Vesuvio e Ischia, “le frasi di Bertolaso non hanno nessun fondamento”

“Le frasi pronunciate ieri da Bertolaso non stanno né in cielo né in terra” commenta così il professor Sandro De Vita, vulcanologo e primo ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano, l’allarme lanciato ieri dal capo della Protezione Civile.

“Leggevo questa mattina le dichiarazioni di Guido Bertolaso e sono rimasto a dir poco sorpreso – dice il professor De Vita –, spero che siano stati i giornali a riportare erroneamente quelle frasi su Ischia e sul Vesuvio”. “Il vulcano che potenzialmente ha il colpo in canna è Ischia. L’ultima eruzione di Ischia risale al 1300 ma il monte Epomeo è cresciuto in altezza di 300 metri. Si sta caricando la camera magmatica che potrebbe in futuro provocare un’eruzione”, aveva dichiarato Guido Bertolaso.

“L’Epomeo non è un vulcano – dichiara De Vita –, è un campo vulcanico prodotto dalla deformazione all’interno della caldera che si è sollevata e ha raggiunto i 780 metri sul livello del mare, ma non vi è assolutamente alcun motivo di temere un’eruzione”. Per quanto riguarda il Vesuvio la sua pericolosità è nota in tutto il mondo, ma “non ci sono assolutamente segnali di ripresa dell’attività vulcanica. Così come non ve ne sono per nessuno dei vulcani dell’area napoletana” sostiene il professor De Vita. “Sono d’accordo solo sulla questione dei piani di evacuazione, la cui organizzazione però spetta al Consiglio dei Ministri e alla Protezione Civile, ma parlar di pericolo imminente è assolutamente fuori luogo”.

Resta comunque da capire il perché di tanto allarmismo da parte di Guido Bertolaso che, ricordiamo, fa parte dello stesso governo che venerdì scorso ha approvato il condono “salva costruzioni abusive”, di cui le pendici del Vesuvio sono tempestate.

Evidentemente è periodo di allarmi vulcanici: esattamente un mese fa il collega di Bertolaso, Enzo Boschi, lanciava il pericolo tsunami nel Tirreno causato da un possibile cedimento delle pareti del vulcano sottomarino Marsili, in seguito ad un’eruzione. Ipotesi smentita prontamente dall’Università di Vulcanologia di Bologna. Dopo l’allarme però sono stati stanziati da Palazzo Chigi 10 milioni di euro per il monitoraggio dei vulcani sottomarini vicini alle coste italiane.

La redazione di Xcittà vuole però sottolineare un’altra strana coincidenza: nelle stesse ore in cui si lancia l’allarme vulcani a Napoli giungono gli ispettori dell’Ue per verificare la funzionalità dell’impianto di Acerra e l’idoneità del sito di Chiaiano come discarica. Queste scelte – la cui correttezza saranno gli stessi ispettori a valutare – sono imputabili proprio a Guido Bertolaso.

da Xcittà

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