Il divieto di manifestare secondo Maroni

Niente più manifestazioni davanti ai luoghi di culto. Lo ha deciso il ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla scia delle polemiche seguite alla preghiera islamica in piazza Duomo a Milano a conclusione di un’iniziativa di solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza. “Ho preparato una direttiva che verrà inviata a tutti i prefetti affinché fatti come quelli avvenuti davanti al Duomo di Milano non abbiano a ripetersi”. I luoghi di culto, ma anche i supermercati e i centri commerciali saranno interdetti ai percorsi dei cortei, così come già avviene per le sedi istituzionali, quelle di partito e le rappresentanze diplomatiche. E gli organizzatori potrebbero dover pagare una cauzione come garanzia per eventuali danni.

Comma Maroni, articolo unico: “Divieto di manifestazioni davanti ai luoghi di culto”.
In Italia tutte le grandi piazze hanno una chiesa. I cittadini potranno manifestare in ogni grande piazza, come previsto dalla Costituzione, ma non nelle grandi piazze con una chiesa. Il Comma Maroni è incostituzionale, non c’è bisogno di essere un costituzionalista per capirlo, è sufficiente non essere Maroni.
All’origine del Comma Maroni vi sono le preghiere islamiche di massa di protesta contro il massacro dei palestinesi di Gaza. A pensar male si fa peccato, ma in Italia si indovina. Io voglio pensare malissimo. L’obiettivo non sono i musulmani, ma gli italiani che vogliono manifestare. Hanno occupato l’informazione con le balle di regime e ora vogliono chiudere le piazze.

La Costituzione Italiana all’art. 17 prevede che «I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica». Le manifestazioni sono riunioni in luogo pubblico. Quindi, in primo luogo le manifestazioni non hanno bisogno di essere autorizzate.
Parafrasando Orwell: alcuni diritti sono più fondamentali degli altri. Vista l’esperienza del ventennio precedente all’emenazione della Costituzione, al centro del tessuto di questa coperta a scacchi dei diritti, vi è un diritto: la libertà, che con il suo filo interseca e cuce tutti gli altri. Libertà, ed in particolare la libertà politica di opinione e manifestazione del pensiero.
Il ministro introduce un rovesciamento di prospettiva. Il diritto della cittadinanza da tutelare non è più l’incolumità: è il fastidio che si prova a vedere manifestata un’idea o una fede diversa dalla nostra.
Siamo ad un punto di svolta: il fastidio per la diversità riceve riconoscimento e tutela giuridica.

da “Maroni, attacco alle libertà” di Micromega

Annunci
  1. Non ho parole… Ho come idea comunque che questo provvedimento (al sapor di propaganda) sarà facilmente ehm manipolabile, come fosse creta…

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: