La crisi innesca il neo-protezionismo soft

Dopo Canada ed Europa anche il governo Giapponese esprime preoccupazione per gli effetti protezionistici della clausola ‘buy american’ inserita nel pacchetto di stimoli all’economia all’esame del Congresso Usa. Lo fa attraverso una lettera inviata al segretario di Stato, Hillary Clinton, al presidente del Consiglio economico nazionale, Lawrence Summers, e ai leader democratico e repubblicano del Senato. ‘E’ comune responsabilita’ dei due Paesi, che sono le prime due economie del mondo, resistere insieme al protezionismo‘, ha sottolineato il capo di gabinetto Takeo Kawamura in una conferenza stampa.

Buy American
La tentazione protezionista, tuttavia, resta forte, sotto la spinta di gruppi di pressione industriali, sindacati, lobby del Congresso. Ecco perché il presidente Barack Obama nel giro di pochi giorni dichiara a Foxnews che “non possiamo mandare un messaggio protezionista” e a Abcnews che nulla, nel pacchetto di stimolo di rilancio dell’economia, “innescherà una guerra commerciale”.

Il presidente ha ragione, scrive oggi il Wall Street Journal, che nota come “con l’approfondirsi della recessione, crescono i sentimenti protezionisti”.

Per il Financial Times gli scioperi dei lavoratori inglesi contro quelli italiani nel Lincolnshire, gli inviti a comprare auto e componenti nazionali da parte dei costruttori francesi, le parole di un ministro spagnolo (“compriamo spagnolo”) danno la cifra del dilagare del sentimento protezionista anche in Europa.
E’ un rischio ben presente alle autorità monetarie dell’Ue, tanto da indurre il governatore della Bce, Jean Claude Trichet, a denunciare le “crescenti pressioni protezioniste” come una minaccia che grava sull’area euro. Ironia della sorte, fa notare il FT, le parole più dure contro i rigurrgiti di protezionismo le ha pronunciate il premier britannico Gordon Brown, l’uomo che ha salvato le banche inglesi invitandole a prestare più denaro in patria:”Il rischio maggiore – ha detto – è la ricaduta in quello che io chiamo l’isolazionismo finanziario”.

Intanto Nicolas Sarkozy intende imporre una condizione analoga alla norma americana alle case automobilistiche che beneficieranno degli aiuti statali. Secondo quanto riporta il ‘Financial Times’, citando fonti riservate, Sarkozy chiedera’ a Peugeot e Renault di acquistare prodotti e servizi da aziende francesi. Se accetteranno la clausola “Achetez Francais”, le case automobilistiche godranno di maggiori garanzie e condizioni piu’ accomodanti sui prestiti. Il governo francese non ha voluto commentare la notizia. Parigi ha annunciato un piano di aiuti da 6 miliardi di euro per l’industria dell’auto, colpita da un forte calo della domanda.

Obama scelga tra protezionismo e multilateralismo (da LaStampa)

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