Sclerosi multipla, presto il metodo Zamboni in Campania

Presto anche la Campania potrebbe avviare la sperimentazione del metodo Zamboni (aggiornamento ottobre 2010) per il trattamento della sclerosi multipla, trattamento che rappresenterebbe una nuova cura per gli ammalati. Dopo Marche, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna è attesa a breve una decisione del Comitato etico campano per il via libera all’applicazione dell’innovativa ricerca. Studio definito rivoluzionario dai medici di casa nostra che hanno studiato il metodo; ricerca la cui efficacia è ancora tutta da dimostrare scientificamente secondo i neurologi.

Il professor Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’Università di Ferrara, propone, in team con il neurologo Fabrizio Salvi e con Roberto Galeotti, radiologo interventista, un approccio radicalmente innovativo per la comprensione, diagnosi e terapia della sclerosi multipla: attraverso un approccio multidisciplinare alla malattia hanno scoperto una stretta correlazione tra SM e la presenza di stenosi nelle vene del collo e del torace dei malati. Queste malformazioni congenite si possono disostruire mediante un piccolo intervento di angioplastica con l’applicazione di uno stent. Secondo i dati del professor Zamboni in seguito all’operazione vi sono indubbi benefici sul decorso della sclerosi multipla. L’approccio innovativo sta nell’introduzione, nella fase di diagnosi, di un particolare esame ecodoppler. Attraverso quest’esame è possibile stabilire se nel paziente si è verificato un deposito ferroso nei vasi sanguigni del cervello causato dall’irrigidimento di alcune valvole che si trovano all’interno delle vene della corteccia celebrale. Quella che viene definita in medicina CCSVI, insufficienza venosa cronica cerebrospinale. Secondo il dottor Marcello Mancini, dopplerista del Cnr, che fa parte di un team presieduto dal professor Vittorio Iaccarino e dal dottor Brunetta, c’è un riscontro nella correlazione CCSVI e SM più elevato del normale nei pazienti affetti da sclerosi. Il dottor Mancini invita alla prudenza “allo stato attuale della sperimentazione ritengo che l’elemento vascolare può essere un fattore importante nella sclerosi, come emerge dagli studi effettuati finora, ma non l’unico: possiamo definire l’SM una malattia polifattoriale”. Mancini afferma che dalla sperimentazione svolta dalla Federico II e dal Cnr emergono elementi rilevanti. La sperimentazione infatti andrà avanti e diversi suoi collaboratori durante questo mese seguiranno un corso con il professor Zamboni, proseguendo poi la formazione qui in Campania. Come spiega il dottor Mancini “l’applicazione del metodo Zamboni non richiede apparecchiature dedicate, ma una preparazione molto specifica, motivo per cui la sperimentazione procede lentamente. Questa fase – spiega il dopplerista – in Campania dovrebbe concludersi tra un anno, un anno e mezzo”. Nel frattempo il team di Mancini e Iaccarino attende che il Comitato etico del Secondo Policlinico dia il via libera al Protocollo elaborato dalla task force riguardante la fase “interventistica”. La comunità dei neurologi, rappresentata dal professor Gioacchino Tedeschi, resta scettica: “Non prediligo il metodo farmacologico, però sostengo che prima di dire che esiste un approccio moderno e che funziona va documentato scientificamente. Il 27 giugno saranno presentati i dati di uno studio effettuato da 15 centri di ricerca, ma esistono già due studi che fanno riscontrare percentuali più basse di correlazione tra CCSVI e SM”. Pur riconoscendo che l’intervento è scevro da rischi, Tedeschi sottolinea “l’assoluta importanza delle terapie farmacologiche. Il Tysabry ad esempio è un farmaco efficace all’80% e ci stiamo battendo affinché i pazienti campani possano avere lo stesso accesso al farmaco di quelli lombardi”.

