Nucleare: l’esercito contro i cittadini

Il Premier Berlusconi ieri al termine dell’assemblea annuale di Confesercenti dichiara sul nucleare: “Sul nucleare non c’e’ tempo da perdere. Prenderemo delle decisioni assennate e, una volta che saranno prese da istituzioni democraticamente elette e con metodo democratico, anche qui dovremo usare l’esercito per la costruzione delle centrali nelle zone che verranno scelte”.

E ha aggiunto: “Paghiamo il 30% in più di energia rispetto alla media dei Paesi europei e il 50% in più rispetto ai costi della Francia che ha le centrali e che tra l’altro sono posizionate in modo che se dovesse succedere qualcosa a pagarne le conseguenze saremmo noi. Questo però non succede visto le tecniche avanzate con cui si costruiscono”.

Un recentissimo sondaggio però va in tutt’altra direzione.

Il mensile La nuova ecologia, in collaborazione con Lorien Consulting, ha svolto uno studio su un vasto campione di italiani circa la produzione energetica del nostro Paese. Lo studio è stato presentato la mattina del 27 maggio a Roma, al Forum QualEnergia, iniziativa promossa insieme a Legambiente e al Kyoto Club. Il risultato potrebbe apparire più che sorprendente a quelle figure – praticamente tutte – del Governo italiano che vantano e ostentano un grande consenso da parte degli italiani anche sulle politiche energetiche. Secondo la ricerca, le fonti alternative piacciono a 8 italiani su 10, il 75% vorrebbe che l’energia fosse prodotta da solare e fotovoltaico, il 60% degli italiani e’ contrario al nucleare, per 7 su 10 e’ pericoloso. Oltre la metà si opporrebbe “con tutte le forze” alla costruzione di una centrale atomica vicino a casa propria. In generale, le questioni ambientali preoccupano il 68,7% dei cittadini, più del rischio terrorismo e guerre al 22,1% e del problema casa al 4,9%. (…)

Sembra che l’interesse dei cittadini, almeno quelli intervistati nel campione, prenda a cuore molto di più il mix formato da energia solare ed eolica quello che sta nel cuore degli italiani. Non solo. Il dato forse più significato emerso dall’indagine, come già anticipato, è quello relativo ai sacrifici che gli italiani sono disposti ad affrontare pur di garantirsi un futuro ambientale e dei sistemi di produzione energetici puliti.

da Altrenotizie.org

La truffa nucleare e La tassa occulta del nucleare ( sempre da Altrenotizie.org)

Dopo l’approvazione del DDL 1195 che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari, Greenpeace diffonde due “carte nucleari” ormai dimenticate: la carta del CNEN e l’elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari, elaborata dalla “task force” ad hoc del 1999-2000.

Per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari bisogna partire da queste carte e vedere con quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici.

Questo rapporto fornisce una lista di aree a maggiore vulnerabilità climatica. Se questo criterio verrà adottato, dalla vecchia carta CNEN devono essere espunte diverse aree costiere e se ci fosse anche l’indicazione di restringere l’attenzione nelle aree a minore pericolosità sismica, rimangono pochissimi siti su cui puntare l’attenzione (nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari).

Le mappe nucleari di Greenpeace

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