Napoli, coperta la Santa Teresa di Banksy

La famosa rilettura della Santa Teresa del Bernini affrescata di fronte al chiostro di Santa Chiara del più conosciuto esponente mondiale della guerrilla art, l’inglese Banksy, è stata coperta da un murales dalle più che dubbie qualità artistiche. Se si tratti di una inconsapevole ignoranza da parte di qualche para-artista nostrano, in questo caso da considerare doppiamente vandalo, oppure di una copertura consapevole tesa alla ricerca di notorietà indiretta probabilmente non lo si saprà mai, ma non c’è dubbio che il danno derivante dal murales dell’ignoto writer è enorme. Primo perché le opere di Banksy nella città partenopea sono rarissime, e secondo perché hanno anche un notevole valore economico (alcuni artwork del writer sono stati venduti a prezzi che si aggirano intorno ai 100 mila dollari). L’opera di Banksy rappresentava, attraverso la rilettura del dipinto del Bernini, una pungente critica al consumismo: Santa Teresa era raffigurata in posizione stesa con in grembo una coca cola, un panino e delle patatine di Mc Donald. Una vera e propria estasi consumistica più che mistica.

L’artista inglese oltretutto era stato attento a non imbrattare gli elementi in piperno incassati nel muro, facenti parte del vecchio tracciato greco napoletano, limitandosi a disegnare sulle aree di intonaco circostanti. Il vandalo nostrano invece, oltre alla copertura, è stato in grado di fare di peggio: la scritta a caratteri cubitali ricopre ance le parti archeologiche della parete di via Benedetto Croce.

Napoli però non è l’unica città dove le opere di Banksy vengono bistrattate, volutamente o per errore: nel settembre 2009 un murales disegnato dall’artista di Bristol su un palazzo londinese, utilizzato anche per la cover della canzone Crazy Beat del gruppo inglese Blur, aveva avuto la stessa sorte della Santa Teresa. In quel caso però i colpevoli furono degli operai inconsapevoli del valore economico e simbolico dell’opera che si accingevano a distruggere.

L’estasi di Banksy per fortuna non era l’unica opera del writer di Bristol presente sui muri di Napoli: ancora intatta, e magari da preservare, la madonna disegnata in piazza Gerolomini.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

e Corriere.it

Writer pentito: “Ho coperto Banksy per errore. Chiedo scusa” – da Corriere del Mezzogiorno

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    • FmI000
    • 26 maggio 2010

    Ma come si fa ad essere così dementi? meriterebbe il carcere questo fallito. Spero che almeno si scusi pubblicamente e ammetta la propria ignoranza

    • dustysteve
    • 28 maggio 2010

    trovo ridicola questa difesa della street art dell’ultima ora: Banksy in quanto street artist sa che quello che fa è destinato a scomparire, o a essere coperto da qualcos’altro, come avrà fatto anche lui in passato con qualche lavoro altrui. ridicola la valutazione economica del pezzo di Banksy, comunque: se alcune opere sono state vendute a cifre “intorno ai centomila dollari” (complimenti per la precisione Alessandro Ingegno) non significa che questa valga questa cifra. il valore delle sue opere nascono dalla sua matrice illegale, ed è giusto che rimangano tali. e se volete che nasca un Banksy italiano non chiamate artista uno e vandalo l’altro, Banksy non apprezzerebbe

    • Lettore_1116733
    • 28 maggio 2010

    C’è una notevole differenza…tra un artista come Bansky o come i creatori di murales e i writers che, coscienti della propria totale inutilità a questo mondo, della propria nullità, del proprio vuoto assoluto, devastano gli arredi urbani con le bombolette spray, scrivendo deficientemente il proprio tag. In Sardegna abbiamo paesi museo, come San Sperate o Orgosolo, che sono giustamente famosi al mondo per i murales. Gli italiani sono i migliori restauratori del mondo: spero che riescano a salvare anche quest’opera. Una domanda al sindaco Bassolino: le nostre città sono coperte a tappeto da videocamere: possibile che proprio davanti ad un’opera di Bansky non ce ne sia una per identificare e sbattere in galera l’imbecille che ha deturpato un’opera d’arte?

    • moscova
    • 28 maggio 2010

    I pirla che sporcano i muri ed i monumenti devono avere lo spazio per le loro “opere d’arte” nei muri interni delle celle carcerarie dopo aver buttato via le chiavi.

    • Topogigio
    • 28 maggio 2010

    la valutazione del graffito di Banksy è una evidente forzatura, magari di qualche titolista, necessaria per sottolineare la differenza tra il writer più famoso del mondo e un poveraccio che imbratta i muri senza curarsi nemmeno dello storico piperno. Concordo con dustysteve sul fatto che se alcune opere di Banksy sono state vendute a cifre che si aggirano intorno ai 100mila dollari questo non significa che la Santa Teresa ne valga altrettanti. Ma potrebbe valerne di meno, così come potrebbe valerne di più, essendo la rilettura in chiave moderna di una splendida opera del Bernini.

