La sinistra europea riparte da Atene

Dopo sei anni di governo di centrodestra, gli elettori hanno dato la maggioranza assoluta al leader socialista Giorgio Papandreou in cambio della promessa di far uscire il paese dalla crisi senza nuovi sacrifici. E con la sua vittoria il Pasok lancia anche un messaggio di speranza al centrosinistra europeo in crisi. Lo scarto tra i due principali partiti è di quasi l’8%.  Sconfitto il premier uscente Karamanlis, su di lui pesano le accuse di cattiva gestione della crisi economica, di essere il colpevole del disastro incendi di fine agosto alle porte di Atene(la zona di verde andata bruciata era destinata a diventare una discarica) e di corruzione a favore della lobby dei costruttori. All’ex presidente di destra Karamanlis va riconosciuto il merito e di aver saputo lasciare la poltrona, annunciando elezioni anticipate a soli 2 anni dalle votazioni, in seguito a queste critiche pesantissime che giungevano dall’opinione pubblica. Un gesto sconosciuto ai politici nostrani incollati alla poltrona e al giro d’affari che ruota attorno alla politica italiana.

Tornando alla Grecia il neo premier greco Papandreou ha promesso ai greci un piano da tre miliardi di dollari per risanare l’economia senza nuove tasse per i lavoratori e la classe media, garantendo al tempo stesso salari e pensioni. Il leader socialista assicura di poter rilanciare i consumi e l’economia attraverso uno ‘sviluppo verde’ finanziato con la lotta all’evasione fiscale, una redistribuzione delle imposte volta a colpire i grandi proprietari, Chiesa inclusa, e con una riduzione delle spese statali.

Papandreou in campagna elettorale ha parafrasato Barack Obama, dicendo “insieme ce la faremo: lo vogliamo, lo possiamo, ci riusciremo”. Ed ha annunciato un governo “basato sui principi e sui valori” e la formazione di quattro nuovi ministeri, fra uno dell’Ambiente e dell’energia. E soprattutto ha detto di voler affrontare la “questione morale”, senza la quale qualsiasi riforma economica o sociale sarebbe inadeguata ai bisogni del Paese. Un messaggio che dovrebbe ridare speranza non solo ai greci, ma anche alle forze europee di centrosinistra uscite ulteriormente ridimensionate dalla disfatta dei socialdemocratici in Germania.

GRECIA_620

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