Nicola Cosentino: dr.Jekyll e mr.Hyde

“Tutte concause reali e possibili legate però da un fil rouge che volutamente evitiamo di vedere e denunciare a voce alta”. Senza voler sminuire o tacere le responsabilità della politica, ciò che unisce ed accomuna l’insieme di queste cause è il nostro scarso o carsico senso civico. Siamo afflitti da un’inguaribile sindrome di nimby – not in my backyard – che ci fa chiudere tutti e due gli occhi quando c’è da fare un piccolo o grande sacrificio per il bene comune e, al contrario, ci trasforma in paladini della legalità allorquando c’è da salvaguardare un interesse individuale. Ovvero, tutto ciò che non ci tocca non ci riguarda”. “Nulla potrà mai cambiare, se al centro dell’azione politica non verrà posto il tema della della responsabilità individuale e collettiva, della cultura della responsabilità: un nuovo Umanesimo, che riscopra il civismo dei Diritt ma soprattutto dei Doveri”.

Queste frasi sono alcune dichiarazioni di Nicola Cosentino tratte dal comunicato pubblicato sul sito del Pdl Campania, “La ricostruzione della Campania parte da un nuovo umanesimo dei diritti e dei doveri”. Di tutt’altro tenore invece le frasi tratte dalle intercettazioni telefoniche del coordinatore del Pdl campano pubblicate dai giornali e relative allavicenda P3 e dossier anti-Caldoro. 

Cosentino, ridendo: “Vuonno fà fori a Berlusconi”. “I bocchiniani, i bocchiniani, gli amici di Bocchino, come si chiamano i bocchini. Da una parte i bocchiniani. No, no i bocchiniani, da una parte insomma coloro che fanno del bocchino uomo, (incomprensibile) uno stile di vita.

“Coso, tutti questo fanno questi, i bocchini,i frocetti, ma io sono lungimirante. Si, si il fatto dei frocetti questo rimarrà nella storia”. “E vabbuò però mo si so pigliati 20 jorni i tiempo ja. Nun ce la facimmo il 21, nun la ponno fa’ il 21?”.

Lo stile pubblico che emerge nel comunicato è quasi aulico, arricchito da parole in inglese e francese, e con termini se vogliamo ricercati. Il lessico utilizzato in privato invece, ricco di parolacce, allusioni ed espressioni dialettali è, come scritto oggi da Alberto Statera su Repubblica, peggio persino del linguaggio utilizzato dalla Banda della Magliana. Nick’ O’mericano è vittima di un pericoloso sdoppiamento linguistico (speriamo solo linguistico-dialettico), o è solo colpa dell’eccessiva frequentazione con il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro?

A.I.

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