Pdl campano, un partito in putrefazione

A poche settimane dalle elezioni, in questo articolo, si erano ipotizzati due diversi destini per il Pdl campano: o vittoria alle elezioni regionali, o la morte del partito. Questo perchè già a marzo il partito sembrava in preda ad una guerra tra bande. Nonostante l’ampia vittoria però sembrerebbe che la morte, o meglio, l’autodistruzione del Pdl sia arrivata anzitempo. E nella maniera peggiore. Se da Napoli sono partite le ultime fortune e i più recenti successi elettorali del partito di Berlusconi, che cavalcò mediaticamente l’emergenza rifiuti, il Partito delle libertà è tornato al capolinea, sempre nel capoluogo campano.

Guerre di dossier contro il candidato governatore designato, clan infiltrati nel partito,  mandati d’arresto al coordinatore regionale, giunte provinciali inconsistenti, candidature di facciata di Ministri, giunte regionali immobili che a distanza di 2 mesi perdono pezzi, affiliati alla nuova loggia P3 indagati per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi. Di tutto.

A testimonianza dello caos del Pdl campano di questi giorni ecco come si presentava oggi la pagina del sito ufficiale Pdl Campania, solitamente piena di aggiornamenti e dichiarazioni quotidiane da parte dei big del partito:

Le ultime dichiarazioni diffuse sono dei due politici “di spicco” del Popolo delle Libertà campano, Nicola Cosentino e Luigi Cesaro. Entrambe esprimono soddisfazione per l’arresto del boss camorrista Pagano. Ma da ben 4 giorni niente, non c’è spazio per la soddisfazione nè per commenti sulla vicenda dell’assessore Sica e sul dossier anti-Caldoro (leggi l’approfondimento di Devilpress). Tutto tace. Ma, come recita lo slogan profetico che campeggia sempre sul sito e sembra indicare la via maestra: “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio. Da un male si deve far nascere un bene ancora più grande”. Epilogo di un partito in putrefazione.

A.I.

Pdl, tra bella politica e romanzo criminale – di Fabio Granata (Pdl)

Bondi e Cicchitto contro Bocchino – da Repubblica

Cosentino faccia un passo indietro – Mara Carfagna

Ora ci devono dire chi comanda in Campania – di M. De Marco, Corriere del Mezzogiorno

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