Il Pdl è morto, evviva il Pdl

Il comizio di Gianfranco Fini di Mirabello, oltre a sancire la fine del Pdl, non è stato, come potrebbe sembrare, un bel libro dei sogni di un giovane virgulto della politica pieno di buoni auspici per il futuro e il destino della propria nazione. Il discorso infatti altro non è stato che un elenco, esplicito e punto per punto, di tutte le politiche errate del governo di centrodestra negli ultimi 16 anni (4 governi Berlusconi dal 94 al 2010). Una vera e propria ammissione del fallimento politico di quel progetto di cui ieri l’ex leader di An ne ha sancito, di fatto, la morte. Dalle politiche economiche neoliberiste tradite, alla riforma della giustizia mai fatta, dalla scarsa attenzione ai ceti più deboli al disinteresse nei confronti delle problematiche legate al lavoro, dall’abbandono al proprio destino dei giovani fino alle scelte discutibili in politica estera, con una menzione anche all’operazione di distruzione di quei valori etici sui quali si basa una società in nome di un puro interesse personale ed utilitaristico avvenuta nel corso di questi 16 anni attraverso i media, senza dimenticare l’invenzione propagandistica leghista della Padania e la demolizione finale del berlusconismo.

Fini ha in questo modo scaricato, giustamente, la responsabilità di un’eventuale rottura definitiva della maggioranza a Silvio Berlusconi. Colui che oggi però si sforza di apparire come un grande leader della destra liberale ed europea non va dimenticato che è lo stesso che ha appoggiato tutte le politiche berlusconiane dal ’94 ad oggi, fedele da alleato così come da cofondatore del Pdl, fino a pochi mesi fa. Per questo le parole di Fini, al quale va riconosciuta la forza di aver riportato l’Italia alla sua cruda realtà sgonfiando in un solo colpo la bolla onirico-mediatica nella quale era  immersa ormai da troppi anni, ha il sapore di una beffa. Nei confronti di tutti gli italiani ma soprattutto nei confronti degli elettori del centrodestra.

Il discorso di Fini, infine, con il chiarimento della posizione del gruppo di FLi all’interno – com’era ovvio – del centrodestr (con l’intento di svuotare cio’ che resta del Pdl affinchè confuisca in Fli), conferma, ancora una volta, l’incapacità dei vecchi dirigenti del Pd di comprendere la realtà. Con il loro acume tattico da burocrati del XX secolo, questi esperti della sconfitta nelle scorse settimane avevano strizzato l’occhio e corteggiato Fini e Casini lanciando proposte di Sante Alleanze, Grandi Coalizioni e altre schifezze del genere. Il due di picche di Fini dovrebbe farli riflettere, e magari spingerli a passare il testimone.

A.I.

La vita punirà i ritardatari – Piovono rane



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