I nemici del popolo, per il popolo

Dopo un paio di settimane trascorse lontano dalle informazioni diffuse dai media nostrani, ma con un orecchio sempre rivolto alle deprimenti questioni della politica italica incapace di dare risposte decenti ad una società in difficoltà e in grado solamente di parlare di sè stessa, riparte l’attività del blog.

In questo caldoagosto l’informazione mi è parsa monopolizzata (che novità) dal tira e molla elezioni/non elezioni. Insomma non è cambiato granchè. In particolare grande spazio sembrano aver avuto i finti scandali sulla casa e sulla cucina di Fini a Montecarlo (molto meno scandalo sembra aver destato invece il conflitto d’interessi di Verdini di 60 milioni di euro denunciato dalla Banca d’Italia), e poi le dichiarazioni di veri e propri analfabeti della costituzione, coloro che sostengono che il potere di scioglimento del Parlamento sia esclusivo del presidente del Consiglio, anzi sia una facoltà di Silvio Berlusconi che può usarla a suo piacimento come arma di ricatto nei confronti dei finiani e dell’opposizione, e del Presidente della Repubblica. Ma la Costituzione, è bene ricordarlo, dice altro:

Articolo 88 – Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Articolo 92 – Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

Articolo 93 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Il potere è quindi nelle mani del Presidente della Repubblica, il garante della Costituzione. Il quale ha il dovere di cercare, nel momento in cui Berlusconi non dovesse più avere una maggioranza in Parlamento, un esecutivo alternativo. Roba da bolscevichi certo, contraria alla volontà popolare, da nemici della Repubblica. Ma che ridarebbe, con una piccola e semplice modifica della legge elettorale indolore, il diritto di scelta ai cittadini con l’introduzione delle preferenze. Togliendolo ai dirigenti dei partiti. Un ossimoro, forse. Contro la volontà del popolo, ma per il popolo.

A.I.

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