Torino capitale del conflitto sociale italiano

In soli 3 giorni la città di Torino si è trasformata nell’emblema della conflittualità sociale in atto in Italia.

Prima la contestazione dei Cobas alla manifestazione della Fiom, un’ importante spia del malessere che attraversa il pianeta Fiat e che rischia di mettere le fabbriche dell’auto e dell’indotto in una drammatica competizione in attesa del responso del top manager Fiat, Sergio Marchionne sulla riorganizzazione del dopo Opel. La contestazione degli autonomi dello Slai-Cobas ha macchiato la manifestazione dei lavoratori del gruppo Fiat e dell’indotto auto che si e’ svolta oggi a Torino, con un corteo a cui hanno partecipato almeno 5000 persone. Il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini e’ stato spintonato mentre stava cominciando il suo comizio finale, tanto che e’ scivolato dal furgone-palco allestito in via Nizza. La presenza dei manifestanti accanto al mezzo ha impedito che il leader sindacale cadesse a terra. A guidare la protesta una cinquantina di iscritti allo Slai – Cobas del centro logistico di Nola.

Oggi durante il G8 University Summit si sono verificati scontri tra polizia e studenti. Centinaia di studenti hanno assediato per l’intera mattinata il Castello del Valentino, sede della facoltà di Architettura, dove era in corso il vertice sull’istruzione superiore alla presenza di 40 rettori. I giovani hanno tirato uova e lacrimogeni contro gli agenti, rovesciato cassonetti della spazzatura e bloccato il traffico; la polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e manganellate. La responsabile scuola della segreteria nazionale di Rifondazione comunista, è uscita da uno scontro con gli agenti con il braccio fratturato. Ferito anche un altro manifestante.

Il G8 universitario chiede di  essere il diretto interlocutore dei capi di governo e di stato, affermando un modello di università che risponde alle esigenze del mercato. L’ottica oramai consolidata è quella che seleziona nell’offerta didattica solamente i saperi spendibili dalle imprese. Il sapere diventa così uno dei tanti beni ad utilizzo e consumo del mercato, che non necessita solo della propria crisi per rigenerarsi all’infinito, ma anche delle intelligenze per perpetrare l’attuale modello di sviluppo.

Le reti studentesche hanno intessuto una fitta rete di proteste nelle giornate del vertice e in quelle che lo precederanno. Un’ocasione per parlare di “beni comuni”, esperienze europee di contestazione studentesca (dalla Francia alla Grecia) e per riannodare i fili dell’Onda.

esamedistato

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