Festa Lettocratica

Festa Democratica 2010 di Torino in sintesi: fischi per Franco Marini, fischi per il presidente del Senato Renato Schifani (difeso da Piero Fassino, anch’egli contestato), fischi per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni (difeso da Enrico Letta “il nipote”, anch’egli contestato); apprezzato tiepidamente il segretario Pierluigi Bersani; molto calore sia per Dario Franceschini che per Rosy Bindi, ovazioni della base per gli outsider Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Delle varie “forze fresche” a disposizione dei democratici, Nicola Zingaretti, Matteo Renzi, Giuseppe Civati e Debora Serracchiani su tutti, nemmeno l’ombra. Relegati in panchina. Nonostante un pizzico di pepe fornito da alcuni inviti fuori luogo e dalle conseguenti forti contestazioni da parte dei cittadini – accusati di squadrismo e di essere anti-democratici dalla classe dirigente del Pd -, l’evento è stato letteralmente annichilito dalla bagarre finiani-berlusconiani-leghisti giunta tristemente ai pernacchi e soprattutto dal seguitissimo comizio di Fli a Mirabello (anche per i contenuti “da opposizione”).

L’ennesima occasione persa dal Pd per ascoltare e riavvicinarsi ai propri elettori, e non solo ai propri. Peccato. Serve voltare pagina: con questa vecchia classe dirigente collaborazionista e dalle posizioni ambigue non si va da nessuna parte.


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  1. 21 settembre 2010
  2. 20 dicembre 2010

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