Processo di Firenze sullo smog: tutti assolti, da Martini a Domenici

L’ex presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, l’ex sindaco del capoluogo toscano, Leonardo Domenici, e altri dodici amministratori sono stati assolti al processo di Firenze sullo smog. Per il Tribunale di Firenze assolti gli imputati “perché i fatti non sussistono”.

L’ex presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, l’ex sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e altri dodici amministratori sono stati assolti al processo sulle Pm10 ”perche’ i fatti non sussistono”. Questa la decisione del Tribunale di Firenze, al termine di una trentina di udienze.

Per Martini e Domenici (imputati dei reati di getto pericoloso di cose e di rifiuto di atti d’ufficio sotto il profilo omissivo) il Pm Giulio Monferini aveva chiesto 8 mesi e 5 per tutti gli altri imputati, sindaci e assessori di cinque Comuni della cintura fiorentina (Scandicci, Sesto, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano) in carica e non.

Secondo la Procura di Firenze, gli amministratori regionali e comunali avrebbero omesso di attuare misure per la protezione della salute dei cittadini, ”malgrado il flusso dei dati di rilevamento della qualita’ dell’aria imponesse con urgenza e senza indugio di provvedere per rimanere nei limiti di emissione massima consentiti”. Le motivazioni della sentenza arriveranno in 90 giorni.

“Una sentenza pilota per l’intera Unione” secondo l’avvocato Bevacqua, legale dell’ex presidente della regione Toscana Claudio Martini, il quale ha spiegato che “un terzo della composizione del Pm10 è da attribuire a un contributo naturale e che l’inquinamento non deriva soltanto da fonti locali ma anche transfrontaliere. Quindi regione e comuni non possono governarli da soli ma serve una serie di misure che integrino i livelli locale, regionale, nazionale ed europeo”. Le responsabilità degli amministratori locali non sarebbero accertabili in quanto dipendenti anche da fonti lontane dai territori amministrati dagli imputati. Tesi quindi molto vicina a quella sostenuta dal Ministro Matteoli durante la sua deposizione in qualità di teste il 14 dicembre scorso, quando arrivò a paragonare, o confondere, le Pm10 con la CO2 scaricando le colpe all’estero. E il Tribunale sembra avergli creduto e non ha individuato nessun colpevole tra gli amministratori locali.

Non è quindi chiaro come il Codacons, parte civile al processo, possa ritenersi “soddisfatto”, come ha commentato Silvia Bartolini, rappresentante dell’associazione di consumatori per il semplice fatto che “il problema dello smog è stato posto all’attenzione anche attraverso un procedimento di carattere penale”.

da Ecodallecittà

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