B. ha i giorni contati?

“L’attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato assumeva una duplice finalita’: quella di orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, che e’ sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e attuare una vera e propria dimostrazione di forza attraverso azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilita’ ad una entita’ esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l’intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli“. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, parlando a un convegno organizzato a Firenze, in occasione delle commemorazioni per il 17° anniversario della strage di via dei Georgofili, che il 27 maggio 1993 causo’ cinque morti nel capoluogo toscano. “Certamente Cosa Nostra, attraverso questo programma di azioni criminali – ha proseguito Grasso – che hanno cercato di incidere gravemente e in profondita’ sull’ordine pubblico, ha inteso agevolare l’avvento di nuove realta’ politiche che potessero poi esaudire le sue richieste. D’altro canto occorre dimostrare l’esistenza di una intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell’ordine pubblico per agevolare le prospettive di affermazione politica; e l’esistenza di contatti riconducibili allo scambio successivo alle stragi che deve comprendere da un lato l’appoggio elettorale e la richiesta di intervento sulla normativa di contrasto alla mafia, ma dall’altro occorre vedere se la presa d’atto della mancanza di risultati tangibili ha potuto incidere su una deliberazione successiva, quella finale, dell’attentato progettato e per fortuna non realizzato all’Olimpico. Rimangono delle domande – ha concluso – a cui bisogna dare risposta”. ANSA

Il procuratore Pietro Grasso parla quasi apertamente di un golpe che portò alla nascita di Forza Italia.

Mancano solo nome e cognome (e un bel paio di manette) – da Dagospia

Grasso: le stragi mafiose del 93 volevano favorire un’entità politica – da Repubblica

Dubbi tremendi su quelle morti, forse un pezzo dello Stato tradì – di Walter Veltroni

Il Pdl contro Ciampi e Veltroni – da Repubblica

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Berlusconi, Favata e le intercettazioni tra Fassino e Consorte. Il Watergate italiano – da Unità

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