Napoli: ricariche telefoniche in cambio di differenziata

Ispirandosi a modelli nordeuropei il quartiere di Chiaia cerca di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti che a Napoli, nel 2009, ha raggiunto il 20%: ricariche per i telefoni cellulari in cambio di rifiuti differenziati. E’ questa l’idea (non poi così tanto originale, ma senza dubbio incentivante) lanciata dalla prima municipalità di Napoli per incrementare la raccolta differenziata in uno dei quartieri più chic e commerciali della città partenopea.

Il progetto, inizialmente solo per la plastica, prevede l’installazione di macchine compattatici le quali, sulla base del quantitativo di rifiuti inserito, rilasciano uno scontrino con un punteggio che darà diritto ad ottenere ricariche telefoniche. “Le compattatrici – spiegano i promotori della I municipalità in una nota – sono state posizionate in alcuni esercizi commerciali del territorio. L’obiettivo è di estendere quanto più possibile questa iniziativa, coinvolgendo tutti i centri commerciali della nostra municipalità”. Le macchine sono state posizionate in alcuni esercizi commerciali del territorio come l’elettroforno di Piazza San Luigi, il Conad di Via Manzoni, il Crai della Torretta a Mergellina, ed i commercianti di Piazza Mondragone.

L’obiettivo dei promotori è ovviamente quello di estendere quanto più possibile questa iniziativa, coinvolgendo tutti i centri commerciali della zona. L’iniziativa napoletana, come detto, si pone così sulla scia di altre realtà già affermate da tempo. L’idea infatti non è nuova.

Già da diversi anni negli Stati Uniti e nei paesi del nord Europa è facile vedere persone che, per racimolare qualche moneta in più, raccolgono bottiglie di plastica o lattine di alluminio nei cestini per poi portarle in queste macchinette computerizzate.

Oltre ai paesi scandinavi dove il credito in cambio di materiali differenziati è ormai una realtà affermata e consolidata da anni, da un po’ di tempo anche l’Ungheria sta facendo piccoli passi avanti: a Budapest è infatti possibile rendere le bottiglie di vetro oramai vuote e ricevere in cambio una piccola somma di denaro.

Recentemente anche ad Atene, città che proprio lo scorso mese è si è ritrovata sommersa dai rifiuti per uno sciopero degli operatori ecologici e per la mancanza di disponibilità dei greci ad ospitare discariche, sono state installate macchine compattatici computerizzate che in cambio di vetro, plastica, carta e perfino batterie scariche erogano scontrini dando diritto a crediti che gli utenti ricicloni possono utilizzare per la spesa. Ma anche in Italia ci sono altre realtà simili a quella in sperimentazione a Napoli.

La più importante iniziativa attivata nella penisola si chiama Ecobank ed è stata sperimentata per la prima volta all’interno del progetto pilota della Regione Piemonte: in soli 5 mesi di attivazione del progetto sono stati conferiti oltre 500.000 imballaggi in PET/ acciaio e alluminio – raccolti nelle due installazioni Ecobank di Alessandria e Valenza. Il test, partito ad inizio 2009, ha riscosso grandissimo successo: 850 mila pezzi tra bottiglie e lattine sono state raccolte dalle macchine automatiche. Visto il riscontro positivo la sperimentazione includerà anche altri comuni a breve.

Nel lungo termine, oltre all’obiettivo di un incremento della cultura del riciclo – fino a poco tempo fa assente nella maggior parte dei cittadini italiani – ottenuto grazie all’incentivo materiale di cui beneficiano i cittadini, si arriverà probabilmente anche all’eliminazione dei vecchi, ingombranti e antiestetici cassonetti della raccolta differenziata.

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it

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  1. dalle notizie del giorno (arresti in lombardia per “disinvolto” smaltimento di sostanze altamente nocive)), e dalle quotidiane notizie di tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illegalmente, direi che la raccolta differenziate in italia serve solo ad agevolare il lavoro di chi dovrà poi seppellire quanto andrebbe riciclato con costi altissimi in struttire inesistenti
    diamo delle ricariche telefoniche anche a loro?

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