Piccola Italietta ipocrita

Non vi sembra che si stia esagerando? No non mi riferisco al clima di odio che c’è nel paese a livello politico, ma all’enfatizzazione (il Tg1 delle 13.30 di ieri ha dedicato 8 servizi all’accaduto) di un episodio che Silvio Berlusconi avrebbe potuto evitare semplicemente essendo un pò più prudente. Quest’enfatizzazione porta alla solita visione manichea delle posizioni dove o sei a favore o sei contro, o odi o ami, o la pensi come loro o non capisci un cazzo. L’aggressione di ieri in piazza Duomo al primo ministro, dopo la necessaria condanna da parte di tutti e per fortuna con le voci, che si distinguevano dal coro omogeneo, di chi ha ancora un pensiero autonomo (Di PIetro e Rosi Bindi) e riesce a separare la sfera emotiva da quella razional-politica, ha visto i rappresentanti della destra, dal PdL alla Lega, farsi paladini della nonviolenza (loro che mandano i nostri giovani in guerra, loro che fanno le ronde contro gli immigrati, e sempre loro che vogliono picchiare i ragazzi dei centri sociali) e soprattutto farsi maestri nel sentenziare e mistificare tramite una brutale e meschina generalizzazione. I mandanti occulti di un gesto così folle e improvviso secondo loro avrebbero nomi e cognomi ben precisi: sono Santoro, Di Pietro, Travaglio, ma anche gli iscritti ai gruppi contro Berlusconi nei social network, i manifestanti del No B day e, più in generale, tutti coloro che non la pensano come Berlusconi. Insomma l’occasione, fornita sul piatto d’argento dal folle Tartaglia in Duomo, è stata sfruttata al meglio dalla destra che ha fornito il peggio e il meglio di sè, senza dignità e senza pudore alcuno, disorientando qualsiasi senso critico della vicenda senza fare alcuna autocritica, senza un minimo accenno alla violenza dei continui attacchi di cui si rende protagonista in ogni sua uscita pubblica Silvio Berlusconi, per non parlare della continua violenza delle parole e delle politiche promosse dai leghisti. Se c’è un clima d’odio è perchè qualcuno lo alimenta, quindi o si governa bene per far l’interesse comune, oppure si continua a fare finta che esistano solo i buoni e i cattivi, trascinando il paese, per salvare la propria faccia, sull’orlo della guerra civile. I prossimi passi di questo non-senso ipocrita saranno il divieto di contestazione durante i comizi e la schedatura dei social network.

Per concludere vi invito ad ascoltare uno dei nonviolenti riciclati di questi strani giorni che, un anno fa, invitava i padani ad imbracciare i fucili:

Sonia Alfano: niente solidarietà al Premier – da Clandestinoweb

Il triangolo di Tartaglia – da Byoblu

Grottesco – di Marco Cedolyn

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    • gogo
    • 15 dicembre 2009

    Io confesso – di Marco Travaglio

    Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando.
    Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come
    dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci
    anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.
    Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
    Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunettaper dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
    Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare
    falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo diPeter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un
    corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.

    da Ilfattoquotidiano

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