Giovani universitari, ”studiate al sud, ma cercate lavoro al nord”

A pronunciare queste parole è Luigi Verolino, direttore dell’Orientamento al lavoro Sof-Tel della Federico II. Dopo la notizia dell’Università Orientale di Napoli che offre ai propri laureati stage come commessi nei negozi, il desolante quadro del post-università al sud sembra aver finalmente attirato la dovuta, anche se tardiva, attenzione.

Xcittà cerca di andare oltre le proposte di stage che l’Orientale offre ai propri laureati, da alcuni presa come un’offesa alla propria cultura maturata negli anni di studio, da altri invece bollata come un segno dei tempi.

I problemi principali dell’accesso al mondo del lavoro denunciati dai giovani universitari sono: scarsa informazione sulle reali opportunità che una facoltà offre loro alla fine del percorso di studi (tutte le facoltà hanno una “guida dello studente” dove si indicano gli sbocchi lavorativi, la “guida” dell’Orientale prevedeva “stage come commesso”?), scarsa assistenza post-laurea; inesistente affiancamento del mondo lavorativo a quello universitario, che dovrebbero invece viaggiare di pari passo. Per comprendere meglio questa realtà Xcittà ha intervistato il Direttore di Sof-Tel, il servizio orientamento della Federico II, Luigi Verolino: “In quanto Federico II noi offriamo stage durante e dopo la laurea, grazie ad aziende accreditate con le quali abbiamo firmato protocolli d’intesa. Il problema del post laurea è noto a tutti. Io solitamente – dichiara il direttore – tendo a suddividere le lauree in forti e deboli: le lauree forti sono economia e ingegneria, con una percentuale di occupati post-stage quasi del 100%; le lauree deboli invece hanno una percentuale di occupati post-stage del 30%. Sono percorsi di studi, soprattutto umanistici, che richiedono un tempo molto più elevato per l’inserimento nel mondo del lavoro”.

Andate al nord – “Quello che mi sento di consigliare – conclude Verolino – ai nostri giovani è: studiate e formatevi al sud, ma subito dopo la laurea trasferitevi al nord, dove le nostre intelligenze vengono valorizzate, dove c’è più mercato”. Se a rassegnarsi, in primis, sono proprio gli addetti ai lavori, significa che per i giovani laureati del sud, è il caso di dirlo, la linea Gustav non è mai scomparsa.

Alessandro Ingegno

da Xcittà

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