Fino a quando? Berlusconi ha perso

Vista da vicino l’Italia del 2009 fa paura.
Dopo aver condotto un attacco forsennato contro i lavoratori, dopo aver portato a termine la banditesca operazione Alitalia con l’aiuto dell’opposizione di sua Maestà, dopo aver tentato e parzialmente realizzato un attacco mortale contro quello che resta della scuola pubblica, ora – con il pacchetto sicurezza – il governo Berlusconi imbocca decisamente la strada della violenza autoritaria.
Cosa possiamo immaginare a questo punto? Possiamo immaginare che questo governo duri per altri quattro anni devastando per sempre ogni speranza di vita civile in un paese che non ha mai raggiunto la maturità della democrazia politica. Oppure possiamo immaginare che la situazione precipiti, verso il bagno di sangue, verso la guerra civile interetnica, verso la catastrofe civile dolorosa.
Oppure che altro?
Se guardiamo la situazione da vicino, se proviamo a guardarla da Roma, dove un manipolo di fascisti si è impadronito del Municipio, o da Milano, dove l’Expo 2015 diventa l’occasione per chiudere ogni luogo di incontro libero dei lavoratori precari e della cultura dissidente, come le squadracce del 1922 chiusero le associazioni sindacali operaie, e presto sarà l’occasione per un assalto immobiliare devastante – non c’è speranza. Italia è una parola che non potremo più pronunciare senza vergogna.
Ma non è da vicino che dobbiamo guardare quello che accade in questo paese, non è da Roma né da Milano. Proviamo a spostare il nostro punto di osservazione, e a guardare l’Italia dal mondo. Allora capiremo meglio, e ci libereremo dell’angoscia.

Fino al novembre del 2008 il ceto politico che si è rappattumato intorno a Berlusconi appariva vincente. Fino al novembre del 2008 sembrava che il re travicello e la sua teppa fossero allegramente in sella, destinati a cavalcare senza intoppi.
Quella che i giornalisti parlamentari chiamano opposizione, il Partito democratico moribondo prima di nascere, è in realtà un’eterogenea truppa di complemento.
I Colaninno che compongono quel partito non sono altro che soci di affari del presidente del Consiglio. I Bassolini e i Cofferati hanno contribuito a rendere odiosa quell’accozzaglia di perdenti arroganti che il povero Veltroni non riesce a governare. Partito Degliaffari, questo è il significato della sigla Pd.
Perciò Berlusconi rideva felice, aveva vinto e non c’erano opposizioni all’orizzonte.
Poi l’atmosfera cambiò, perché tre eventi epocali mutarono l’orizzonte.
Uno: il cataclisma economico da lungo tempo annunciato e da lungo tempo ignorato sbarcò sul nuovo continente e lambì la penisola, annunciando tempeste delle quali per il momento non vediamo che i prodromi.
Due: centinaia di migliaia di studenti, insegnanti, ricercatori, lavoratori del sapere precario e dipendente occupano le scuole le università, le strade le piazze e respingono la riforma Gelmini. L’intelligenza si mobilita contro l’ignoranza e non è che l’inizio di un movimento destinato a corrodere profondamente le basi del potere oscurantista.
Tre: la vittoria di Barak Hossain Obama negli Stati Uniti d’America apre una nuova fase storica per l’intero pianeta. Non possiamo sapere quali direzioni prenderà effettivamente la nuova presidenza americana, non possiamo sapere quanto profondo sarà il cambiamento che Obama imprimerà al suo paese e al mondo intero. Ma non possiamo ignorare che il ceto criminale che ha governato il mondo nell’ultimo decennio, il ceto incompetente e criminale che ha portato il mondo alla catastrofe economica ed ecologica, è ora sconfitto, maledetto e disprezzato dagli uomini e dalle donne che iniziano la nuova storia. Dal novembre 2008, da quando il Cataclisma l’Onda e il Presidente nero hanno cambiato la direzione del mondo, i visi pallidi che stanno al potere in Italia appaiono per quello che sono: criminali incompetenti nemici della società e dell’intelligenza.
Da quel momento sono diventati perdenti. Non per questo sono meno pericolosi, anzi lo sono di più, come dimostra il fatto che da allora hanno iniziato ad aizzare l’odio etnico, l’odio religioso, hanno iniziato a colpire la libertà di pensiero e di associazione, hanno varato leggi di sicurezza che da vicino ricordano i momenti più oscuri della storia del Novecento. Sono pericolosi perché sanno di essere destinati a scomparire con la valanga che presto li sommergerà. Si arroccano aggressivamente, mostrano il volto protervo dell’arroganza clerical-fascista e razzista. Ma hanno perso. Possono produrre molto dolore, possono provocare una guerra razziale e una guerra sociale che porterebbe il paese nel baratro.
Ma hanno perso.
Ora tocca a noi prendere l’iniziativa con calma, con lungimiranza e spirito di pace.
Tocca noi dire che non si debbono accettare i toni da crociata perché le crociate appartengono al Medioevo e per noi il Medioevo è finito. Goffredo da Buglione è morto e George W Bush è morto, e Dick Cheney è morto.
Berlusconi è destinato a seguirli presto.

Ascolto un telegiornale. Sento che Famiglia Cristiana, giornale di persone per bene che vivono la fede con carità e con rispetto, accusa il governo di fomentare l’odio razziale. Sento che il ministro Maroni, dio l’abbia in gloria, minaccia misure legali contro il giornale più letto dagli italiani che credono in dio. Poi vedo che i fascisti in parlamento si scagliano contro il corpo di una ragazza che morì diciassette anni fa, urlano improperi perché vogliono poter espropriare gli uomini e le donne del diritto a disporre del proprio corpo e della propria anima.
Poi sento che l’Istituto di statistica ci dà le cifre della catastrofe. Nel mese di novembre la produzione industriale è crollata del 14 per cento, del 50 per cento nel settore dell’auto. Dagli Stati Uniti giunge notizia che nell’ultimo mese sono andati perduti 600.000 posti di lavoro.
Questa è la realtà che il ceto criminale dei Berlusconi e dei Bush ha prodotto. Questa è la realtà che il ceto criminale che provvisoriamente governa l’Italia cerca di nascondere agitando croci infuocate ed urlando anatemi.
Ma per loro è finita. Dall’abisso in cui ci hanno portato dovremo rialzarci con le nostre forze e soprattutto con la nostra intelligenza.
Evitando la guerra civile a cui vogliono trascinarci. Evitando l’angoscia con cui vogliono soffocarci. Perché noi siamo l’intelligenza collettiva e l’Ignoranza privatistica non prevarrà.

da Carta.org

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