Quella dei farmaci è una questione dibattuta sia per la loro funzione non curativa ma stabilizzante della malattia, che per i gravi effetti collaterali del farmaco, come il possibile insorgere della LMP, grave infezione virale che colpisce il cervello e può causare la morte. Inoltre il costo del Tysabry è di 2950 euro a fiala. Ogni paziente deve fare almeno un ciclo di terapia che, secondo il professor Iaccarino “costa alla sanità fra i 20 mila e gli 80 mila euro l’anno. Con il metodo Zamboni invece parliamo di una spesa di mille euro”. Il professor Iaccarino, promotore della task force napoletana, è uno dei più convinti sostenitori del metodo Zamboni. Lui stesso afferma di aver ottenuto risultati positivi, cioè di recupero di buona parte delle funzioni motorie e sensoriali, in 3 pazienti su 4 operati di persona. “Va precisato – spiega Iaccarino – che questa metodologia non è efficace su tutti i pazienti. Gli studi che stiamo facendo serviranno a definire la categoria a cui questa operazione servirà. Mi sono fatto promotore della sperimentazione ufficiale e nei prossimi giorni, il Comitato etico del Secondo Policlinico dovrà darci una risposta. Sarò sincero, sono pessimista sulla possibilità che la comunità scientifica accetti velocemente questo metodo. Sono inoltre arrabbiato con i neurologi e con il modo con cui li vedo trattare i pazienti”. Al di là delle polemiche della comunità scientifica i pazienti campani, circa 7mila, sperano solo che si trovi una cura che realmente permetta la loro guarigione.

Alessandro Ingegno, Luca de Berardinis

da Corriere del Mezzogiorno

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    • modula stefano
    • 28 giugno 2010

    Sono marito di una malata di sm ormai da piùdi vent’anni stiamo facendo terapia chelante a taranto vorremmo sapere se qualcosa in puglia più precisamente a foggia se avremo anche noi la possibilità di avere la speranza di riuscire a sconfiggere questa malattia grazie di tutto vorrei sapere se è possibile venire in campania per fare l’operazione aiutateci che il tempo stringe e tra un po si perde anche questa speranza
    Mia moglie ha solo 42 anni

  1. Ciao Stefano, personalmente quello che ti consiglio è di informarti su quali regioni hanno già approvato la sperimentazione e l’applicazione del metodo Zamboni (in Emilia sono già state effettuate alcune operazioni) e metterti in lista d’attesa. In Campania, come scritto nell’articolo, i tempi saranno più lenti ma se dovesse essere approvato dal comitato etico ti conviene metterti in lista anche qui. Tieni presente però che la tecnica del professor Zamboni non è risolutoria sulla totalità dei malati di Sm, ma solo su alcune categorie. Per sapere se si rientra in queste categorie è necessario fare un’esame ecodoppler “particolare” come definito da Zamboni. E questo esame si può effettuare solo dove la sperimentazione è già partita.
    in bocca al lupo.

    • antonio spinelli
    • 22 agosto 2010

    se non sbaglio nel 1871 Mazzini ha combattuto per l’unità d’Italia e invece sembra che quest’unità è valida solo per alcune parti …ma tutte queste riforme a che cazzzzzzo servono ? sono anch’io affetto da 20 anni …cerchiamo di darci una mossa l’operazione è abbastanza semplice e a basso costo…lasciamo stare questi veleni farmaceutici (che oltretutto hanno miriadi di effetti collaterali) e lavoriamo di piu’ con la natura curandola e rispettandola se vogliono unaltro 1789 siamo sulla strada giusta!!

    • Salvo Capizzi
    • 7 ottobre 2010

    ditemi dove posso fare l’intervento sara’ meno doloroso delle punture a giorni alterni e molto nebo doloroso delle prese in giro che ricevo tutti i giorni e di essere chiamato disabile
    c’è questa scoperta rendetela attiva negli ospedali italiani e smettela di pensare solo a voi

  2. Caro Salvo che io sappia l’operazione in Italia al momento viene fatta in emilia Romagna ma la lista d’attesa è ovviamente molto lunga. so di persone che sono andate a fare l’operazione in polonia e in Bulgaria con risultati positivi.

    • giuly
    • 7 ottobre 2010

    ciao,sono giuliana e anche io affetta da 3 anni da sclerosi multipla e con tre bambini da seguire ho fatto il mitoxantrone x quasi 1 anno e dopo nausee varie punture x interrompere il ciclo ora da un anno di stabilità comincio a risentire formicolio e ho paura,vorrei provare a fare questo intervento ma non so come mettermi nelle liste di attesa e onestamente sono stanca di vedere politici che incassano e se ne fregano di tutto e di tutti vorrei vedere se avessero loro una figlia malata!!!!!!!

