Anche in montagna è possibile un turismo sostenibile

Con l’inverno alle porte sono in molti a porsi una domanda importante: è possibile un turismo invernale sostenibile e responsabile? La risposta è sì, anche se gli esempi sostenibili in Italia scarseggiano, e vengono tutti dal Piemonte.

Il turismo invernale sembra, allo stato attuale delle cose, in una fase di profondo ripensamento. Sia da parte dei turisti che da parte dell’offerta turistica cominciano a manifestarsi sempre più spesso sensibilità crescenti rispetto alle questioni ambientali: in primis concentrate sulla qualità dei paesaggi, la gestione dei rifiuti, l’impatto dei complessi sciistici. Di fronte a queste nuove aspettative, alcune località sciistiche o comuni di montagna cercano di individuare delle soluzioni ai problemi del settore. A questo proposito però sembra che l’Italia sia parecchio indietro, ad un punto tale che definire la sostenibilità nel campo del turismo sciistico sembra essere un compito particolarmente difficile.

Il Piemonte rappresenta sicuramente una delle realtà italiane più avanti nel settore del turismo invernale sostenibile: la provincia del Verbano-Cusio-Ossola brilla per acque pulite e insediamenti rispettosi dell’ ambiente, in cui l’impatto dell’ alta stagione si fa sentire, ma con equilibrio.

In questa zona, anche in periodi di alta stagione, la raccolta differenziata raggiunge, record assoluto per il Piemonte, picchi dell’ 80%. La maggioranza delle strutture ricettive adotta almeno una misura di riduzione dell’impatto ambientale: caldaie ad alta efficienza o a biomassa, pannelli solari, ma anche dispositivi per lo spegnimento automatico delle luci, riduttori di flusso per il risparmio idrico e regolatori degli scarichi nelle toilette.

Sarà anche per realtà affermate come queste che Torino è stata, dal 7 al 12 dicembre, la capitale del turismo sostenibile in occasione della TRES, la settimana internazionale del turismo responsabile, iniziativa organizzata da CISV, organizzazione non governativa, in collaborazione con l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR).

La settimana internazionale del turismo responsabile è stata una perfetta occasione per l’incontro tra i tour operator e gli specialisti del settore, i quali si sono confrontati su tematiche come la responsabilità sociale delle imprese, le certificazioni turistiche, il ruolo dei migranti e quello degli enti internazionali nella pro-mozione di un turismo “altro”.

Sempre in Piemonte un’interessante iniziativa che Legambiente propone ogni stagione invernale è Nevediversa: una campagna dedicata all’esaltazione dei paesaggi montani, alla riscoperta della natura e alla valorizzazione di metodi alternativi ai soliti sci e snowboard per conoscere e vivere appieno la montagna, contro il turismo che mortifica le Alpi per proporre una frequentazione della montagna più genuina e meno invasiva.

Passando oltre confine iniziative da prendere a modello non mancano, soprattutto per l’attenzione rivolta allo sviluppo sostenibile del settore sciistico: alcune località francesi, Montgenèvre, Meribel o Avoriaz si interessano alle modalità di gestione dei loro comprensori sciistici, attraverso auditing e certificazioni della qualità; le cosiddette Perle Alpine, Les Gets, Werfenweng, Arosa e le stazioni sciistiche del comprensorio del Rosengarten-Latemar, cercano di ridurre l’impatto ambientale derivante dagli spostamenti dei turisti. Alcuni comuni, come quelli della regione di St. Moritz o Crans Montana, adottano misure per limitare la forte pressione fondiaria e ridurre lo squilibrio tra seconde case e abitazioni principali. Per tutti questi motivi sono indotto a pensare che ben presto, anche in Italia, il livello di sostenibilità rappresenterà il nuovo criterio di scelta delle destinazioni dei turisti, permettendo, alle località invernali a più basso impatto, di acquisire un vantaggio nei confronti della concorrenza.

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it


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