Living streets: una città a misura di pedoni

Chi di noi non sogna di poter camminare liberamente per le strade della propria città, del proprio paese o del proprio villaggio, sentendosi veramente al centro del contesto urbano?

Questo perché le strade hanno perso la loro caratteristica antropocentrica, non sono più pensate per essere vissute dall’uomo e dai pedoni, ma sono fatte per farci raggiungere un servizio piuttosto che un centro commerciale, rigorosamente in automobile. Per non parlare della loro pericolosità e dello stato di abbandono in cui versano.

Il problema è che ci si abitua a tutto, ai marciapiedi pieni di cartacce e di sigarette spente, ai troppi ostacoli che si frappongono tra noi e la nostra meta, alle macchine parcheggiate ovunque, al grigiore delle nostre strade. E’ una questione di vivibilità, quella che le vie cittadine occidentali stanno progressivamente perdendo.

Questa problematica è diventata un vero e proprio allarme sociale in Inghilterra negli ultimi anni, e per questo motivo un gruppo di professionisti si è riunito dando così vita all’associazione benefica “Living Streets: putting people first”.

L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i cittadini, facendo loro provare emozioni ormai dimenticate per le strade delle città.

Living Streets organizza infatti eventi e iniziative originali, grazie soprattutto al denaro raccolto attraverso le donazioni, le quali hanno tutte come comune denominatore il recupero degli spazi pubblici al cui centro viene rimessa la persona. Le donazioni servono quindi a mettere in piedi incontri pubblici, free streets party (un po’ come le nostre notti bianche), giochi per i bambini e dimostrazioni pratiche, rigorosamente nelle strade e nelle piazze delle città inglesi, per far tornare le persone a vivere le proprie strade. Questo perché sembra ormai che il processo di alienazione dell’uomo dalle sue strade sia quasi irreversibile: strade trasformate in corridoi di traffico che separano letteralmente una zona dall’altra , lasciando intere aree scollegate e quindi irraggiungibili; politiche quasi esclusivamente incentrate sul traffico e non più sulle vite umane; strade sempre più sporche e pericolose.

Per questo l’associazione Living Streets, oltre a promuovere eventi di sensibilizzazione rivolti ai cittadini, si sta pian piano trasformando in una vera e propria lobby che cerca di far pressione sulle scelte dei comuni e delle amministrazioni locali britanniche affinché gli spazi pubblici ritornino ad essere concepiti e progettati per le persone.

Durante le conferenze dell’associazione vengono fatte dimostrazioni pratiche, studiate da gruppi di lavoro appartenenti a Living Streets, su come gli spazi urbani possano ritornare ad essere più confortevoli e ospitali per le persone, a partire dal design urbano. In questo modo si vuole dimostrare come sia possibile rendere le persone più felici e socievoli, facendole vivere meglio.

Altro aspetto fondamentale dell’associazione è la vicinanza con i cittadini, ai quali viene data la possibilità di partecipare e proporre attivamente iniziative pubbliche, proporre politiche da rivolgere alle amministrazioni locali facendo così da trait d’union tra le singole persone che rivendicano i propri diritti di cittadini, oltre che tra le varie associazioni sparse sul territorio britannico.

L’associazione opera esclusivamente su territorio inglese e scozzese attualmente, ma sfido a trovare qualcuno che non riconosca nella descrizione delle strade britanniche caratteristiche comuni con quelle dei nostri centri urbani. Living Streets è politica dal basso, attiva e pratica, che rivendica diritti e libertà che sembravano acquisite ma che pian piano sono state erose credendo di fare cosa gradita alle persone. Forse è anche in un certo modo un ritorno all’antico, ma se tornare indietro significa recuperare i nostri spazi e con essi la socialità e la semplicità allora ben venga.

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it

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