Scommettiamo? Berlusconi è agli sgoccioli

Il “vecchio bavoso” che telefona di notte alle ragazzine e ne trasporta a decine col jet privato in Sardegna per la festa di Capodanno, è un uomo di potere che ha perso il controllo delle sue facoltà mentali. Sociologicamente è il ritratto di una generazione sorpassata. Politicamente è un inaffidabile. Con il racconto purtroppo assai verosimile fornito oggi a “Repubblica” dall’ex fidanzato di Noemi Letizia, Gino Flaminio, si moltiplicano le crepe nel muro d’omertà costruito intorno al presidente del consiglio. E non solo intorno alla sua vita privata che egli peraltro sbandiera falsificata sui giornali amici (da “Libero” a “Chi”), ma nelle sedi istituzionali come Villa Madama dove egli si presenta come un satrapo onnipotente.

Non credo che Berlusconi riesca a durare al vertice di questo paese ancora per molto più di un anno. Ci saranno prese di distanza fra i suoi stessi alleati e anche fra gli zelanti servitori di oggi. L’uomo che ha affidato tutto sè stesso all’immagine, dall’immagine verrà ricondotto a figura patetica. Saranno le donne a sancirne la caduta nel disonore.

I miei più sinceri complimenti per il lavoro giornalistico compiuto a Giuseppe D’Avanzo e Conchita Sannino.

dal blog di Gad Lerner

Berlusconi: un pericolo per l’Italia – dal Financial Times

Può una teenager far cadere Berlusconi? – dall’Indipendent

Impune Berlusconi – da El Pais

Gli stupratori d’intelletti – da NonLeggerlo blog

Quando le domande a Berlusconi le faceva la Lega

Decadente alla Satyricon – da NYTimes & L’Italia è Berlusconistan – dal Time

“Vivere in Italia ora è come essere intrappolati in un fiume di lava che scende lentamente ma irreversibilmente sul fianco di una montagna. Anziché portare a una rivitalizzata Seconda Repubblica, gli scandali di corruzione degli anni ‘90 hanno portato a una Età di Silvio e a un lento, costante degrado delle istituzioni democratiche del Paese. Se il Primo Ministro può farla franca portando avanti una storia d’amore adulterina e semipubblica con una adolescente (e poi mentire così spudoratamente che ogni sciocco può vedere che non sta dicendo la verità), e non venir chiamato a risponderne, allora la nazione è in pericolo”.

da Indipendent

Al fondo del “caso Berlusconi”, che soltanto occasionalmente ha incrociato la vita di una ragazza e di una famiglia, c’è – come direbbe Leszek Kolakowski – “il cuore di una nuova civilizzazione” che abolisce l’idea stessa di verità. Che rende indifferente sulla scena politica l’attendibilità del premier perché il premier può affatturarsi la realtà come meglio gli conviene in quel momento, salvo poi rimodellarla il giorno dopo. Non tutti dalle nostre parti hanno compreso, contrariamente a quanto è stato subito chiaro alla stampa di mezzo mondo, che il “caso Berlusconi” oggi ci parla di minorenni, ma contemporaneamente o domani ci può parlare di disoccupazione, sviluppo, recessione, fisco, terremoto, famiglia, Europa, rifiuti: in una parola, del destino del Paese perché mette in gioco la sua rappresentazione pubblica e l’affidabilità di chi lo governa.

È a questa prova che Berlusconi sfugge rispondendo soltanto alle domande che egli stesso si pone senza nemmeno rendersi conto quanto avvilente sia vederlo apparire nei tg della sera per giurare che non fa sesso con le minorenni. Per evitare dieci domande, il premier preferisce questa umiliazione e, peggio, decide di inoltrarsi sempre di più in un vicolo cieco che minaccia di soffocarlo. Giurare sulla testa dei figli che non ha “rapporti piccanti” con le minorenni, pena le dimissioni immediate, è una sfida funesta che lo rende debole, soprattutto ricattabile. Qualunque minorenne – ed è ormai provato che a Berlusconi capita di frequentarle – può inventarsi la bubbola e scatenare un terremoto istituzionale. Questa è la strada sdrucciolevole che ha scelto il premier, costretto a scendere nei sotterranei del suo castello di bugie, incapace di spiegare perché ha mentito, a dire che cosa lo ha costretto a mentire, che cosa ancora oggi gli impone di tacere la verità. Questo è il dramma di un uomo e di un politico che è il capo del governo italiano.

di Giuseppe D’Avanzo – Repubblica

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