    • truffe
    • 7 ottobre 2010

    Chissà come mai i grandi quotidiani, se escludiamo l’informazione locale, non si sono occupati di una scoperta tanto importante per gli ammalati quanto rivoluzionaria (come viene giustamente riconosciuto all’estero). il dubbio è che i poteri forti farmaceutici non solo facciano pressione sulla classe dei neurologi ma anche su quella dell’informazione per evitare che si diffonda troppo la notizia. per fortuna che c’è internet a salvarci da questo paese di cannibali.

    • silvestro lucia
    • 11 ottobre 2010

    ciao mi chiamo LUCIA ho 37 anni e sono malata di SM da 8 anni vorrei sapere quali caratteristiche ci vogliono per entrare a far parte del protocollo ZAMBONI in quanto sono già in cura al 2°POLICLINICO DI NAPOLI con il DOTT. VINCENZO brescia morra.

  3. SALVE SONO GIOVANNI DETTORI VIVO DA CIRCA 10 ANNI IN BULGARIA ,SOFIA DA CIRCA UN ANNO HO PARLATO DI QUESTA POSSIBILITà DI POTER FARE QUESTO INTERVENTO IN BULGARIA,MA NON VORREI FARE NOMI DEI NOSTRI ILLUSTRI MEDICI CHE ATTUALMENTE CURANO QUESTA BRUTA MALATTIA COL VECCHIO SISTEMA ,E PUR SAPENDO CHE L,UNICO SISTEMA E FARE QUESTO INTERVENTO CONTINUANO A PRENDERE IN GIRO TANTISSIMI PAZIENTI,PURTROPPO SAPIAMO CHE IL BISNES DELLE CASE FARMACEUTICHE E TALMENTE COSI GRANDE TANTO DA FAR TACERE TUTTI E FAR MORIRE TROPPE PERSONE ,COMUNQUE CHI E INTERESSATO A FARSI CURARE IN BULGARIA SONO A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER POTERVI DARE ASSISTENZA E TUTTO QUELLO CHE AVRESTE BISOGNO ,LA DEGENZA E VERAMENTE COSI BREVE E LA GUARIGIONE E GARANTITA PER QUALSIASI INFORMAZIONE SCRIVETEMI E SARO A VOSTRA DISPOSIZIONE.

  4. sono gaetana gala sto facendo ricerca x aiutare ragazzo bulgaro ,ma stupore scoprire che li ha più possibilità,mi dite chi deve contattare nel suo paese è urgente …

  5. ho urgenza di contattare il dott GIOVANNI DETTORI SOFIA BULGARIA aiutatemi x favore è urgente grazie

      • Ser
      • 8 marzo 2015

      Questo è il messaggio per intero di Dettori:
      SALVE SONO GIORGIO VIVO DA CIRCA 10 ANNI IN BULGARIA ,SOFIA DA CIRCA UN ANNO HO PARLATO DI QUESTA POSSIBILITà DI POTER FARE QUESTO INTERVENTO IN BULGARIA,MA NON VORREI FARE NOMI DEI NOSTRI ILLUSTRI MEDICI CHE ATTUALMENTE CURANO QUESTA BRUTA MALATTIA COL VECCHIO SISTEMA ,E PUR SAPENDO CHE L,UNICO SISTEMA E FARE QUESTO INTERVENTO CONTINUANO A PRENDERE IN GIRO TANTISSIMI PAZIENTI,PURTROPPO SAPIAMO CHE IL BISNES DELLE CASE FARMACEUTICHE E TALMENTE COSI GRANDE TANTO DA FAR TACERE TUTTI E FAR MORIRE TROPPE PERSONE ,COMUNQUE CHI E INTERESSATO A FARSI CURARE IN BULGARIA SONO A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER POTERVI DARE ASSISTENZA E TUTTO QUELLO CHE AVRESTE BISOGNO ,LA DEGENZA E VERAMENTE COSI BREVE E LA GUARIGIONE E GARANTITA PER QUALSIASI INFORMAZIONE SCRIVETEMI E SARO A VOSTRA DISPOSIZIONE.giorgio.coa@tiscali.it

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