Lega medievale: meno diritti per tutti

Quella delle ultime elezioni regionali rischia di diventare una data memorabile (in senso negativo) nella storia dei diritti civili: dopo Roberto Cota, (il quale vule anche revocare il patrocinio del Piemonte al Gay Pride) neo eletto governatore del Piemonte, anche Luca Zaia, suo compagno di partito in Veneto, chiude la porta alla RU486 (presente sul mercato francese dal 1988!); il tutto mentre l’alleato Stefano Caldoro si accoda in Campania, Gasparri dà dei piazzisti dilettanti a quelli dell’AIFA (ed implicitamente a tutte le agenzie del farmaco europee, che hanno adottato delibere analoghe anni prima), e Monsignor Fisichella sancisce ufficialmente l’accordo con la Lega Nord a suon di piene condivisioni.

Insomma, gente, per i terroni, le donne, gli immigrati e gli omosessuali i tempi difficili erano già arrivati da un bel po’, ma adesso si prospettano tempi durissimi. Chi saranno i prossimi? niente di più facile che tocchi proprio a voi.

E’ evidente che dopo le dichiarazioni-indicazioni pre-voto di Bagnasco la Chiesa sia passata a chiedere il conto nelle varie regioni vinte dalla destra. Non bastava aver insabbiato nei media italiani lo scandalo sollevato dal New York Times sui preti pedofili? Buona involuzione civile a tutti.

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