Smog a Napoli: alla ferrovia gli sforamenti più alti

La città di Napoli ha esaurito i 35 giorni di livelli di Pm10 oltre i 50 microgrammi previsti dall’Unione Europea. A Napoli la soglia limite dei superamenti è stata raggiunta il 12 marzo dalla centralina Ferrovie dello Stato – nel frattempo giunta a quota 36 – la quale ha registrato per tutti questi giorni livelli di polveri sottili oltre i 50 u/g, raggiungendo anche picchi di inquinamento elevato (tra i 101 e i 150 microgrammi). Napoli però, pur raggiungendo città come Torino, Milano, Roma, Pescara e tante altre del centro-nord in questa particolare gara a chi inquina di più, migliora il proprio rendimento rispetto allo scorso anno: nel 2009 infatti il bonus si esaurì il 24 febbraio, raggiungendo poi un totale di 176 superamenti durante l’intero anno. Va però precisato il cambiamento della modalità di calcolo dei giorni di superamento: mentre fino all’anno scorso l’Arpac considerava i dati cumulabili delle varie centraline – bastava cioè che una centralina qualsiasi superasse il limite di 50 u/g per sommare quel dato giorno al calcolo totale dei superamenti –, dal 2010 invece il dato non è più cumulabile e i superamenti vengono considerati centralina per centralina, come avviene da sempre nelle altre agenzie regionali. Se si fosse utilizzato il metodo uniforme alle altre Arpa anche l’anno scorso, il limite dei 35 giorni sarebbe stato raggiunto il 3 marzo 2009, e non il 24 febbraio. Se, al contrario, nel 2010 l’Arpac avesse continuato ad utilizzare lo stesso criterio di calcolo cumulativo, il bonus dei 35 giorni si sarebbe esaurito una settimana fa. Questo significa comunque che rispetto al 2009 si registra un lievissimo miglioramento dei livelli di polveri sottili immesse nell’aria che respiriamo.

Secondo l’assessore comunale all’ambiente, Gennaro Nasti, “non è il caso di parlare di città fuorilegge; grazie alla Ztl più grande d’Italia infatti il livello d’inquinamento rispetto allo scorso anno è diminuito sensibilmente. Il problema – spiega l’assessore – è che in questo ambito vanno presi dei provvedimenti per macroaree, per questo un anno fa abbiamo ottenuto dalla giunta regionale l’approvazione di un piano contro l’inquinamento, ma il piano giace in consiglio regionale in attesa di discussione, che non avverrà prima delle elezioni”. Come avevano spiegato su queste pagine un mese fa, e come è emerso dall’inchiesta del Notiziario online Ecodallecittà.it, le principali fonti di inquinamento da Pm10 in città sono, nell’ordine: il porto di Napoli, gli impianti residenziali e i veicoli. Se, oltre alla Ztl più vasta d’Italia – la quale necessita di più rigorosi controlli da parte dei vigili – si procedesse con l’elettrificazione del porto e severi controlli sulla conformità energetica delle strutture pubbliche e private, i miglioramenti dell’aria che respiriamo sarebbero consistenti oltre che auspicabili, visto che andiamo incontro alla stagione calda.

Dal punto di vista della normativa anche se Napoli ha esaurito il suo bonus è presto per considerare l’ipotesi di apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Ue: l’Unione Europea infatti considera il problema per macroaree e sul piano nazionale, valutando più anni, piani di risanamento, medie dei superamenti. Non è quindi parlandone per spot, o circoscrivendolo a determinate aree, che si risolve il pericoloso problema dell’inquinamento.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

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