Un’Italia nucleare durante il G8

Proprio in concomitanza con i colloqui, le riunioni, le passerelle dei grandi 8 a l’Aquila il Senato di maggioranza Pdellina ha approvato il Decreto Sviluppo. La scelta dei tempi è più che sospetta data l’importanza di una norma contenuta all’interno del pacchetto energia, ovvero:  il ritorno al nucleare!

Va ricordato che l’8 e il 9 novembre 1987 in Italia si votò per tre referendum relativi al nucleare. Con i risultati positivi (schiaccianti) dei referendum abrogativi del 1987 è stato “di fatto” sancito l’abbandono, da parte dell’Italia, del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico.

Con la legge approvata ieri dal Parlamento, a 22 anni dal referendum che bocciò l’uso dell’energia atomica, l’Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il governo predisporrà la normativa per per la localizzazione delle centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati “di interesse strategico nazionale” e quindi soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà l’Agenzia per la sicurezza nucleare.

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Tra le altre misure contenute nel Ddl sviluppo sono previsti: l’introduzione (dopo ben 3 rinvii) della class action, priva di retroattività rendendola di fatto impossibile per alcuni degli scandali più dolorosi degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat. La nuova disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010.  Ripristino di 70 milioni di euro per il fondo per l’editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Sul fronte assicurazioni viene introdotto il contratto di durata poliennale. Lo potrà proporre l’assicuratore al posto di una copertura di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Penalità nel caso di recesso.

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