Napoli, Nisida: la spiaggia della vergogna

“Una rotonda sul mare” cantava Fred Bongusto nel lontano 1964. Adesso quella canzone potrebbe essere riadattata appositamente per Nisida, il titolo è già pronto: “una discarica sul mare”. Purtroppo si torna a parlare di rifiuti depositati e abbandonati ovunque, questa volta su una spiaggia, se così la si può definire. Ma, definizione a parte, i bagnanti è così che la vedono e nonostante tutto non hanno timori a frequentarla, passeggiando a piedi nudi sulla sabbia, giocando al salto ostacoli dove l’ostacolo però non è un castello di sabbia, ma un pneumatico, o un televisore abbandonato. Perché la spiaggia di Nisida è piena di quei rifiuti per il cui abbandono, in base al decreto sull’emergenza rifiuti, è previsto l’arresto. Ma la gente non ci fa caso e, senza interrogarsi, si sdraia su rudimentali tavole di legno recuperate fra i cumuli di rifiuti, utilizzate come schienale per stare comodi ad ammirare il paesaggio o controllare i bambini cui hanno dato il permesso di farsi il bagno nonostante gli scogli collocati artificialmente tra la “spiaggia” e il mare come dissuasori, a pochi metri dalle barche ormeggiate nel porticciolo. Come testimonia un intrepido bagnante “le persone che vengono al mare qui non possono permettersi altro, essendo questa l’unica parte di mare e spiaggia libera, ma nessuno si prende l’onere di far disinfestare e rimettere a nuovo questa che è a tutti gli effetti una discarica sul mare”. Ed evidentemente un repulisti non è nell’interesse dei gestori del piccolo lido che confina e sconfina con la discarica. Ma, oltre al fatto che uno scempio del genere avviene a pochi metri dalla sede Nato e dalla sede della Guardia di Finanza, la cosa che fa riflettere è che tutto questo avviene a pochi passi da paradisi recintati che rappresentano la speranza oramai decennale di una rinascita di Bagnoli, all’interno dei quali ricchi e fortunati napoletani benestanti si godono il sole refrigerandosi in piscine idromassaggio evitando di spingere il proprio sguardo oltre la siepe. Ricchezza e miseria fianco a fianco divise da siepi e staccionate, storicamente le due facce di quella stessa medaglia che è Napoli.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

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