Cesaro “stavolta” è d’accordo con Saviano

“Stavolta non posso che essere d’accordo con Roberto Saviano. Il suo giudizio sul Cardinale Sepe è pienamente condivisibile”. Lo ha affermato questa mattina il Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro.

Lo scrittore, ad una domanda relativa alla vicenda che vede indagato il cardinale Sepe, dicendo: “non mi esprimo sulle vicende che lo vedono coinvolto, aspettiamo l’inchiesta. (…) Per me Sepe è un uomo equilibrato che ha fatto tanto per Napoli”.

Luigi Cesaro, il precario dell’italiano in grado di far trasformare l’ad di Fiat Marchionne nel moschettiere “Melchiorre“, ci tiene a far sapere, con un comunicato stampa, che lui, stavolta, è d’accordo con Saviano. L’affermazione, sempre che il senso delle parole formulate dal presidente della Provincia di Napoli concidano con il suo pensiero, fa presupporre che raramente Cesaro abbia condiviso le parole o i libri dello scrittore napoletano autore di Gomorra.

Ma un qualsiasi uomo delle istituzioni locali, di destra o di sinistra che sia, non dovrebbe essere sempre al fianco di quei giornalisti e scrittori coraggiosi che lottano contro il muro di omertà che avvolge le criminalità organizzate, magari tutelandoli e proteggendoli? Forse Cesaro ha perso una buona occasione per tacere o almeno per evitare di rimarcare la distanza siderale che separa lui e Saviano. E, leggendo leggendo la biografia (giudiziaria) del politico Pdl, si può chiaramente comprendere il perchè:

Nel 1984 Luigi Cesaro fu arrestato nell’ambito di un blitz contro la “Nuova Camorra Organizzata” di Raffaele Cutolo. La vicenda giudiziaria è descritta precisamente in un’inchiesta de “l’Espresso”. In sede d’appello, aprile 1986, Cesaro venne assolto per insufficienza di prove; decisione confermata dalla Corte di Cassazione (presieduta dal giudice Corrado Carnevale) per non aver commesso il fatto.

Nel settembre 2008, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo indica in Luigi Cesaro “un fiduciario del clan Bidognetti”. Il procedimento giudiziario è tutt’ora in corso. A proposito dei suoi coinvolgimenti nell’ambito del maxi-processo per lo scandalo dei rifiuti in Campania Cesaro, in un’intervista rilasciata a “Il Giornale”, Cesaro afferma la sua estraneità ai fatti contestatigli nelle indagini sugli intrecci tra camorra e amministrazioni nell’affare rifiuti.

A.I.

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    • Papalla
    • 24 giugno 2010

    e bravo il camorrista. è d’accordo con Saviano solo quando gli conviene. l’elettorato napoletano si merita una tale umiliazione?

  1. Ricordiamoci che quest’uomo si è guadagnato l’ammmirazione del Presidente del Consiglio inviandogli 20kg di mozzarella alla settimana. Mentre l’ammirazione del coordinatore Cosentino ce l’aveva già, anzi più che ammirazione io parlerei di una comunanza d’interessi, una fratellanza quasi, proprio come se si fosse in una famiglia. Una grande famiglia

  1. 6 settembre 2010

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