La missione di pace, i morti di guerra (e i milioni dell’Afghanistan)

Oggi l’Italia piange i 6 parà caduti in Afghanistan a causa dell’attentato dei talebani durante la loro missione NATO, missione iniziata alla fine del 2001 in seguito all’attentato dell’11 settembre a New York. Missione “Enduring freedom” lanciata da George W.Bush e supportata sin dal primo momento dalla fedele alleanza italiana. Personalmente tendo a non chiamare eroi questi soldati, non per mancanza di rispetto per il loro estremo sacrificio, ma perchè sono propenso a considerare eroe chi si batte per il proprio stato, chi lo difende dall’interno e dall’esterno da attacchi, militari, politici, mafiosi, economici che siano; purchè queste minacce siano reali. Io preferisco considerare questi poveri ragazzi vittime (anche se uno di loro risultava iscritto al partito Nazional-fascista), vittime delle bugie e della retorica giustificatrice di guerra, vittime delle scellerate e inconsapevoli scelte dei politici, vittime di interessi più grandi di loro, vittime della povertà che li costringe a intraprendere la carriera militare per avere un reddito sicuro (la maggior parte dei militari italiani caduti in Afghanistan è del sud).

E’ per questo che il fronte politico italiano, salvo alcune dichiarazioni ipocrite della Lega anch’essa responsabile di aver appoggiato la missione e copertone la vera natura belligerante, durante questi momenti di lutto si ricompatta consapevole  che ciò vuole il popolo è la pace, non la guerra in luoghi percepiti come troppo lontani e i cui reali interessi sono ignoti (o di pochi). E’ per questo che durante la celebrazione dei funerali oggi, nella Basilica di San Paolo, nel preciso istante in cui i generali, i familiari e i politici si scambiavano il segno di pace,  un uomo si è avvicinato al microfono e ha gridato “Pace subito” causando allarmismo e il pronto intervento della sicurezza che lo ha allontanato. Per non turbare la  pantomima di regime. Ma le proteste della gente che chiedeva PACE  sono proseguite anche all’esterno della Chiesa al termine della messinscena dei rappresentanti politici (Berlusconi, Fini, Bossi, D’Alema, Casini etc…), i veri responsabili di queste morti. All’uscita delle bare dei caduti dalla chiesa, le richieste e le frasi rivolte ai responsabili sono state: “Quanti morti ancora?”, oppure, “Rimandateli a casa”.

Concludo con un pensiero dedicato a tutte le vittime civili afghane di questa guerra, uccise in casa loro dalle truppe di occupazione militare.

Il business dell’oppio e gli imbarazzi NATO – da Corriere della sera

Bugie di guerra – da Altrenotizie.org

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