Libri ecologici? Consigli su cosa leggere (e riciclare!)

Non sapete quale libro scegliere per la vostra prossima lettura? Ecco a voi qualche consiglio sui libri green ed ecologici più interessanti del momento! E una volta finito di leggerli… vi raccontiamo come riciclarli!

No, non è una battuta, ma l’originale idea del gruppo creativo giapponese Tokyo Pistol che ha creato un connubio tra l’amore per la natura e l’amore per la lettura. Si chiama Honbachi (che in giapponese sta per bonsai) ed è una linea creata allo scopo di avvicinare il pubblico alla natura attraverso i libri. Il kit di ogni prodotto comprende un vecchio libro scavato, un po’ di terra da inserire al suo interno e una pianticella da piantare. E avremo così il nostro originalissimo vaso. Ciò non toglie che potremmo benissimo auto-produrre il nostro vaso senza bisogno dei giapponesi, magari utilizzando qualche vecchio libro che proprio non siamo riusciti a finire per la noia.

Il concept da cui sono partiti i “creativi” giapponesi infatti è molto semplice, riutilizzare vecchi libri cambiando la destinazione d’uso. E’ per questo che, con un po’ di fantasia e voglia di creare, potremmo noi stessi re-inventarci oggetti concavi da sfruttare in modo ancora più originale e personalizzato come vasi per le nostre piantine.

A proposito di libri ecologici ecco qualche consiglio tratto dalla libreria di Yes.life, con la speranza che non siate tentati di riempirli con la terra durante la lettura :).

La prima segnalazione di libro ecologico è “Intelligenza ecologica”, di Daniel Goleman. L’autore è considerato uno dei massimi esperti di “varietà di intelligenza” e affronta le tematiche ecologiche da un nuovo punto di vista: “la cura per l’ambiente non è un movimento o un’ideologia, è il nostro prossimo gradino evolutivo “. Un libro da leggere per capire quali saranno le tendenze della produzione industriale a venire. Una competizione giocata sull’impatto ambientale, sulla minimizzazione dei rischi per la salute e sulla sostenibilità ambientale.

Il nostro secondo consiglio è “State of the world 2009. In un mondo sempre più caldo”, a cura del Worldwatch Institute. Il libro parte dall’alba del 2101. L’umanità è riuscita a sopravvivere agli effetti devastanti del riscaldamento globale ed è meglio nutrita e più sana di quanto non fosse cento anni prima. Ma cosa ha fatto nel 21° secolo, e in particolare nel 2009 e negli anni immediatamente seguenti, per scampare alla catastrofe annunciata dei cambiamenti climatici? E’ proprio a questa domanda che i responsabili del rapporto “State of the World 2009” hanno chiesto, a uno staff di oltre 40 autori, di fornire delle possibili risposte. Il risultato è uno scenario complesso e molto interessante.

La terza segnalazione è “I giardini di Manhattan”, di Michela Pasquali. Si tratta di storie di guerrilla gardening, la nuova tendenza green urbana che prevede un’invasione di piante e fiori nelle nostre grigie città. L’autrice sottolinea l’importanza della creazione di giardini urbani negli spazi abbandonati dal cemento, nei cortili, sugli spartitraffico, perchè l’espansione globale delle metropoli, infatti, estende l’asfalto ma lascia molti vuoti: le città post-industriali, da Torino a Detroit abbandonano al loro destino le fabbriche intorno a cui prima ruotavano; la privatizzazione delle città, inoltre, condanna al degrado tutto ciò su cui non si possa speculare, perché l’utilizzo pubblico degli spazi non è più contemplato dall’urbanistica. Ogni giardino così diventa il luogo possibile nel quale dare corpo a interpretazioni personali, al gusto del caos, alla follia di assemblaggi dettati da affetti, tradizioni, culti e credenze.

L’ultima segnalazione è “Guida al consumo critico”, a cura del “Centro nuovo modello di sviluppo”. Un piccolo aiuto per stabilire su quali prodotti far ricadere le nostre scelte di acquisto. Le informazioni raccolte si riferiscono ai 170 gruppi italiani ed esteri che incontriamo più frequentemente al supermercato, sono organizzate sia per tabelle di marchi che per schede di impresa. Nonostante la spinta del consumo critico abbia visto varie imprese imboccare la strada della responsabilità sociale e ambientale, è ancora troppo poco quello che si è fatto finora. Buona lettura a tutti e attendiamo vostre considerazioni sulla libreria di Yes.life.

Alessandro Ingegno

da YesLife.it

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