Ospedale dell’Aquila: abusivo

Per il procuratore Alfredo Rossini l’indagine sul terremoto abruzzese sarà “la madre di tutte le inchieste”. “Sono oltre ventimila gli edifici da controllare ma procederemo spediti”, assicura. E nel giorno in cui periti e carabinieri analizzano i primi mille immobili – stimando solo il 30 per cento ancora agibile – si scopre che l’ospedale San Salvatore (quello dove si erano rivolti oltre mille feriti il giorno del terremoto e poche ore dopo evacuato a causa di cedimenti strutturali) è abusivo. Non poteva essere aperto. Non dispone del certificato di agibilità (l’atto che attesta la sicurezza, l’igiene e la salubrità dell’edificio).

Non l’ha mai avuto. Non solo, l’ospedale – inaugurato nove anni fa – non risulta nemmeno nelle mappe catastali. L’immobile per lo Stato, dunque, non esiste. E’ tutto scritto in una relazione che il direttore generale della Asl aquilana, Roberto Marzetti, ha inviato alla Regione e al ministero della Salute. Una relazione nella quale Marzetti ricostruisce la storia del nosocomio, dal 1972 (quando partì il cantiere) ad oggi. Una costruzione travagliata al centro di dibattiti parlamentari, esposti e polemiche.

Fino al giorno di una delle ultime inaugurazioni (ce ne furono cinque, una per ogni lotto) quando, nel 2000, l’allora direttore generale Paolo Menduni decise di aprire lo stesso. Il progetto dell’ospedale porta la data 1967. Spesa inizialmente prevista 11.395 milioni di lire. Alla fine è costata duecento miliardi. I finanziamenti? Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, Ministero della Salute, ministero dell’Università e della Ricerca.

La parte che, con il terremoto, è crollata (reparti di degenza, laboratori e sale operatorie) fu la prima ad essere inaugurata. E proprio Menduni – il manager pubblico che aprì l’ospedale senza richiedere l’agibilità – venti giorni fa è stato nominato dal presidente della Regione Gianni Chiodi (eletto a dicembre con la vittoria del centrodestra) come consulente per l’Agenzia Regionale Sanitaria.

Ma non è tutto. La Procura dell’Aquila, da diversi mesi, ha avviato indagini sull’ospedale, riguardo alcuni affidamenti diretti per lavori di manutenzione (con una spesa di sedici milioni di euro di fondi pubblici). Lavori affidati senza gara per “l’urgenza di dover procedere alla messa in sicurezza della struttura”. Urgenza che non termina mai, specie se non arriva il certificato di agibilità.

da Repubblica.it

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