  1. Un giornalista napoletano che risponde al nome di Ciro Pellegrino, consapevole che l’argomento avrebbe fatto aumentare le visite, ha ripreso la notizia pubblicata dal sottoscritto relativa alla copertura dell’opera di Banksy sul proprio blog (http://www.giornalisticamente.net/blog/2010/05/28/lipocrisia-di-napoli-banksy-e-larte-liberata/) criticando, senza esserne a conoscenza, le modalità con le quali veniva raccontato il fatto (ipocrita e folle). Essendo io il destinatario della critica mi sono permesso di rispondere sul suo blog alle critiche difendendomi punto per punto. Peccato che il “blogger” abbia moderato la mia risposta, cestinandola. Verrebbe da chiedere al caro giornalista che cosa apra a fare un blog (critico) se poi non accetta il contradditorio oltretutto da parte della persona oggetto delle sue critiche piovute così, dall’alto della polis.
    Pubblico quindi su questo mio spazio libero la risposta sgradita al saccente giornalista, più che blogger, chiaramente di vecchio stampo:

    Caro Ciro Pellegrino, sono Alessandro, l’autore dell’articolo. Ho letto con interesse il tuo parere sul pezzo e non mi stupisce il tono critico. Ma mi permetto di fare un paio di precisazioni. La prima riguarda la valutazione economica dell’opera, un’evidente forzatura giornalistica fatta da qualche titolista in redazione. La mia frase “alcune sue opere sono state valutate intorno ai 100 mila dollari” è diventata “opera del valore di 100mila dollari”. Siccome questo tipo di opere solitamente vengono vendute all’asta il suo valore può essere sia inferiore sia superiore ai 100mila dollari. Giornalisticamente comunque sembra aver funzionato dato che dopo essere stata pubblicata sul Cormez la notizia è stata ripresa da Corriere.it.
    La seconda precisazione riguarda la richiesta di tutela dello stencil di Banksy, la Madonna di piazza Gerolomini: è chiaramente difficile tutelare questo tipo di espressioni artistiche, essendo per natura innanzitutto illegali e soggette all’erosione o al vandalismo di sovrapposizione come nel caso della Santa Teresa. Ma la mia richiesta, provocatoria in quanto impossibile da attuare come hai sottolineato, sembra aver suscitato interesse (come dimostra la petizione appena scoperta online http://www.firmiamo.it/firma-per-banksy ) e soprattutto sembra aver dato finalmente un respiro più internazionale alle noiose riflessioni di questa città sempre troppo avviluppata in se stessa.
    Per quanto riguarda il Banksy pensiero credo sia un’ulteriore forzatura attribuirgli indirettamente una reazione su tutto ciò. Magari più semplicemente se ne sbatte.

    • piktriza
    • 4 giugno 2010

    sono una romana e non leggo il Corriere del Mezzogiorno…la notizia dello scempio non l’avevo ancora sentita, così curiosando qua e là su banksy ho visto il titolo…che orrore…ma ancora più orrore è stato leggere i commenti…Banksy un imbrattatore? permesso? Valore? Addirittura uno diceva “io sono più bravo di lui a dipingere se ti facio la casa tutta grigia”!!! Ma che dite!?! SCHERZIAMO????? L’arte non ha bisogno di permessi e il valore monetario è solo un indicatore per questo sistema economico che tra l’altro è fallito..L’arte è comunicazione di pensiero! E oggi quello che fa banksy è una cosa strordinaria! lui fa quello che nessuno ha il coraggio di fare…DENUNCIA, sputa sul sistema, contro la guerra per il petrolio che avvelena il mondo, contro le multinazionali che ci avvelenano, contro una falsa moralità che ci incatena…e la cosa più straordinaria è che lo fa senza ricavarne un bel niente…nessuno sa chi è e che faccia ha..non lo fa certo per la notorietà, non è writer comune, i suoi non sono dipinti, ma stencyl…uno spazio rubato al cemento non credo possa danneggiare nessuno, se mai arrichisce le nostre città con messaggi di giustizia (per me) e carichi di significati! concludo…Banksy è un grande e chi non lo apprezza..è perchè non lo capisce, è un vero artista…e nell’arte contemporanea ce ne sono davvero pochi, ecco perchè andrebbe preservato..non perchè una sua opera può valere 10 o 100 mila dollari…ma perchè è una rarità! Un’ultima nota sul writer che ha coperto la s.teresa…la sua stupidità non ha eguali..se l’ha fatto per sbaglio..non è degno di lasciare la sua impronta sulla city, banksy ha un segno identificativo fortissimo e lui non conosce l’arte che pratica, se l’ha fatto per notorietà…è ancor più stupido!! nessun pittore si sognerebbe mai di dipingere su un opera di un altro pittore, il rispetto per i talento altrui è fondamentale..tra l’altro ho visto il tag dello scemo e fa schifo!

  2. Ciao Alessandro, sono arrivato solo ora sul tuo blog.
    Leggo che avrei “censurato” un tuo commento, è una clamorosa bugia. Ti sfido a controllare con me i log del database che raccoglie i commenti del mio blog.

    Ho un piccolo spazio in Rete da una decina d’anni, faccio il giornalista da quasi quindici anni, non sono il tipo che va censurando nessuno, non ne ho l’autorità, tempo, la voglia, le capacità. Avresti potuto chiedere ai tanti amici che scrivono sul Cormezz e sulla sua versione web e ai quali mi lega un rapporto di stima reciproca.

    Per la questione graffiti, resto della mia idea, ma è un fatto marginale, l’importante era ristabilire la verità dei fatti rispetto ad una accusa: non ho mai censurato un tuo commento.
    ciao

  3. Caro Ciro, io non metto in dubbio la tua buona fede ma il mio commento al tuo post non c’è! pur avendolo lasciato un paio di volte se non ricordo male. l’ho inserito nuovamente, se non compare allora significa che c’è qualche problema tecnico.

  4. Banksy intervistato dal Sun, “In his own words”:

    http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/features/3124787/Banksy-in-his-own-words.html

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