Silvio & Maroni gli antischiavisti?

Silvio & Maroni gli antischiavisti

Forse ci siamo. Se la nuova politica italiana sul respingimento alla frontiera dei clandestini provoca un vespaio di polemiche, allora significa che la cuccagna è davvero finita e il buonismo è arrivato al capolinea. (…)

«Così come sono stati sconfitti gli scafisti dell`Albania, mi impegno a fermare i barconi che arrivano dalle coste africane. Non dipenderà solo da me; ho bisogno della collaborazione della Libia». Per alcuni mesi, l`idea fissa del ministro Maroni era questa. «Non retrocederò di un millimetro. Ho già messo in conto qualsiasi tipo di attacco politico. Ma siamo nel giusto, questo è quello che la gente chiede al governo».

Le polemiche infatti non sono mancate. Gli hanno detto di essere razzista, di non avere cuore, di solleticarela pancia delle persone. C`è chi lo ha paragonato a un cane ringhioso.

«Vado avanti, non importa. I nuovi schiavisti devono capire che in Italia la politica è cambiata, e che non accetteremo più il ricatto dei barconi» .

Era chiaro da fine dicembre che Maroni avrebbe puntato quasi tutta la posta sulla questione immigrazione clandestina. Almeno sotto il profilo della comunicazione.

La polizia e le forze dell`ordine infatti stanno piazzando una serie di colpi nella lotta alle mafie italiane di tutto rispetto, eppure i riflettori di stampa e tv sono tutti puntati sulla questione immigrazione. Il ministro lo sa bene: questa è la sfida che il ministro col fazzoletto verde nel taschino deve vincere radicalmente.

La mera gestione dei rimpatri non è la mossa del cavallo.

Non restava che puntare sull`accordo con la Libia, un accordo dove si può vincere o perdere tutto a seconda delle reali intenzioni del governo di Tripoli. Per dirla fuori dai denti, a seconda del tornacon- to di Gheddaffi. Speriamo che du- ri.

I respingimenti di questi giorni sono la prova che l`accordo col Colonnello è l`unica strada possibile per una soluzione radicale. Ha un costo elevato? Mandiamo giù il boccone e apriamo il portafogli se non vogliamo risultati solo omeopatici.

Per ora, dicevamo, la strategia funziona, tant`è che ha scatenato reazioni a catena come mai era successo prima d`ora.

«Il ministro esegue accordi siglati dame». Le parole di Berlusconi dall`Egitto sigillano a doppia mandata l`azione del governo. Come a dire, questa è la linea dell`esecutivo.

Maroni non si muove da solo, Maroni si muove nella piena copertura del governo.

Chi si aspettava una mezza marcia indietro del premier dopo la risposta sul Paese multietnico, è rimasto deluso. Berlusconi non solo ha “coperto” il proprio ministro, ma ora tenta in qualche modo di superarlo a destra. I barconi che salpano verso il nostro Paese – ha aggiunto il Cavaliere – «non sono fatti occasionali ma il frutto di un`organizzazione criminale», all`interno vi sono persone che «sono reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminalv>.

Parole importanti che delineano una inedita linea del Piave dalla quale non si può indietreggiare.

Berlusconi schiera se stesso e il governo su quelle politiche di “tolleranza zero” e nello stesso tempo si prende in carico ogni critica, presente e futura.

Perché il premier ha deciso di esporsi sulla stessa linea del proprio ministro? Primo, perché è consapevole dell`ampio consenso che la linea dura di Maroni (cui va riconosciuta la testardaggine nel perseguire il risultato quando tutti gli altri invitavano alla prudenza) sta dando all`esecutivo e alla Lega.

Secondo, perché la maggioranza degli italiani chiede risultati veri sul fronte immigrazione clandestina.

Terzo – e più importante – perché nessuna politica sui flussi migratori può prescindere dal controllo delle frontiere. Fintanto che saran no i trafficanti di nuovi schiavi a decidere e condizionare le quote d`ingresso, mai e poi mai si potrà ottenere una vera integrazione.

La linea dura paga, esattamente come pagò ai tempi dell`esodo dall`Albania. Dieci anni fa gli albanesi erano considerati un pericolo, oggi le statistiche dimostrano che ad una riduzione di ingressi è corri sposta una buonissima integrazione.

E tutta una questione di numeri sostenibili.

Ora che il premier ha sposato integralmente la linea di Maroni, deve fare un fischio a quanti dei suoi nel PdL temono le tirate d`orecchie della Chiesa. Il tempo delle imboscate e dei distinguo deve considerarsi un male di stagione esaurito.

La dichiarazione del presidente del Senato è un buonissimo segno:

con i respingimenti in mare, l`Italia sta esercitando un proprio diritto.

Con le sue dichiarazioni, Berlusconi ha spostato ben in là il limite d`azione. I la detto sì al reato di immigrazione clandestina. E implicitamente ha ammesso che il termine di trattenimento nei centri per l`indentificazione va alzato.

Se Gheddafi e Berlusconi mantengono le posizioni finalmente la finiremo di essere il gruviera dell`Europa. Vedrete se i primi ad applaudire non saranno gli immigratiper bene, regolarmente in Italia.

di G.PARAGONE

da Libero

Questa la posizione del quotidiano Libero, di V.Feltri. Ma che dire delle parole, accompagnate da lacrime, con cui lo stesso Berlusconi che adesso si dichiara contro un’Italia multietnica, commentava turbato gli sbarchi di albanesi nel 1997? Incoerenza o semplicemente la posizione sulle politiche da adottare in base al ruolo che si ricopre (Berlusconi nel 1997 era all’opposizione)?

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: