellire” i conti pubblici spostando tutto nella sfera privata: dall’università alle imprese, dalla sanità ai servizi fondamentali, con la scusa del rientro del debito (creato da loro stessi) pur continuando a fare investimenti di risorse faraonici inutili (ponte sullo stretto x citarne uno) o a pagare multe all’Ue con i soldi dei cittadini (quote latte, inquinamento atmosferico, concessioni tv eccetera eccetera), appalti pubblici destinati a pochi privati privilegiati, tra poco il peso statale diventerà vicino allo zero, addio welfare (già scarso) e soprattutto addio allo stato in quanto ammortizzatore dei mercati. saremo cannibalizzati in ogni settore.

    • Luca
    • 8 settembre 2011

    Apprezzo molto questa analisi e vorrei precisare che il debito pubblico non e’ causato da scelte politiche ma che e’ principalmente il risultato del modello bancario adottato oggigiorno. Sicuramente il costo di infrastrutture pubbliche che non apportano profitto (come ad esempio il governo ed il senato che hanno un costo enorme per l’Italia) aggravano la situazione. Tuttavial la causa principale e’ da ricercarsi nell’esistenza di creditori del governo italiano che, a parte una minima parte di cittadini possessori di bot, sono le banche private europee e prime tra tutte bankitalia s.p.a. ( meglio nota comela ‘ Banca d’ Italia ‘). Tutte le banche europee possono stampare banconote Euro dal nulla ed il governo italiano puo’ prendere in prestito la somma che necessita creando un debito reale che va ripagato l’anno successivo con i dovuti interessi. A questo punto dovrebbe essere chiaro come il governo italiano, cosi come qualsiasi altro governo ‘democratico’ del mondo, non puo’ ripagare alcun debito senza chiedere un nuovo prestito; tale meccanismo e’ responsabile di un debito che cresce esponenzialmente ogni anno (nella fattispecie del 40% annuo nel periodo spracitato degli anni 80 fino a meta degli anni 90). L’unica possibilita’ di sfuggire a questo gioco ‘truccato’ e’ che lo stato indebitato faccia crescere la sua economia in termini di produzione di beni e servizi da esportare in altri paesi per creare un entrata monetaria alternativa al prestito. In questo modo i profitti dell’esportazione possono essere usati per ripagare il debito e solo in questo modo il PIL puo’ superare il debito pubblico.
    Dal mio personale punto di vista e’ illogico dover incrementare la produzione non per i bisogni dei cittadini, non per incrementare il loro benessere ma per ripagare un dibito che, a mio avviso, e’ illecito.
    Morale della favola, la moneta deve essere proprieta’ dello stato e non di privati. Lo stato e’ la collettivita’ di cittadini ed i cittadini con il loro lavoro producono i beni ed i servizi che costituiscono la ricchezza di uno stato. La quantita’ di moneta in circolazione deve rispecchiare la ricchezza dello stato e non il contrario.
    Non riesco a capire perche’ questo tema non e’ il centro dei principali dibattiti politici ma viene trascurato dai vari partiti politici.

    • magister55
    • 6 gennaio 2012

    OK, 516 miliardi € per i governi Berlusconi I (62 Mdi nel ’94), II, III (282 Mdi tra il 2001 ed il 2006) e IV (174 Mdi tra il 2008 e settembre 2010);
    ma qual’è quel totale aggiornato a ottobre 2011? Grazie

    • Loastysterrer
    • 15 febbraio 2012

    Concesso, questo è un ottimo opzione

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