Pm10 “raddoppiato” a Napoli: l’inchiesta di Eco dalle Città / seconda parte

E’ cauto Volpicelli nuovo direttore Arpac. Non c’è ancora un quadro chiaro della questione. Sugli strani valori registrati ad agosto dalla centralina dell’Osservatorio Astronomico, Volpicelli spiega che la presenza di fogliame sulla centralina non avrebbe permesso al deposito di Pm10 di rimuoversi, facendo registrare valori fuori dalla norma.

Seconda parte:

Direttore può dirci perché secondo lei dal 2006 ad oggi, a Napoli, si è registrato questo peggioramento della qualità dell’aria?

Possono essere molte le variabili che influiscono sul fenomeno, possono essere mutate le condizioni meteo-climatiche, ad esempio. Io devo essere sicuro che questa variazione sia imputabile alle variazioni climatiche sempre che tutte le altre variabili siano rimaste immutate, ad esempio che non siano apparsi cantieri, che sia migliorato il parco macchine. Se lo stesso incremento è avvenuto a Napoli come a Milano può significare, ad esempio, che le condizioni antropiche stanno peggiorando (auto, impianti riscaldamento) insieme alle condizioni climatiche. Sarebbe interessante fare questo tipo di raffronto. C’è bisogno di conoscere meglio tutte queste variabili per spiegare il peggioramento della qualità dell’aria registrato dal 2006 al 2009, c’è bisogno di un’analisi molto approfondita che stiamo preparando.

Ma avete delle spiegazioni tecnico-scientifiche?

Anche gli addetti ai lavori hanno difficoltà perché siamo ai limiti delle conoscenze necessarie per comprendere tutti questi fenomeni, ci sono molte cause, compreso il posizionamento delle centraline. Naturalmente si possono individuare degli andamenti ma si devono comprendere le fenomenologie ed analizzarle. L’ultima cosa che si deve pensare è che lo strumento non funzioni, perché quello è verificabile. Riportare quello che non possiamo verificare ad una misura sbagliata ci porta fuori strada. Ci si deve pensare ma ricondurre tutto alle centraline non è corretto per capire la problematica. La frequenza delle tarature di queste 6 centraline viene eseguita in laboratorio ogni 3 mesi, ma ogni giorno la centralina viene verificata per tutto ciò che riguarda il corretto funzionamento.

Abbiamo avviato un’indagine interna con un campionamento delle centraline per verificare il loro funzionamento e stiamo preparando un dossier e stiamo inoltre studiando la possibilità di introdurre impianti di taratura più piccola e più semplice.

A proposito della centralina posizionata all’interno dell’Osservatorio Astronomico, in un’area verde: li ci sono stati picchi elevati che destano qualche sospetto. Come lo spiega?

Le persone che operano in quel settore e rilevano i dati mi hanno fatto il quadro ambientale della situazione della centralina. Il fatto che proprio in quella centralina sia avvenuto il picco più elevato (periodo agosto 2009) induce a riflettere e la riflessione che è stata fatta è che la centralina in quel periodo era ricoperta dal fogliame che non ha permesso al deposito di polveri di rimuoversi. Purtroppo non abbiamo le prove, ma non appena l’impianto è stato interrotto e ripulito, e gli alberi sono stati potati, i dati sono tornati a scendere rispetto ad altre centraline.

Per quanto riguarda la centralina del Vomero ci si è dimenticati di dire che è vero che via Luca Giordano è interdetta al traffico , ma non lo è la perpendicolare, via Stanzione, dove c’è un semaforo. Non a caso i valori istantanei rilevati dalla centralina salgono e scendono continuamente. Anche in quel caso la posizione della centralina è fondamentale. Il punto è che queste centraline danno risposte locali ma risentono di tutto ciò che sta intorno. E’ un discorso che va mediato tra le condizioni che si hanno. Io comunque do la mia disponibilità a farvi un sopralluogo per verificare di persona il funzionamento delle centraline.

Alessandro Ingegno

da Eco dalle Città

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  1. 26 luglio 2010

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