Il punteruolo rosso stimola il confronto democratico cittadino

La storica palma secolare che dalla fine del 1800 sovrastava Piazza Vanvitelli è stata tagliata a causa della malattia che la affliggeva da mesi: colpita dal Rhynchophorus Ferrugineus aveva vita breve. Il triste abbattimento del simbolo del Vomero ha avuto però il merito di risvegliare fior di intellettuali sbadiglianti che da anni non facevano più sentire la loro voce sulle questioni decisive per le sorti della propria città.

Il risultato è stato ammirabile: a sorpresa è nata una discussione cittadina, ovviamente su Facebook – sempre più strumento di pressione sulle amministrazioni locali – con proliferare di gruppi in cui si scontravano i nostalgici della palma, gli ambientalisti e i progressisti rinascimentali. Archiviate per fortuna, ma a fatica, le lacrime dei nostalgici e le proposte di colmare il vuoto lasciato dalla palma con una statua raffigurante lo storico architetto napoletano Luigi Vanvitelli, autore della Reggia di Caserta, di Piazza Dante e del Palazzo Reale solo per citare alcune delle sue opere, al quale tra l’altro è già intitolata la piazza, al comune di Napoli devono aver avuto un’improvvisa illuminazione che in un colpo solo ha avuto il merito di zittire il pollaio virtuale e di ringiovanire l’immagine dell’amministrazione.

Sul suo sito ufficiale il Comune ha lanciato una originale iniziativa democratica: votazione aperta ai cittadini per scegliere la specie di albero da piantare in sostituzione della palma attaccata e distrutta dal punteruolo rosso. Sul sito è possibile visualizzare oltre alle caratteristiche degli alberi in lizza anche la loro immagine proiettata sullo sfondo di Piazza Vanvitelli. L’iniziativa ha riscosso subito un enorme successo con oltre 40 mila visitatori unici in una settimana e oltre 9 mila voti. Al momento l’albero che sembra destinato a sostituire la palma è la Canfora con il 29% delle preferenze.

Iniziativa verde più che lodevole quindi, ma sorge spontaneo un quesito: l’amministrazione comunale riproporrà mai questo tipo di consultazione cittadina anche per prendere decisioni fondamentali che riguardano il futuro della città e della società napoletana?

Alessandro Ingegno

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