Sentenza Mills, il corrotto e il corruttore

E adesso per Silvio Berlusconi diventa davvero dura. Oggi la seconda sezione della corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per l’avvocato David Mills, il legale inglese accusato di essere stato corrotto dal premier. Tra quindici giorni verranno depositale le motivazioni della sentenza e a partire dal quel momento le difese avranno 30 giorni di tempo per presentare il loro ricorso in Cassazione. Il rischio concreto è insomma che la suprema corte renda definitiva la condanna di Mills prima che il processo bis contro il Cavaliere sia concluso.

Il nuovo dibattimento che vede imputato il capo del governo per corruzione giudiziaria riprenderà prima di dicembre. La difesa farà di tutto per allungarlo a dismisura, ma è scontato che, in caso di un’eventuale decisione della Cassazione negativa per Mills, i giudici decidano nel giro di poche udienze: finchè la legge non verrà cambiata le sentenze definitive nel nostro ordinamento hanno valore di prova. E se Mills è stato corrotto, il corruttore è Berlusconi.

Il premier, insomma, ha bisogno di tempo. Ma 20 mesi, tanti secondo alcuni calcoli lo separerebbero dall’agognata prescrizione, sono pochi per non pensare di incassare almeno un verdetto di primo grado. Per questo i deputati-avvocati del premier sono già al lavoro. Una soluzione, assicurano, la troveranno. Ma è ormai chiaro che, visto con il senno di poi, il Lodo Alfano, anche per Berlusconi, è stato un madornale errore.

da Il Fatto Quotidiano

La spudoratezza del corruttore è inqualificabile, lo sappiamo. Mentre avverte sul nuovo libro zerbino di Bruno Vespa che in cassazione David Mills sarà assolto, mette le zampe avanti: “Anche se sarò condannato non mi dimetterò“. Come non credergli visto che Mills ha già avuto due condanne?

Del resto anche il sindaco berlusconiano di Palermo Cammarata non si è dimesso dopo che due presidenti di seggio sono stati condannati per aver falsificato le schede elettorali, che lo hanno fatto vincere su Leoluca Orlando. I brogli elettorali nel capoluogo siciliano denunciati dal deputato dipietrista sono così confermati.

Anche la sindaca di Milano Letizia Moratti, dopo la condanna della corte dei conti per le assunzioni d’oro non si è dimessa.

da DanieleMartinelli blog

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    • MARTINA
    • 18 novembre 2009

    Ottimo. Zero commenti in questo blog…e se ne intuisce il motivo.

  1. spiegacelo…

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