”Non avevo ancora capito cosa fosse la Lega”, Sandro Ruotolo

Conoscevo la Lega romana, ma non avevo mai capito cosa fosse veramente la Lega nel suo territorio”. Il giorno dopo la diretta per Annozero da Adro, il paese del bresciano che ha lasciato fuori dalla mensa scolastica i bambini le cui famiglie non pagavano la retta, Sandro Ruotolo è ancora scosso.

E’ stata una diretta difficile la sua, dalla mensa incriminata, piena di mamme italiane livide di rabbia nei confronti delle mamme immigrate, che cercavano di difendersi, e col sindaco di Adro, Oscar Lancini, che rivendicava l’operato leghista della sua amministrazione con atteggiamenti intimidatori e repressivi. “Il clima era tesissimo – spiega Ruotolo – le donne italiane non volevano che le immigrate portassero alcune amiche. Nei fuorionda il sindaco era arrabbiato per come stava andando il dibattito in studio. Io gli ho detto: ‘Guardi che siete tre contro tre (in studio c’erano il ministro Carfagna e l’onorevole Della Vedova per il Pdl, Civati, Renzi e Serracchiani per il Pd, ndr). Lui mi ha risposto: ‘Sono cinque contro uno, noi cosa c’entriamo col Pdl?’ Ho capito l’uscita di Bossi di oggi (ieri, ndr)”. “Nei due giorni precedenti alla trasmissione – prosegue Ruotolo – ho incontrato il segretario bresciano della Cgil e i volontari di una onlus che mi hanno raccontato cose pazzesche di quello che succede da queste parti. Si va dal bonus bebè riservato ai figli di italiani, alle case popolari negate agli immigrati, alle variazioni sull’iscrizione anagrafica. Tutti provvedimenti contro i quali il sindacato ha presentato ricorsi”. E’ molto stanco, Ruotolo, l’adrenalina accumulata nella serata di giovedì gli ha fatto passare una notte difficile: “Ho verificato di persona cos’è l’allarme per la coesione sociale. Valori come la solidarietà, il rispetto per gli altri, rischiano di venir meno a causa dell’acuirsi della crisi economica”. Eppure sacche di razzismo nel nord-est ci sono sempre state. Ora, però, c’è qualcuno che cavalca e strumentalizza quei malumori, che fino a vent’anni fa si potevano esprimere solo al bar della piazza. “Abbiamo fatto vedere quanta ricchezza portano gli immigrati al nostro Paese – prosegue l’inviato di Annozero – quanti anziani possono godere della pensione grazie al lavoro di quelle persone. Ma è una guerra tra poveri, dove c’è chi è povero e chi lo è di più. C’è sempre un sud del sud. Nel programma della Lega si legge: prima ai nostri, e poi anche agli altri. Le donne immigrate sono invece venute a ribadire, con estrema dignità, che il diritto è uguale per tutti”.

Ruotolo è rimasto molto colpito dall’attacco compiuto dalle mamme alla signora Graziella, la responsabile (volontaria) della mensa di Adro: “Non me lo aspettavo, mi ha ferito molto. In 22 anni di lavoro con Santoro non mi sono mai permesso di esprimere una mia opinione durante i collegamenti, e giovedì sera mi sono dovuto trattenere. Nessuno ha aggredito me, ma sono rimasto sconvolto dalle aggressioni cui ho assistito. Ho cercato di rimanere freddo, ma credo si sia notato anche da casa che ero in difficoltà”. L’ha notato anche Santoro, che gli ha chiesto di essere più fermo nel concedere il microfono.

da Il Fatto Quotidiano

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