Ecolcity: i nuovi villaggi ecologici

Il progetto di Ecolcity nasce in rete con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini alla costruzione di comunità e villaggi ecologici ed ecosostenibili.

Ecolcity nasce quasi un anno fa come progetto aperto a tutti che vuole aprire un confronto con i cittadini disposti a modificare le loro abitudini, per organizzarsi nella costruzione di eco comunità e mini città ecologiche il più possibile autosufficienti.

Come ci spiega l’ideatore, Roberto Franzè, “l’idea di partenza di Ecolcity è quella di costruire un progetto per una alternativa di vita ecologica e sostenibile a basso costo. Il nostro obiettivo non è solo quello di costruire un villaggio ecologico, noi vogliamo promuovere costruzioni di migliaia di villaggi ecologici e sostenibili con abitazioni a risparmio energetico, lavoro in campo ecologico, comunità autosufficienti, tecnologie sostenibili facilmente costruibili che siano reperibili e rinnovabili. Il nostro primo passo è creare un progetto che si possa replicare facilmente, in modo che i giovani possano costruirsi da soli una alternativa sostenibile alla vita attuale”.

Ma come funziona esattamente Ecolcity? Il progetto Ecolcity si propone di invertire il flusso che ha portato milioni di persone nelle città, promuovendo lo spostamento di migliaia di persone in nuove comunità e mini città autosufficienti.

Questo deflusso secondo Ecolcity si attuerà in due fasi: Ecolcity F1 ed Ecolcity F2.

Le Ecolcity F1 sono delle strutture nuove che devono nascere con criteri ben precisi. Adatte ad ospitare dai 50 ai 300 abitanti rappresentano la prima via di uscita dalle grandi città. Devono nascere in piccoli ecosistemi completi, il che significa: terra fertile, presenza di acqua non inquinata, presenza di alberi, vicinanza a grande città ed essere ben collegate con essa. Queste comunità dovranno essere autosufficienti per una percentuale superiore al 50% sia per l’energia che per l’alimentazione. Le Ecolcity F2 saranno invece delle mini città di massimo 100.000 abitanti, che verranno costruite sulla base delle esperienze accumulate dalle Ecolcity F1 più piccole. Queste comunità saranno città autosufficienti per una percentuale superiore all’80% per tutti i bisogni primari tipici e per una percentuale superiore al 30% per i bisogni secondari di una società evoluta. Le mini città F2 in caso di crisi energetica ed economica dovranno poter sopravvivere come società evolute autosufficienti a regime ridotto. Roberto Franzè ci spiega che “le abitazioni costeranno meno di 50 mila euro e useranno tecnologie di generazione di energia a basso costo come il solare termico con la geotermia a bassa profondità, il riscaldamento con effetto serra, il mini eolico ad asse verticale, ma anche la potabilizzazione dell’acqua piovana o di pozzo attraverso evaporatori solari. Tutto questo – precisa Franzè – dovrà chiaramente essere accompagnato da uno stile di vita che riduce enormemente gli sprechi di energia, e questo sarà possibile grazie alle tecniche di adattamento delle persone al caldo e al freddo. Ecolcity è anche un modo per liberarci delle nostre comodità che ci hanno reso schiavi; il problema è che la nostra capacità di adattamento è seriamente compromessa dal nostro attuale stile di vita”. Vi sembra difficile tutto questo? Nel mondo esistono già progetti simili di comunità ecologiche: in Cina è stato avviato un progetto per la costruzione di 400 città ecologiche in 30 anni, la prima città Dongtan avrà i suoi primi abitanti nel 2010. La crisi economica darà una mano a questo ritorno alla semplicità, complice anche l’evidenza di come le città esistenti si stanno saturando sia come mobilità che come inquinamento. Un’utopia? Per ora probabilmente si, soprattutto perchè il progetto si basa fortemente sulla volontà delle persone di ridurre il proprio impatto energetico. Ma siamo pronti a scommettere che presto queste comunità avranno un numero crescente di adepti, per voglia di un distacco dalle città, per prova, per necessità, o in fondo perchè il ritorno alla naturalezza e alla semplicità è pur sempre nella nostra natura. O, ancora più probabile, perchè arriveremo ad avere villaggi totalmente ecologici senza bisogno di limitare la nostra vita di tutti i giorni, grazie alle tecnologie sostenibili.

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it

Annunci
  1. Grazie per l’articolo, non conoscevo questo blog ora lo leggero volentieri

    Saluti

    • Manuela Acler
    • 16 settembre 2009

    Ho stampato l’articolo che legerò con calma. Mi sto interessando del tema Villaggi ecologici e sto raccogliendo informazioni. Grazie Manuea

    • Manuela Acler
    • 16 settembre 2009

    Scusate gli errori. Riporto il testo

    Ho stampato l’articolo che leggerò con calma. Mi sto interessando del tema Villaggi ecologici e sto raccogliendo informazioni. Grazie Manuela

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: